scritto da Stefano Chiri in Tecnica il 09 Dic 2016

TIPS FOR RIDING – L’ammortizzatore a molla su Mtb da enduro

TIPS FOR RIDING – L’ammortizzatore a molla su Mtb da enduro
        
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Perché alcuni montano l’ammortizzatore a molla su una Mtb da enduro?
E’ perché nella downhill stanno comparendo sempre più ammortizzatori ad aria?
Ovvero, come mai le cose si stanno ribaltando?

ammortizzatore a molla su Mtb da enduro

La Commençal Meta Am V4.2 di Cecile Ravanel utilizza un ammortizzatore a molla RockShox Vivid. Qui i dettagli della bici

L’ammo a molla è da sempre la soluzione preferita da chi cerca un feeling migliore con la guida e in particolare da chi cerca una sensibilità e un sostegno a metà corsa che l’aria, intesa come componente elastica, ancora non riesce a dare.
Inoltre, l’ammortizzatore a molla su una Mtb da enduro è più costante nelle prestazioni.
Entriamo di più nei dettagli.

Una questione di fisica
La molla come componente elastico si comporta in modo lineare secondo la legge F = -kx, dove F è la forza, k la costante elastica (in questo caso la costante elastica della molla) e x la quantità di travel impiegato dall’ammortizzatore a seguito di un impatto.
Una camera pneumatica (quella che caratterizza gli ammortizzatori ad aria), invece, ha un comportamento differente: nel primo tratto di corsa serve una maggior forza per vincere gli attriti statici dovuti alle tenute (o chiamateli O-ring se preferite), offrendo una sensibilità ai piccoli urti peggiore rispetto alla molla.

ammortizzatore a molla su Mtb da enduro

Le tenute, ovvero i sistemi di ritenzione dell’aria (sotto pressione), sono le principali responsabili del maggiore attrito statico di un ammortizzatore ad aria (nella foto). Questo porta a un carico di stacco superiore rispetto a un ammortizzatore a molla. Negli ultimi anni, però, le differenze fra i due sistemi si sono ridotte molto, ma la molla continua a essere in vantaggio.

Nella fase intermedia della corsa, invece, diventa regressiva, cioè a parità di forza applicata sull’ammortizzatore questa utilizzerà più corsa rispetto a un ammortizzatore a molla.
Questo si traduce in un maggior feeling con la guida in favore degli ammortizzatori ad aria, ma, aumentando il ritmo e spostandosi quindi verso la parte finale della corsa, il comportamento diventa molto progressivo (cioè serve molta forza per comprimere di pochi mm l’ammortizzatore).
A metà corsa, invece, un ammortizzatore a molla per Mtb da enduro risulta essere più sostenuto e ciò porta ad avere più escursione disponibile, accompagnando in modo più graduale impatti di entità via via maggiore.

ammortizzatore a molla su Mtb da enduro

Di serie la Trek Slash 29 9.9 Rsl esce con un ammortizzatore Fox Float X2 ad aria…

ammortizzatore a molla su Mtb da enduro

…ma qualcuno (Alex Lupato) nell’Enduro World Series ha preferito usarne uno a molla. Qui i dettagli della sua bici.

L’ammortizzatore a molla su una Mtb da enduro, quindi, oltre ad essere una scelta molto fine sul piano del feeling di guida, è maggiormente apprezzato per la sua costanza di rendimento.
Con costanza di rendimento si intende che le prestazioni dell’ammortizzatore riescono a essere più stabili e, appunto, costanti anche dopo svariati minuti di intenso utilizzo.
Pensate ad esempio a una Prova Speciale di enduro, normalmente più lunga in termini di tempo di una discesa di Dh.

ammortizzatore a molla su Mtb da enduro

La Giant Reign Advanced di Yohann Barelli con il RockShox Vivid. La foto è stata scattata a Whistler durante la tappa dell’Enduro World Series di quest’anno.

L’ammortizzatore a molla è sicuramente preferibile in questo senso perché non presenta attriti dovuti a tenute pneumatiche che, surriscaldandosi, alterano pressione e viscosità dell’olio.
Ovvero, alterano le prestazioni dell’ammortizzatore.
In aggiunta a ciò occorre considerare che l’ammortizzatore a molla consente più spazio alle componenti del reparto idraulico e questo porta a una generale ottimizzazione del passaggio dell’olio, a tutto vantaggio di performance e costanza di rendimento.
Vi facciamo un esempio che potrete facilmente verificare voi stessi (sempre che non l’abbiate già fatto): fate una discesa di almeno 5 minuti, toglietevi il guanto e toccate il vostro ammortizzatore. Sentirete il calore.
A chi scrive è personalmente capitato, viste le condizioni di caldo e sporco, di arrivare alla fine di una discesa di 15 minuti con il parapolvere dell’ammortizzatore parzialmente sciolto…

ammortizzatore a molla su Mtb da enduro

Lo chassis dell’ammortizzatore a molla senza la molla.

E in salita come va?
Per quanto la sensibilità e la costanza di rendimento possano essere elementi importanti, stiamo pur sempre parlando di bici sulle quali dobbiamo pedalare.
La maggior sensibilità di un ammortizzatore a molla per Mtb da enduro rende la pedalata meno efficiente in generale, ma non scordiamoci anche che offre molto grip e controllo in condizioni di terreno più impegnativo.
E questo è senza dubbio molto utile.
Tuttavi, se il fondo è scorrevole oppure se stiamo cercando una pedalata più efficiente va considerato che quasi tutti i produttori di ammortizzatori stanno adottando dei dispositivi che permettano uno smorzamento marcato della compressione.
Vedi ad esempio il nuovo Fox Float X2 o i vari Cane Creek con il Climb Switch (foto sotto).

ammortizzatore a molla su Mtb da enduro

Il nuovo Cane Creek Db Coil. Qui altri dettagli.

Le vere note dolenti sono la versatilità e il peso
La versatilità e la facilità di regolazione che permette l’ammortizzatore ad aria sono due fattori molto importanti.
Inoltre, è molto comodo regolare l’ammortizzatore, ad esempio, per un biker di 68 kg e, in caso di uscita con zaino, settarlo, ad esempio, per un peso di 75 kg.
Questo è possibile anche per un ammortizzatore a molla, però è molto più dispendioso (occorre comprare una molla più dura e questa può costare dagli 80€ in su) e laborioso (bisogna necessariamente smontare l’ammortizzatore).

ammortizzatore a molla su Mtb da enduro

Una molla in titanio della Ti-Springs.com

Sul fronte del peso, lo chassis dell’ammortizzatore a molla non è così influente, mentre lo è la molla, sia essa in acciaio oppure in titanio (il cui peso è 3 volte inferiore rispetto a una in acciaio).
Con molle in titanio o in leghe di acciaio molto leggere il peso dell’unità ammortizzante arriva a essere il doppio di quella di un’unita equivalente ad aria.
Inoltre, non dimenticate gli ingombri: non tutti i telai riescono ad ospitare questo tipo di ammortizzatori che sono quasi sempre più ingombranti di quello ad aria montato di serie.

A chi consigliamo l’ammortizzatore a molla su una Mtb da enduro?
E’ per rider esperti. Rider che cercano un feeling basato su sensibilità e sostegno lungo tutta l’escursione. Inoltre, se partecipate a gare di enduro sicuramente sentirete grandi benefici per la costanza di rendimento che un ammortizzatore a molla è in grado di offrire.
I costi diventano maggiori rispetto a un ammortizzatore ad aria se si utilizzano molle in titanio o in leghe super leggere.

ammortizzatore a molla su Mtb da enduro

La Bmc TrailFox 29 di François Bailly-Maitre a Whistler: al francese piace l’ammortizzatore a molla

E perché nella downhill si vedono sempre più ammortizzatori ad aria?
Nella downhill invece la situazione sembra capovolgersi e si vedono sempre più ammortizzatori ad aria.
Innanzitutto, l’introduzione è stata possibile grazie all’enorme sviluppo che si è effettuato in questi anni. Il comportamento di un ammortizzatore ad aria si è avvicinato molto a quello di uno a molla, grazie a volumi delle camere molto più grandi, un’idraulica evoluta (regolazioni alte e basse velocità sia in compressione che estensione) e migliore scorrimento delle tenute.

ammortizzatore a molla su mtb da enduro

La Yt Tues di Aaron Gwin con il Fox Float X2 ad aria

Se poi consideriamo le velocità e la forza delle sollecitazioni nel downhill la maggiore progressività dell’aria come elemento elastico acquista una notevole importanza, offrendo ai rider un sostegno in più per i fondocorsa. Inoltre, l’alterazione delle prestazioni dovuta al surriscaldamento non è così influente come nelle Speciali di enduro, poiché nel downhill le discese sono mediamente più brevi.

Gli ammortizzatori ad aria, quindi, sono una seconda scelta per l’enduro?
No, perché rimangono comunque l’opzione con il migliore rapporto facilità di regolazione/prestazioni ed è per questo motivo che sulle Mtb da enduro continuano a essere così diffusi.

ammortizzatore a molla su Mtb da enduro

A Richie Rude l’aria piace molto…

ammortizzatore a molla su Mtb da enduro

…e sul prototipo della nuova Cannondale Jekyll (qui altri dettagli) figura un ammortizzatore RockShox Super Deluxe ad aria.

Fra l’altro, sia RockShox con il DebonAir e il sistema metrico sia Fox con il sistema Evol, gli ammortizzatori ad aria diventano sempre più sensibili e di alta efficienza con prestazioni che si avvicinano sempre di più a quelli a molla.
Quindi, non sono una scelta povera, ma quelli a molla diventano preferibili nell’enduro se il terreno è particolarmente tecnico e impegnativo e, soprattutto, se il rider è in grado di apprezzarne i benefici.

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