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Davide
via facebook

Ciao MtbCult, ho letto con piacere la vostra recensione della Cannondale Trigger 29. La domanda che vi vorrei fare è semplice: ritenete che la Trigger possa essere una buona alternativa per essere utilizzata anche in ambito Superenduro?
Vedo molti pro’ utilizzare 29″ con escursioni di 120/130 quindi in linea con la Trigger e sono decisamente curioso…
Mi fareste sapere il vostro parere in merito? Grazie!

Risposta di Simone Lanciotti
La tua curiosità è legittima, perché in effetti nelle gare di enduro si vedono diversi professionisti con 29er di escursione, diciamo, più contenuta. E’ il caso di Gracia con una Santa Cruz Tallboy LtC (135 mm di travel), della Moseley con la Trek Remedy 9 29 (140 mm di travel) e addirittura di Ducci, talvolta, con una Ibis Ripley (120 mm di travel).
Una Trigger 29 Carbon, per quella che è stata l’esperienza del sottoscritto durante il test, in una gara di enduro non sfigurerebbe, a patto però di non sottovalutare un paio di cose.

La Cannondale Trigger 29 Carbon 1.
La Cannondale Trigger 29 Carbon 1.

130 mm di travel… non sono 150 mm di travel
Per quanto possa suonare scontato, è un fatto da non dimenticare.
Cioè una bici da all mountain, per quanto solida come la Trigger, non nasce per un utilizzo enduro.
Però, Cannondale ha fatto bene i compiti a casa e il telaio di questa bici è in grado di dare soddisfazioni nella guida in discesa, anche quando il terreno diventa molto impegnativo.
La forcella con stelo singolo da 36 mm di diametro è fatta molto bene.

Ed ecco la forcella Lefty Supermax 130: un solo fodero da 46 mm di diametro e un solo stelo da 36 mm per un travel totale di 130 mm.
Ecco la forcella Lefty Supermax 130: un solo fodero da 46 mm di diametro e un solo stelo da 36 mm per un travel totale di 130 mm.

Le ruote da 29 pollici aiutano molto
Se è vero che il travel è “solo” di 130 mm, è anche vero che in termini di capacità di superamento degli ostacoli le ruote da 29 pollici sono una vera manna dal cielo e spostano molto più in alto l’asticella della Trigger.
Senza dimenticare che, in caso di necessità, puoi valutare la possibilità di montare una forcella classica da 140 con steli da 34, come quella che abbiamo montato sulla Ibis Ripley di recente, ma in tal caso devi mettere in conto anche la sostituzione della ruota anteriore.

Enduro sì o enduro no?
A nostro avviso sì, ma tenendo sempre a mente che la Trigger 29 Carbon non è una bici da enduro, cioè non aspettarti che ti dia le stesse sensazioni di una 29er pensata per questa specialità.
E’ una bici tanto divertente quanto versatile e come conseguenza di ciò viene facile immaginarla anche in un impiego enduro.
E secondo noi, con una scelta accorta di traiettorie, componenti (un manubrio da 76 cm di larghezza aiuterebbe) e setup delle sospensioni potrebbe dare delle soddisfazioni anche nell’enduro.

L'utilizzo per cui nasce la Trigger 29 Carbon non è l'enduro e rispetto alla Jekyll da 26" (specificamente da enduro) paga una minore agilità.
L’utilizzo per cui nasce la Trigger 29 Carbon non è l’enduro e rispetto alla Jekyll da 26″ (specificamente da enduro) paga una minore agilità.

L’esempio dei pro’
E’ vero che alcuni pro’ usano delle 29er da trail-all mountain nell’enduro, ma è anche vero che… parliamo di pro’.
Cioè gente che ha doti di guida ben al di sopra della media.
Il caso della Trigger 29 Carbon nell’enduro, quindi, è un po’ “border line” perché, per concludere, affinché ti dia soddisfazioni nelle gare di enduro richiede di certo un impegno maggiore rispetto a una 29er pensata ad hoc per questa specialità.

Un’ultima considerazione…
Se ti piacciono il sistema pullshock e il Dyad Rt2 di Cannondale tieni presente che Jerome Clementz sta collaudando da qualche settimana quella che sembra essere l’erede della Jekyll con ruote da 27,5”. Certo, non è più una 29er, ma è di certo una bici da enduro.
A breve dovremmo essere in grado di darti più dettagli su questa nuova bici.

Simone Lanciotti

Salve, mi chiamo Simone Lanciotti... e sono un appassionato di mountain bike come voi. Mi piace talmente tanto raccontare la mia passione per la Mtb che circa 20 anni fa ne ho fatto una professione. MtbCult.it è la stata la prima rivista che ho creato; poi eBikeCult.it e infine BiciDaStrada.it. La bicicletta in generale è stata ed è ancora per me una scuola di vita. Quindi, il viaggio continua e grazie per il contributo che date al nostro lavoro. Di seguito potete trovare tutti gli articoli firmati dal sottoscritto. Simone Lanciotti