scritto da mtbcult in Storie il 21 Giu 2015

Sole e pioggia, ai confini con la Francia: ecco la 7ª giornata di Alta Via Stage Race

Sole e pioggia, ai confini con la Francia: ecco la 7ª giornata di Alta Via Stage Race
        
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Arriviamo un po’ in ritardo con il racconto di questa settima e penultima frazione dell’Alta Via Stage Race ma le emozioni che Riccardo e Ugo sanno regalarci, trasportandoci con loro sui sentieri e tra i borghi della Liguria, valgono un po’ di attesa…
Godetevi, quindi, anche questa puntata della storia, aspettando il gran finale!

Giornata particolarmente impegnativa, quella che ci lasciamo alle spalle, (giovedì, ndr) che ha lasciato segni pesanti: dopo un’abbondante cena servita all’interno di un forte ottocentesco, è seguito un meritato riposo.
Sveglia alle sei, soliti gesti che ripetiamo ormai automaticamente: bagagli, controllo bici, vestizione, borracce e ci accingiamo a portarci alla partenza.

La settima tappa so che sarà assai impegnativa, l’arrivo è previsto a Buggio, un borgo di una bellezza unica abitato da non più di cento persone, lungo il percorso si toccheranno la provincia di Cuneo e la vicina Francia.

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Questa parte dell’estremo ponente ligure ci farà conoscere ancora un’altra Liguria, fatta di paesaggi prealpini, stretti sentieri scavati nella roccia che si affacciano su strapiombi impressionanti.
Non finisco mai di stupirmi, di come la Liguria, questa striscia di terra, costretta tra montagne e mare, possa cambiare così tante volte aspetto.
Personalmente è tra le tappe più belle che l’Alta Via Stage Race ci offra.

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Il meteo che ci perseguita dal primo giorno ci minaccia ancora, gli organizzatori ci informano che potrebbe esserci una variante del percorso.
Si parte con il sole e si imbocca subito con le gambe ancora fredde una salita durissima, ci sfiliamo dal gruppo per evitare di mettere piede a terra, la nostra tattica oggi è molto semplice: salire con un ritmo che ci permetta di arrivare alla fine, siamo in ultima posizione, si affianca a noi Max il meccanico che in coppia con Alessandro fornisce assistenza ai concorrenti.

Segue un saliscendi nel sottobosco, molto bello, che ci porta sulla strada asfaltata lungo la quale arriveremo fino al Colle S. Bernardo.
Da qui parte una sterrata interminabile, con tratti di portage, intorno alpeggi estivi, ci fanno compagnia mosche e tafani, il sole ci scalda impietosamente.

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Raggiungiamo le pendici del monte Frontè, saliamo di quota, lo avvertiamo senza bisogno di guardare la strumentazione.
Altro portage, la strada che percorriamo è caratterizzata da pietre smosse, piatte e taglienti.
Si arriva fino al monumento al Redentore a quota 2200 metri.

Come consuetudine assaltiamo un punto di ristoro, con borracce e sacche idriche piene ci accingiamo a raggiungere il Passo Tanarello in territorio francese.
Ugo mi chiede «Ci mettiamo la mantellina?»
Rispondo «Piu avanti, c’è il sole».
Adesso è discesa veloce con tratti esposti, in un attimo nuvole e pioggia, che diventa presto grandine. Tra l’altro, siamo in quota e fa freddo, ci fermiamo per coprirci e ripartiamo.

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Raggiungiamo il rifugio Grai dove troviamo nebbia, pioggia e freddo, ci fermiamo ad un ristoro sperando di trovare qualcosa di caldo, mangiamo velocemente e via, verso i monti Pietravecchia e Toraggio: ora siamo sul versante francese.
E’ un mare di nebbia, peccato perché i panorami sono spettacolari, ci sono stato più volte.

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La voglia di scendere e di sfuggire al freddo è tanta ma dobbiamo procedere con molta attenzione: i tratti tecnici ed esposti non mancano, superiamo alcuni tratti stretti con bici al fianco, compreso un passaggio su corda fissa.
La nebbia ci impedisce di vedere il profilo delle Alpi Marittime e Alpi Liguri.

Si scende velocemente a volte in modo funambolico, non è facile, tra bagnato e viscido insidioso ci si stanca fisicamente e mentalmente.
Imbocchiamo l’ultima deviazione per scendere, percorriamo tratti fatti a tornantini, a volte a piedi perché particolarmente pericolosi.
Il freddo e passato, c’è il sole ad aspettarci.

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Arriviamo a Buggio in una chiesa sconsacrata, dove ci ci viene offerta una specialità locale: un piatto a base di grano particolarmente buono.
Poi ci trasferiamo a Pigna, un paese arroccato su una collina, e lì ci aspetta come gradita sorpresa un ingresso alle terme.
Che bello rilassarci e sentire di essere alla fine di questa che chiamare gara sarebbe riduttivo!

Per dovere di cronaca, la classifica ci relega al nono posto nella tappa odierna e quinti nella classifica generale (quest’ultima la potete scaricare qui).

        
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