scritto da Manuel Ducci in Storie il 23 Set 2015

Alla scoperta del Tracciolino, insieme a Ducci e Macheda

Alla scoperta del Tracciolino, insieme a Ducci e Macheda
        
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Manuel Ducci e Valentina Macheda, tra un impegno agonistico e l’altro, non perdono mai l’occasione e il piacere di scoprire nuovi sentieri.
Nel racconto che ci propongono, descrivono il loro ultimo tour a nord del Lago di Como, dove quello che sembrava un “classico” sentiero di montagna con vista panoramica si trasforma in un percorso davvero insolito, scavato nella roccia, tra ponti, gallerie e dirupi.
Una scoperta che vale la pena condividere con gli amici biker…
Ecco, quindi, l’avventura sul “Tracciolino”. E se qualcuno incuriosito vuole provare, non manca la traccia Gps.

VM

La scorsa settimana siamo stati invitati dalla Pro Novate a Mezzola, comune situato sul lago Mezzola comunicante con il lago di Como sul lato nord, per partecipare alla riapertura di un sentiero suggestivo denominato “Tracciolino”. Ci hanno spiegato che si trattava di un sentiero costruito negli anni Trenta come collegamento tra due piccole dighe situate a quota 900 metri e quindi totalmente in piano.
Data la storia del sentiero e tenendo conto del fatto che si parlava della Val Codera, abbiamo deciso che c’erano tutti i presupposti per mettersi in marcia.

Vista panoramica del Lago di Mezzola

Vista panoramica del Lago di Mezzola. Non male, vero?

Dopo qualche ora di guida arriviamo sul posto verso sera, per la precisione all’Agriturismo Val Codera, accolti da signor Gianni che, dopo averci fornito un po’ di informazioni sulla zona e sulle attività outdoor che si possono svolgere in valle, ci delizia con la sua cucina casalinga.
Trascorsa la notte all’agriturismo e dopo un’abbondante colazione, ci dirigiamo verso il ritrovo alla volta del tour del Tracciolino.

All’appuntamento sul lago di Mezzola, incontriamo un gruppo di biker locali che scopriamo subito ci guideranno in giro per la valle.
Fatta la conoscenza di tutto il gruppo e dopo un veloce scambio di chiacchiere, ci aggiornano sul percorso che avremmo dovuto affrontare da lì a poco e ci dicono che trovandoci a 200 metri di quota sul lago avremmo dovuto affrontare un dislivello di 700 metri per raggiungere il sentiero.

Due chiacchiere con i biker locali

Due chiacchiere con i biker locali

Ci mettiamo in marcia e lasciamo Novate Mezzola in direzione di Verceia, pedalando lungo il lago per un breve tratto per poi imboccare una salita in direzione Valle dei Ratti che definirei abbastanza impegnativa ma accessibile (intorno al 10 per cento di pendenza costante). Un’oretta di salita pedalata, per il 90 per cento su asfalto, in quasi totale assenza di auto e traffico.

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Arriviamo all’imbocco del sentiero Tracciolino, facilmente riconoscibile perché, come premesso, è pianeggiante e nel tratto iniziale è percorso da una rotaia per carrelli trasporto materiali lungo tutto il sentiero, proprio quella che veniva usata in passato.

Sul sentiero...

Sul sentiero…

Il percorso prosegue con una carreggiata abbastanza generosa, totalmente pianeggiante, e caratterizzato da una vista mozzafiato sul lago di Mezzola.
Dopo aver pedalato due chilometri circa lungo il sentiero che costeggiava la montagna abbiamo pensato che fosse un bel sentiero ma non fosse poi così diverso da quelli che avevamo già visto in altre situazioni.

vista

Neanche il tempo di pensarlo e ci fermiamo davanti ad una galleria a misura d’uomo che si addentra nel cuore della montagna: vista la nostra faccia stupita, i ragazzi che ci hanno accompagnato ci spiegano che da lì in poi il sentiero sarebbe stato totalmente diverso e cioè un percorso scavato nella roccia sviluppato tra gallerie, ponti e dirupi affacciati sul lago.
Il tutto in totale sicurezza poiché prima della riapertura del sentiero è stato svolto un lavoro di riqualifica e messa in sicurezza che avrebbe escluso qualsiasi rischio.

...in mezzo alle rocce...

…in mezzo alle rocce…

Così inizia la nostra avventura pedalando in un contesto totalmente nuovo, costituito per la quasi totalità da roccia ma non solo sul fondo bensì anche sui lati e sopra la testa, un condizione insolita ma decisamente divertente che ti lascia a bocca aperta dall’inizio alla fine.

padelando tra le rocce

…verso una galleria.

Dobbiamo dire che è stato svolto un lavoro incredibile per rivalutare il percorso del Tracciolino visto il risultato ottenuto e considerando anche la difficoltà nel trasportare i materiali per la ricostruzione del fondo e della rete di sicurezza in spazi così ristretti.
Dopo avere pedalato per una decina di chilometri circa tra pareti di roccia e gallerie arriviamo al piccolo paese di San Giorgio, dove è in corso una festa: il mangiare e il bere non mancano, così ci fermiamo per una pausa.
Questo paese è costituito da un piccolo gruppo di case ed una chiesa accessibili solamente camminando lungo un sentiero che risale dalla valle o dal Tracciolino, per cui non accessibile con auto o mezzi a motore.

foto con gruppo

Con i nostri compagni di viaggio, e uno sfondo da cartolina!

Dopo un generoso ristoro ci rimettiamo in marcia per rientrare a valle, ripercorrendo il sentiero nel senso inverso, andando così a visitare la diga di Moledana per poi scendere nuovamente a valle tramite un sentiero infinito che ci ha riportato sul lago di Mezzola.

Vi facciamo vedere un video girato con la helmet cam, tanto per farvi venire voglia e farvi vedere che le gallerie sono davvero un po’ strettine ma il divertimento e il paesaggio sono assicurati!

Sotto il profilo paesaggistico e la particolarità del percorso possiamo dire che pur viaggiando molto all’estero ed avendo visitato molti luoghi, questo è qualcosa che non capita di vedere spesso o di poter percorrere in bicicletta tutti i giorni, ma direi che è il caso di lasciarlo decidere a voi…
Se volete provare, qui potete scaricare la traccia Gps del nostro giro.

 

        
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