scritto da Simone Lanciotti in Tecnica il 11 Gen 2017

Uscire in bici con il freddo? Ecco i consigli dell’esperto

Uscire in bici con il freddo? Ecco i consigli dell’esperto
        
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Uscire in bici con il freddo: ma siete pazzi?
No, in realtà è molto divertente e anche molto appagante.
E’ vero che d’inverno l’attività in sella cala, ma è anche vero che spesso cala drasticamente perché il freddo spaventa più del dovuto (almeno nella stragrande maggioranza dei casi).
E allora come fanno quelli che in bici ci vanno sempre e comunque?
Non sono dei pazzi, anzi, molti di loro sono abbastanza esperti e hanno compreso come vestirsi e quali giri affrontare da non temere più il “nemico freddo”.
L’abbigliamento, quindi, è cruciale.
E il modo di vestirsi può cambiare molto se si va con la Mtb oppure con la bici da strada. Oppure ancora con una e-bike.
Per capire, allora, come indovinare l’abbigliamento corretto ho interpellato un esperto di inverno in bici.
Anzi, Omar Di Felice, l’atleta di cui state per leggere i consigli, è un super esperto di ciclismo estremo in inverno.

uscire in bici con il freddo

Omar Di Felice e la sua Wilier CrossDisc con livrea speciale

Magari alcuni di voi lo ricorderanno per la sua impresa a Capo Nord nel gennaio dello scorso anno, ma di sicuro Di Felice ne sa davvero tanto.
E allora l’ho intercettato durante una delle sue uscite in bici in preparazione della sua prossima impresa “algida”, in Finlandia.
Ma passiamo ai suoi consigli, di cui è estremamente prolifico…

«Lo sbaglio che molti, anzi, tantissimi fanno è quello di coprirsi troppo e vestirsi male. Qual è il problema?
D’inverno si tende a comprare giubbotti pesanti, cioè i giubbotti termici, che vanno bene con una temperatura costante. Se facciamo un giro in pianura, senza salita, con una temperatura, ad esempio, fra 0° e -2° e non c’è un grande impegno cardiaco (proprio perché siamo in pianura), si suda poco e quel tipo di giubbotto fa il suo dovere, cioè ti tiene caldo.

uscire in bici con il freddo
Ma il discorso cambia se si fanno le salite, cioè nel caso in cui ti scaldi salendo e ti raffreddi in discesa, allora quel tipo di giubbotti non va bene, perché ti fanno sudare.
Ma c’è dell’altro: i giubbotti termici, proprio perché riscaldano molto, creano una sorta di camera d’aria calda fra l’interno del giubbotto e lo strato di abbigliamento sottostante.
Quando arriva l’aria fredda della discesa la camera d’aria calda si raffredda, condensa e quindi ci si bagna. E’ quel processo lì porta al raffreddamento.
Come fare, allora?
I trucchi sono due.

uscire in bici con il freddo


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Uno, isolare la pelle, usando dei capi intimi molto aderenti in lana merinos molto sottile (foto sopra) e creano un primo strato di isolamento termico, evitando che passi l’aria fredda.
Due, vestirsi a strati per evitare che si crei proprio quella camera d’aria calda e quindi la condensa. Vestendomi a strati riesco a regolare la temperatura a seconda della strada che sto percorrendo.
Sto pedalando in salita? Apro tutte le zip o addirittura tolgo il capo più pesante.
Sto per fare la discesa? Chiudo tutte le zip e mi butto in discesa.
Diciamo che questi sono i trucchi base per vestirsi in modo corretto in bici.
Sembrano cose banali, ma in realtà sono attenzioni che pochi utilizzano».

uscire in bici con il freddo

Omar Di Felice

– E’ corretto cambiare la maglia intima a fine salita perché completamente sudata?
– Se la maglia intima si è inzuppato vuol dire che abbiamo sbagliato abbigliamento. Oppure che la maglia intima in questione non traspira a dovere.

– Può capitare, però, che un biker, magari poco allenato, d’inverno arrivi a fine salita molto sudato…
– E’ importante in quel caso regolare lo sforzo in base alla propria preparazione atletica. D’inverno non si affrontano le salite alla stessa velocità con le quali si affrontano d’estate e questo di per sé riduce la sudorazione. Se però d’inverno si suda tanto in salita è molto probabile che ci sia qualcosa di sbagliato nel modo di vestirsi. Cioè ti sei coperto troppo oppure hai usato un intimo non adatto a quelle condizioni di temperatura.
D’inverno si dovrebbe sudare di meno e non di più.
E’ d’estate che si suda tanto e se capita di sudare tanto d’inverno vuole dire che abbiamo esagerato con l’abbigliamento.

uscire in bici con il freddo

La neve, oltre che una certa protezione termica, richiede anche resistenza all’acqua per scarpe e pantaloni.

– Il primo impatto con il freddo, la mattina, prima di partire, può portare le persone a esagerare con l’abbigliamento.
– Esatto: io, la mattina, quando parto per l’allenamento, per i primi 15-20 minuti soffro il freddo. Sento i brividi di freddo, ma questo vuol dire che mi sono vestito adeguatamente per le condizioni che sto per affrontare.
Poi il corpo si scalda, raggiunge la sua temperatura e allora sto bene.
Ma se io parto che ho già caldo o, in generale, se salgo in sella in una condizione di benessere dal punto di vista termico, vuol dire che, quando i muscoli si saranno scaldati, arriverò a sudare.

uscire in bici con il freddo

All’inizio della salita consiglio di mandare sempre giù la zip frontale e anche se all’inizio sembra di sentire freddo questo, in realtà, ci assicura di affrontare la salita caldi, ma non surriscaldati.
Quindi, un trucco è non aver paura di sentire freddo all’inizio se sappiamo che da lì a breve ci troveremo impegnati sui pedali.

– Problema mani: come fare?
– Allora, problema mani: in molti mi chiedono “Ma che guanti usi?” “Ma come fai con questo freddo?”.
Premesso che ognuno di noi ha delle parti più sensibili di altre, cioè c’è chi soffre di più alle mani, chi ai piedi, chi alla gola, al naso e via dicendo, vale il discorso di prima dell’isolamento con la lana. Tu puoi avere anche il migliore guanto del mondo, anche un guanto da sci, ma se non hai isolato la pelle non c’è molto da fare. Io uso un guanto molto sottile di lana, molto aderente che crea appunto un primo strato termico sopra al quale vado a mettere, quando serve, un guanto invernale.

uscire in bici con il freddo


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– E i piedi?
– Lo sbaglio che fanno molti è: primo calzino, secondo calzino, copripunta, copriscarpa e via dicendo. Sbagliato: d’inverno ci vuole la scarpa per l’inverno. Stesso discorso per chi va in bici. Se uno prevede di fare molte uscite con la stagione fredda, la cosa saggia da fare è comprarsi un paio di scarpe invernali, da usare per 3-4 stagioni, solo d’inverno, e ti assicuro che fra usare una scarpa estiva, pur con calzini invernali e copriscarpa del migliore livello, e una scarpa invernale non c’è proprio paragone: stravince la scarpa invernale.

uscire in bici con il freddo

– E quando hanno senso i copriscarpe?
– Nella mezza stagione, quando piove, per evitare che si bagnino i piedi, o quando tira vento. Ma d’inverno solo la scarpa invernale. Questa è la mia esperienza.

– L’altra estremità del corpo è la testa. E poi c’è anche il collo…
– Il collo è una delle mie parti sensibili: se io ho freddo al collo è come se questo mi si trasferisse ovunque. Magari a livello mentale arriva l’input: il mio corpo sta prendendo freddo. Quindi io, anche a marzo, indosso un fazzoletto al collo, che, fra l’altro, serve per tenere le vie respiratorie al caldo.

uscire in bici con il freddo

Oma Di Felice durante l’impresa artica dello scorso anno

Poi, un’altra cosa che mi dicono in molti: respirando aria fredda ci si ammala.
Non è del tutto vero, ma comunque si può sollevare il fazzoletto facendo sì che copra anche una parte della bocca e questo aumenti la temperatura dell’aria in ingresso.

– Ma questo non rallenta la respirazione?
– Allora, stiamo parlando di allenarsi e non di andare a fare una gara. In salita, comunque, lo tiri giù anche perché può essere piacevole respirare un po’ di aria fresca quando il corpo si sta scaldando.
E poi, volendo, ci sono gli scaldacollo con la parte frontale traforata.
Sconsiglio i passamontagna, perché danno un effetto del tutto simile a quello del giubbino termico, cioè ti fanno sudare sul viso e quando inizi la discesa… sono letali.
Il passamontagna è studiato per chi va a fare una spedizione al Polo Nord, allora lì ha davvero senso stare coperti contro il freddo e anche contro i raggi del sole, ma da noi non serve.

– E la testa?
– Per la testa il sottocasco. Anche qui il materiale che utilizzo è lana merinos: dentro è traforata per facilitare la traspirazione e fuori ha uno strato pensato per non far passare il freddo.

uscire in bici con il freddo

La fascia con interno in lana merinos

In alternativa si può usare un materiale antivento, Windstopper e simili, e in generale un materiale tecnico.
Quello che serve, però, è l’approccio corretto al freddo: non bisogna averne paura, perché la paura porta a farci coprire troppo.
Il freddo dalle nostre parti non è in grado di portare a danni permanenti che, per inciso, sono causati da un’esposizione di svariate ore a temperature ben sotto lo zero termico.
Da noi al massimo torni a casa infreddolito, ma è chiaro che, comunque, serve un abbigliamento adeguato.
Quello che dico è che se avete l’abbigliamento giusto non c’è da avere paura. Bisogna stare attenti, ma senza essere terrorizzati.

uscire in bici con il freddo

– Alimentazione?
– E’ vera una cosa: non è vero che essere grassi o essere magri cambi la percezione del freddo. Lo strato di adipe, cioè il grasso corporeo, non è uno schermo contro il freddo, ma può diventare una risorsa a patto di avere buon metabolismo dei grassi. Cioè se siamo allenati a bruciarli (ovvero se abbiamo doti di fondo, ndr), allora diventano una fonte di energia.
E questo significa che, d’inverno, a tavola, a colazione, anziché privilegiare gli zuccheri do maggiore attenzione ai grassi: anziché la marmellata, magari sul pane spalmo la crema di nocciola oppure alla marmellata aggiungo il burro.
In bici, anziché il gel, meglio un pezzo di cioccolato fondente.
Io d’inverno cambio la mia alimentazione andando a privilegiare i grassi.

Omar Di Felice, pur vivendo a Roma e allenandosi fra i Monti Simbruini e l’Abruzzo, è un esperto di sfide contro il freddo e ci ha dato le basi per capire come vestirsi nel modo migliore.
Pur essendo uno stradista, i suoi consigli possono essere riassunti così:

– in partenza è opportuno avvertire il freddo;
– quando ci si impegna sui pedali è opportuno abbassare la zip frontale o rimuovere il capo più pesante;
– è fondamentale evitare di sudare troppo;
– con il freddo è bene dare un po’ di spazio in più ai grassi a tavola se si prevede di uscire in bici;
– il timore del freddo porta a coprirci troppo.

Il suo prossimo obiettivo è una traversata di 1600 Km nel Nord della Finlandia, alla fine questo mese:

Vi invito a restare in contatto con questo ultracyclist tramite la sua pagina Facebook.
E adesso proseguiamo ed entriamo in ambito Mtb.

Cosa cambia quando si va in Mtb?
In Mtb la velocità è nettamente inferiore rispetto alla bici da strada.
La velocità media ne è un esempio: siamo intorno ai 12-18 all’ora in Mtb contro i 24-30 all’ora su strada. Ovvero con le ruote grasse, andando più piano (discesa compresa) può avere senso coprirsi di meno, perché il windchill, ossia la percezione di freddo maggiore al crescere della velocità, ha un effetto meno rilevante in Mtb rispetto alla bici da strada.
In Mtb, inoltre, è più probabile fare salite più ripide che portano il cuore a salire molto di frequenza e il motore a scaldarsi: ecco un motivo in più per non esagerare con l’abbigliamento termico.
Ovviamente queste sono indicazioni di massima.

uscire in bici con il freddo


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E in sella a una e-bike?
Altro discorso ancora: la presenza del motore elettrico può portare il proprio (cioè le gambe) a lavorare di meno e, quindi, a scaldarsi con maggiore difficoltà.
Se avete un minimo di allenamento, allora, può essere utile coprirsi un pelino di più, mentre se non siete affatto allenati è molto probabile che, comunque, una certa fatica la facciate e quindi regolatevi di conseguenza sul livello di protezione termica del vostro abbigliamento.
Le e-bike non regalano nulla, quindi valutate con attenzione…

uscire in bici con il freddo

Ok l’alimentazione, ma l’acqua?
Il freddo e l’attività fisica, anche se si riesce a sudare meno, comportano comunque una perdita di liquidi. Non fatevi ingannare dalla quasi totale assenza di stimolo alla sete, perché in realtà di liquidi se ne perdono.
Certo, meno che in estate, ma sappiate che è un errore tornare a casa con la borraccia o la sacca idrica ancora completamente piene.
Bevete piano e a piccoli sorsi (perché l’acqua fredda non fa mai bene allo stomaco), ma bevete.
Se fate un’uscita lunga, oltre a mangiare, assicuratevi di bere in modo adeguato, anche senza averne voglia.

uscire in bici con il freddo

E a questo punto, letti tutti i nostri consigli, se avete l’equipaggiamento giusto non esiste più la cattiva stagione.
Buone pedalate e raccontateci quello che combinate nel Garage di MtbCult…

Qui tutti gli articoli sul freddo e sull’inverno pubblicati sul nostro magazine.

        
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