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Stefano
via e-mail

Ciao,  avrei un dubbio su una questione. Ormai di articoli riguardanti 27.5 vs 29 se ne sono visti a valanga. Tutta via non mi sono chiari alcuni aspetti (prendiamo in considerazione la Nomad 27.5  e la Specialized Enduro 29):
– di solito le 29” vengono definite come delle schiacciasassi per via delle “ruotone”. In questo contesto (capacità di assorbimento degli ostacoli) sono meglio le ruote da 29 oppure l’angolo di sterzo della Nomad che è decisamente aperto (65°)?
– nello stretto, sono più impacciate le ruote da 29 della Specialized oppure la Nomad a causa dello sterzo molto aperto?
Inoltre, già che ci siamo, dove sono gli aspetti critici della Nomad per quanto riguarda giri con molto dislivello (diciamo maggiore o uguale a 1200/1500 metri)?
Tenendo in considerazione che una Nomad montata umanamente pesa circa 13-13,5 kg  (quindi in linea con il settore enduro) e ha un angolo sella di 74,2°, quindi abbastanza verticale (ad esempio la Bronson ha un angolo di 73°).
La geometria aperta porta “svantaggi” anche in lunghe salite su asfalto o solo in salite sterrate tecniche? (dove molto spesso si fa prima a spingerla)?
Grazie

Risposta di Simone Lanciotti
Bella domanda…
L’angolo di sterzo “aperto” e le ruote da 29” portano a due risultati solo in apparenza simili.
La questione è generalizzabile anche ad altre specialità e non è relativa solo al caso Nomad-Enduro 29.

I vantaggi dell’angolo di sterzo “aperto”
Un angolo di sterzo aperto è pensato per due ragioni: stabilità in discesa e bilanciamento ottimale del mezzo in discesa.
Se l’angolo è aperto (cioè con un valore in gradi ridotto), aumenta l’interasse (ovvero la distanza fra i mozzi) e di conseguenza aumenta anche la stabilità della bici sul veloce.

La Santa Cruz Nomad C ha un angolo di sterzo di 65°
La Santa Cruz Nomad C ha un angolo di sterzo di 65°

Per non perdere in maneggevolezza nello stretto, le bici moderne, tipo la Nomad da te citata, hanno un movimento centrale più basso e forcelle con escursione da 160 o 170 mm.

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In questo modo, quando la pendenza in discesa aumenta, il biker assume una posizione più bilanciata, cioè meno esposta al rischio di ribaltamento, e che gli permette di guidare la bici con più facilità.
Guarda l’estremizzazione di questo concetto, ovvero le moderne bici da Dh.
Un angolo di sterzo aperto, infine, permette alla sospensione anteriore di lavorare meglio in discesa.

I vantaggi di una ruota da 29”
La capacità di assorbimento degli ostacoli dipende da diversi fattori e il diametro della ruota è uno di quelli che ha la maggiore importanza.
Se ne è parlato in diversi articoli, come tu stesso dici: la ruota da 29” permette al biker di superare meglio gli ostacoli e non necessariamente di assorbirli.

La Specialized S-Works Enduro 29 ha un angolo di sterzo di 67,5°
La Specialized S-Works Enduro 29 ha un angolo di sterzo di 67,5°

Dato che la tua domanda è sulla capacità di assorbimento, la differenza vera la fa l’escursione della sospensione.
Poi, parlando di sentieri in discesa, viene l’angolo di sterzo se abbinato, però, a un valore congruo di travel della sospensione.
Infine, il diametro della ruota. Qui la 29” si prende un vantaggio sugli altri due diametri, perché riesce a rotolare meglio e a superare con più disinvoltura situazioni difficili.

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Ma la capacità di assorbimento degli ostacoli è compito prima di tutto della sospensione.
Poi, se hai una certa capacità, dipende anche dallo stile di guida.
Facciamo un esempio: prendi Joe Barnes a Finale Ligure quest’anno. Ha corso con la Spectral Cf (140 mm) invece della Strive Cf (160 mm).
Oppure Josh Bryceland lo scorso anno, sempre a finale: una 5010 (125 mm) invece della Bronson (150 mm).
Cerchiamo di fare ulteriore chiarezza…

Quando preferire una ruota da 29” a un angolo di sterzo “aperto”?
La ruota da 29” permette un maggiore “galleggiamento” sugli ostacoli e ciò avvantaggia la guida sia in discesa che in salita. Generalmente si perde in maneggevolezza (non del tutto vero per la Specialized Enduro 29, però), ma si guadagna in stabilità e sicurezza di guida.
A chi vuole andare veloce senza stancarsi troppo nella guida, chi non ha uno stile impeccabile e chi guida senza troppi assilli consigliamo la 29”.
Fermo restando che la Specialized Enduro 29 rappresenta un’eccezione a quanto detto: se hai manico, vai comunque forte. Leggete il test.

La Cannondale F-Si di Fontana ha un angolo di sterzo di 69,5° e ruote da 29"
La Cannondale F-Si di Fontana ha un angolo di sterzo di 69,5° e ruote da 29″

Quando preferire un angolo di sterzo “aperto” a una ruota da 29”?
L’angolo di sterzo “aperto” è una soluzione che permette di montare ruote di diametro più piccolo (27,5”) e quindi di avere una maggiore agilità nella guida in discesa. In salita, però, no: le curve strette richiedono una certa perizia, ma l’angolo piantone molto verticale (cioè con un valore in gradi maggiore) riesce in parte a compensare.
A chi vuole azzardare di più in discesa, a chi cerca sempre le traiettorie più efficaci (correndo anche qualche rischio), una maggiore agilità e un migliore supporto in discesa consigliamo un angolo di sterzo più “aperto”.

La tendenza attuale
Su quanto scritto fino ad ora, però, occorre fare una precisazione. Chi acquista una 29er di oggi quasi sempre acquista una bici che ha un angolo di sterzo più aperto che in passato e questo succede anche in campo Xc.
E’ la tendenza attuale.

L'angolo di sterzo della Scott Spark Rc 700 di Nino Schurter è di 68,3 o 68,8 gradi
L’angolo di sterzo della Scott Spark Rc 700 di Nino Schurter è di 68,3 o 68,8 gradi e ruote da 27,5″

Quindi, una bici da enduro con ruote da 29” ha sicuramente un angolo di sterzo più aperto (relativamente alle possibilità concesse da questo diametro di ruota) che in passato e quando si compra una bici di ultima generazione si acquista l’uno e l’altro.
Stesso discorso anche per le bici da Xc: una volta dominavano gli angoli di 71 (e addirittura 72 gradi), mentre adesso si è scesi di molto sotto i 70.

Ps: per quanto riguarda il comportamento della Nomad in salita non possiamo esprimerci con giudizi avendola provata, ahimé, per troppo pochi chilometri. Speriamo di darti risposte più precise in futuro.

Simone Lanciotti

Salve, mi chiamo Simone Lanciotti... e sono un appassionato di mountain bike come voi. Mi piace talmente tanto raccontare la mia passione per la Mtb che circa 20 anni fa ne ho fatto una professione. MtbCult.it è la stata la prima rivista che ho creato; poi eBikeCult.it e infine BiciDaStrada.it. La bicicletta in generale è stata ed è ancora per me una scuola di vita. Quindi, il viaggio continua e grazie per il contributo che date al nostro lavoro. Di seguito potete trovare tutti gli articoli firmati dal sottoscritto. Simone Lanciotti