scritto da mtbcult in Storie il 19 Giu 2015

Alta Via Stage Race: superata la 6ª tappa, con fatica e determinazione

Alta Via Stage Race: superata la 6ª tappa, con fatica e determinazione
        
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Si sta avvicinando la fine di questa estenuante ed emozionante avventura in Mtb che è l’Alta Via Stage Race.
Abbiamo superato la sesta tappa Bardineto-Pornassio, anzi il nostro team Serrato-Sirigu ha superato la sesta tappa, quella di ieri, anche se con sempre maggiore fatica.
Ma la determinazione non manca mai!

In questo report, oltre al racconto della giornata di gara, troverete anche qualche notizia e curiosità sulla macchina organizzativa e sulle origini dell’Alta Via.
Buona lettura!

Sta cominciando a fare giorno, mi dispiace uscire dal sacco a pelo, la temperatura stanotte è scesa notevolmente, e anche Ugo mi dice di avere dormito male.
Mi decido ad alzarmi, esco dalla tenda, sento che il campo base si sta animando, mi stiro, mi guardo intorno e mi rendo conto di quanta gente e tende ci siano.
Durante la colazione chiedo agli organizzatori quante tende ci siano.
«Ottanta» mi rispondono.

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Mi viene spontaneo pensare cosa comporti un simile evento dal punto di vista logistico e organizzativo.
Decido di saperne di più e faccio un po’ di domande per capire cosa sia l’Alta Via Stage Race e di come sia possibile far funzionare una carovana che si sposta ogni giorno.
Chiacchierando, mi spiegano la genesi di questo evento.

Innanzitutto, cos’è l’Alta Via al di là della competizione.
L’Alta Via dei Monti Liguri è un percorso di crinale che parte da Bolano ed arriva a Camporosso al confine con la Francia, per una distanza di 440 km.
Nei primi anni ’80 è partito un progetto, quello di collegare vari sentieri esistenti, in modo da crearne uno unico che permettesse di valorizzare ciò che la Liguria ha di meglio da offrire e promuovere tutto ciò che è outdoor, Mtb, escursionismo, sport.
I promotori sono i gestori di piccole strutture dislocate in tutto l’entrotrerra ligure, riuniti in progetto chiamato “Accoglienza di qualità sull’Alta Via dei Monti Liguri”, un modo per fare conoscere una Liguria che vada al di là di mare e spiagge.

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Quindi l’Alta Via non è solo una gara Mtb, come la stiamo vivendo noi, ma anche un modo per fare conoscere le attrattive più belle che questa regione può offrire, e l’accoglienza che sa dare.
Non deve essere facile coordinare un evento di queste proporzioni, ci sono 260 persone coinvolte, volontari, CAI, FIE, Protezione Civile, Gruppi antincendio boschivo e molti altri.
Consideriamo inoltre le difficoltà di tipo burocratico, i permessi per il passaggio: basti pensare che si attraversano 90 comuni!

Ma la gara?
Sì, torniamo alla gara, conosco bene il percorso di oggi, il gps non serve, so già che sarà dura.
Si parte da Bardineto, c’è una salita sterrata, noi saliamo più piano del solito, ci sfiliamo ma procediamo regolari.

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Poi c’è il primo tratto di portage, un violento sentiero ripido e gradoni, che ci portano in cima al Monte Carmo: come riscaldamento, non male…

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Parte un single track bello che conosciamo, sempre opera di Fulvio Balbi, di nuovo salita e discesa, in una faggeta fantastica, tra l’altro sia la tappa di ieri che quella odierna percorrono la faggeta più grande d’Europa.

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Salita, caldo e polvere, ci tocca un altro portage importante, il Monte Galero. Solo la bellezza del posto a tratti ci allevia la fatica, ci rendiamo conto di essere indietro come posizione e di avere davvero poca benzina, ma lottiamo.

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Salite e discese si susseguono e altro portage, siamo sul crinale che divide la Liguria dal Piemonte. Ugo mi dice «Fantastico, non c’ero mai stato!»

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Assaltiamo tutti i ristori, mangiamo, beviamo, prendiamo tutto quello che possiamo, ci servirà per arrivare in fondo.

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Scendiamo per colli prativi verdissimi, ripidi e a tratti non facili, è tutto un susseguirsi di discese velocissime e portage estenuanti.
Spingiamo la bici come possiamo, finalmente il terreno si addolcisce, si comincia a scendere. Intravediamo i segni di un sentiero costruito, sponde, drop, paraboliche, sembra di essere sulle montagne russe, lo percorriamo tutto di un fiato, e poi vediamo lo striscione dell’arrivo!

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È finita, ci diamo un cinque, stanchi e provati ma è finita.
Oggi è stata dura, più che con le gambe siamo arrivati in fondo con la testa, la determinazione e il cuore non ci mancano.

Siamo quinti nella classifica di tappa, il team francese, che in realtà francese non è ma belga, ci ha preceduto di nove minuti. Siamo a dodici minuti dal terzo posto.
Domani altra tappa impegnativa, sentiamo di essere in calando, ma lotteremo.

Ecco la classifica generale aggiornata dopo la sesta tappa: i giochi sono ancora aperti…

        
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