scritto da MtbCult in Storie il 05 Gen 2017

Come prepararsi ad un trail in Mtb di più giorni: i consigli di un “esperto”

Come prepararsi ad un trail in Mtb di più giorni: i consigli di un “esperto”
        
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Vi ricordate l’Italy Coast to Coast e il racconto “dall’interno” che Dani Miglio aveva condiviso con noi?
Dani Miglio è un appassionato di trail in Mtb di più giorni e ne ha percorsi parecchi negli ultimi anni e può quindi essere considerato quasi un “veterano”.
Dal momento che le proposte di questo tipo di esperienze si stanno moltiplicando (e su MtbCult ve ne abbiamo presentate parecchie) e proprio questo è il momento di iniziare a programmare la nuova stagione, abbiamo chiesto a Dani Miglio di raccontarci come ci si prepara ad un trail: come sistemare la bici, cosa portare con sé, dove dormire…
Se nel corso del 2017 decideste di partire in bici all’avventura, questi consigli potranno tornarvi utili!
VM

Uno dei problemi principali di chi partecipa per la prima volta ad un trail in Mtb riguarda l’organizzazione della bici e del materiale.
“Cosa mi porto dietro?” questa è la fatidica domanda a cui segue, di solito, la compilazione di un elenco spropositato di ammennicoli più o meno utili al nostro viaggio.
Sorrido solo a ricordare cosa sono stato capace di portarmi dietro, appena tre anni fa, alla prima partecipazione ad un trail ufficiale…

trail in Mtb

Prima di tutto bisogna fare una premessa: la scelta del materiale è funzionale al tipo di corsa che vogliamo fare, alle nostre preferenze e allo spirito con cui decidiamo di affrontare un percorso.
Il bello dei trail collettivi in modalità bikepacking o in autosufficienza è che non c’è classifica ed ognuno se la corre come gli pare.
Il primo vince e tutti gli altri sono secondi.
Conseguentemente è molto facile, al nastro di partenza, trovare il racer con giusto una mantellina ed il bancomat, ed il viaggiatore stracarico di materiale.
Entrambi si divertiranno ma correranno un’esperienza differente.
Qui cercherò di dare un’idea di quella che può essere considerata un’attrezzatura media per poter correre un trail senza ammazzarsi sopra una bici pesantissima.
Vi parlerò della mia attrezzatura, collaudata negli ultimi tre anni, passati a pedalare sulle tracce che ho corso.
Quello che sto per raccontarvi non ha però la pretesa di essere assolutamente risolutivo in materia. E’ semplicemente il frutto della mia esperienza e delle mie esigenze personali.
Ognuno, col tempo sarà in grado di organizzarsi come preferisce.
In questo caso, poi, non parliamo di viaggi ma di trail in Mtb. Per intenderci tutti quegli eventi che vedono una partenza collettiva tipo Tuscany Trail o Italy Coast2Coast.

trail in Mtb


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Personalmente, mi piace correre, ma non avendo un fisico da racer e non essendo assolutamente competitivo per natura, mi devo accontentare del mio passo … lento. Cercando di trovare un buon compromesso tra mezzo, attrezzatura e peso.

Io uso una Salsa Fargo, il primo modello, vecchio di oltre sei anni.
Rigida, di un pesantissimo acciaio ma essenziale ed indistruttibile.
Un vero carro armato che mi permette di fare qualsiasi cosa.
Tutto quello che perde in termini di peso lo recupera grazie ad una geometria fantastica. Oggi, dopo centinaia di ora in sella, la mia bici è un’estensione del mio corpo.

La preparazione della bici
Durante i trail capita di affrontare condizioni meteo decisamente sfavorevoli. Se si decide di continuare per ore ed ore sotto la pioggia e nel fango, la nostra bici sarà soggetta ancora più di noi ad uno stress notevole.
Va da sé che alla partenza il mezzo deve essere in perfette condizioni.
Per questo molti giorni prima di un evento la porto da mio amico meccanico per un controllo.
Non all’ultimo, ma qualche giorno prima, in modo da poter rodare eventuali componenti nuovi.
Poi, non è comunque auspicabile affrontare un trail lungo senza avere un minimo di manualità che consenta di cambiare una camera d’aria, le pasticche dei freni o riparare una catena.
E’ quindi fondamentale avere cura del mezzo prima e durante la corsa, possedere un minimo di capacità per sistemare la bici e d avere dietro quello che può levarti d’impaccio in quasi tutte le situazioni.
Talvolta anche un semplice pezzo di fil di ferro può fare la differenza.

trail in Mtb

Oltre ai normali materiali di riserva, falsa maglia, camere d’aria, toppe etc., non è male portarsi dietro pezze di gomma, fascette, un paio di metri di nastro americano (avvolto intorno al tubo sella) ed uno spezzone di fil di ferro. Anche una valvola tubeless di ricambio e qualche vite non guastano.
Immaginate poi di rimanere senza una placchetta dei vostro costosi scarpini da bici nel bel mezzo di un bosco … di notte magari!
Ma, tanto, vi mancherà sempre quel pezzetto della vostra bici che si romperà proprio nel mezzo degli Appennini mentre, sotto la pioggia e tra mille imprecazioni, starete arrancando in un mare di fango.
In tal caso solo l’improvvisazione vi potrà aiutare.

Come vestirsi e dove fermarsi
“Sì, va bene, la bici l’ho messa su a puntino ma… cosa mi porto dietro per vestire e per dormire? Dove mangio? Dove mi faccio la doccia?”
In questo caso il mio spirito da homeless non può esservi d’alcun aiuto.
Io, se posso, preferisco dormire poche ore su una panchina dei giardinetti più malfamati della città, dentro un tubo di cemento o sotto un ponte. Nella casetta di un parco per bambini o, più semplicemente, accasciato a lato del sentiero.
Ma se vi piace dormire comodi, non esitate e trovare un bel posto asciutto dove mangiare e dove riposare.
Meglio perdere qualche ora in più, piuttosto che vagare come zombie a causa della mancanza di sonno.

Il materiale da portare appresso è influenzato dal tipo di trail che dovrò affrontare e dalla stagione in cui dovrò pedalare.
Come potrete facilmente immaginare, una ricetta per tutte le stagioni non esiste.
Sarà solo l’esperienza e le vostre personali abitudini a farvi trovare l’assetto perfetto.
Inoltre le esigenze che avrò negli 800 e passa chilometri dell’Italy Divide sono differenti da quelle che incontrerò all’Italy Coast2Coast.
Quindi, prendiamo in considerazione un trail di media durata, diciamo 3/4 giorni al massimo, previsioni meteo decenti.
Diciamo che vi descrivo quello che ho portato con me all’ultima Italy Coast to Coast, lo scorso settembre.

trail in Mtb

Per quanto riguarda l’abbigliamento, io porto solo un solo completo: pantaloni, canottiera in merinos, maglia, copri braccia, gilet catarifrangente e tutto il resto del solito abbigliamento.
Se piove una giacca leggera in goretex, con cappuccio, e dei sovrapantaloni impermeabili.
Ma, mettetevi l’anima in pace, non esiste nulla che possa farvi stare asciutti per ore mentre pedalate sotto la pioggia.
Allora, più che guardare all’impermeabilità punto ad indossare roba che si asciughi rapidamente, almeno nella bella stagione.
D’inverno, invece provo a creare un effetto tipo muta da sub, l’umido me lo tengo addosso e cerco di mantenere il corpo il più coibentato possibile.
Io poi sono un gran estimatore delle lavanderie automatiche.
Sono calde ed accoglienti, ci entro, butto tutto nella lavatrice ad acqua fredda (senza sapone!), asciugo e riparto. Nel frattempo mi sono riposato al calduccio, ho mangiato e fatto il punto della situazione.

Quindi un solo completo per pedalare e niente più.
Lo stesso discorso per le scarpe.
Per stare caldo quando mi fermo porto qualcosa per coprire la testa (prima di tutto) ed una giacca di piumino sintetico. Di quelle meravigliose che si trovano adesso in giro. Adoro la mia, leggerissima e che sta nel pugno della mano, ma quando la metto mi scordo del freddo.
La uso anche per dormire abbinata ad un intimo a maniche lunghe e ad una calzamaglia. Due cose che, in caso estremo posso usare anche per pedalare.

Dove e come dormire
“Ok, ma dentro al tubo come ci dormi?”
In pieno inverno ho un sacco a pelo con un comfort a -1, pesa sui 600 gr ed occupa un po’ di posto nella mia borsa anteriore. Ma fortunatamente non sono freddoloso e per la maggior parte dell’anno, lascio il sacco a pelo a casa ed uso un cartoccetto di carta … sì una una roba argentata all’interno orribilmente leggera prodotta dalla SOL (ed anche costosa, guardate su Amazon).

trail in Mtb

Però sono due anni che ci dormo dentro, sempre lo stesso, ed ancora regge.
A questo abbino un bivybag di media qualità della Alpkit.
Poi uso anche un materassino gonfiabile, leggerissimo di quelli che arrivano sotto le ginocchia (110 cm).
In questo modo, con un chilo di roba, borsa compresa, mi faccio la casa in qualsiasi momento della mia giornata.
Problemi di condensa mai avuti se non quando mi è capitato di dormire sotto la pioggia battente.

“E la tenda? Perché non porti la tenda? Di quelle belle leggere che ti chiudi dentro ed i ragni non ti si mangiano vivo durante la notte?”
Non porto la tenda perché sto correndo un trail, perché una tenda come dico io costa come un rene e perché pesa.
Ma soprattutto perché, in Italia, un posto dove passare la notte al coperto lo si trova quasi sempre.
E comunque non vi svelerò le coordinate del magnifico garage dove passo tutti gli anni una notte del Tuscany Trail, acqua corrente e presa elettrica … meglio che in albergo!

L’attrezzatura indispensabile
Il resto dell’attrezzatura è rappresentato dalle solite cose, pronto soccorso, spazzolino per i denti, barrette, integratori (pochi, tanto li ricompro strada facendo) ed apparato d’illuminazione. E già, perché a me piace viaggiare di notte, soprattutto col buio, anche tutta la notte se c’è da arrivare alla fine.
Una luce posteriore ed una anteriore va sempre portata, anche se si è deciso di viaggiare solo di giorno, perché non si sa mai cosa potrà capitare lungo la strada.

In fatto di illuminazione io viaggio decisamente contro corrente.
Non mi interessa avere 10.000 lumen per accecare gli sventurati cinghiali che attraverseranno il mio cammino, se poi sarò costretto a portarmi dietro pesantissimi pacchi di batterie che richiederanno lunghi periodi di carica.
Molto meglio la mia frontale alimentata da pile usa e getta. Con quattro stilo ho tutta la luce che mi occorre e ci pedalo l’intera notte.
Al mattino le butto (nella differenziata) e ne prendo delle nuove.
Ultimamente, poi, ho sempre montata sul manubrio una seconda piccola lampada di emergenza che mi assicura qualche ora di autonomia, idem per la luce posteriore.
Un piccolo led di riserva è poi da sempre fissato nel retro del mio casco.
Dimenticavo, un piccolo powerbank per ricaricare il cellulare (che di solito tengo sempre in modalità aereo) e il gps, se non è come il mio che usa delle comunissime pilacce!

trail in Mtb

Tutta questa roba la comprimo e la presso dentro tre borse.
Non uso lo zaino, almeno nei trail lunghi.
La casa, cioè tutta la roba da tenere asciutta ed il materiale per dormire, la tengo in una borsa stagna fissata al manubrio con un imbrago.
Il materiale per la bici e le cose da prendere al volo in una framebag fissata al telaio.
Il resto delle cose in tante leggerissime buste stagne, all’interno di una capiente borsa sottosella.
Fine.

“E poi?”
E poi basta!
Se riuscite a tenere la bici sotto i 20 chili siete bravi, se vi mantenete sotto i 15 siete dei campioni e volerete, ma se pedalerete con il vostro pesantissimo cancellone, carichi di borse e materiali, con una fila di salsicce che penzola dal vostro marsupio ed un fiasco di vino nel vostro zaino, sarete immensi e passerete dei momenti fantastici.


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Ah, a proposito: se vi è venuta la fantasia di provare, le iscrizioni all’edizione 2017 dell’Italy Coast to Coast (500 km dal Tirreno all’Adriatico) saranno aperte dal 9 gennaio.

        
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