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Andrea
via e-mail

Ciao. Posseggo una Trek Slash 8, quindi enduro. Vorrei sapere se è distruttivo per la mia bike affrontare percorsi Dh tipo Venosc… Ho fatto, per esempio, tutte le discese di Bardonecchia e sono andato molto bene, ma, provando una vera Dh la differenza si nota. Quindi, può comportare problemi di tenuta della mia bici?
Grazie.

Risposta di Davide Ferrigno
Chi è solito frequentare i bike park avrà osservato che, negli ultimi anni, sono tanti i rider che “girano” con biciclette da enduro. Ci sono esempi in cui alcuni atleti importanti hanno scelto di utilizzare una bici da enduro per correre in una competizione di DH. Uno di questi è Jared Graves: nel 2013 l’australiano ha conquistato il terzo posto al mondiale di Pietermaritzburg, Sudafrica. E l’ha fatto con una Yeti SB66C, una bici da enduro.

A sinistra, Jared Graves con la maglia della nazionale australiana mostra la sua Yeti Sb66C con forcella da 180 mm. Foto Yeti Cycles
A sinistra, Jared Graves con la maglia della nazionale australiana mostra la sua Yeti Sb66C con forcella da 180 mm. Foto Yeti Cycles

L’unica modifica apportata al setup classico della sua bici è stata quella di montare una forcella con 20mm in più di escursione rispetto ai 160mm standard. Il video che segue racconta la run incredibile dell’atleta di Yeti.

Ricordiamoci però che Graves è il campione in carica del circuito Enduro World Series (in realtà questo è solo l’ultimo dei suoi trofei) e non un “comune mortale”. Praticare downhill con una bici da enduro dovrebbe restare comunque un’eccezione e non la normalità.

Dh è sinonimo di velocità: sempre!
E’ proprio così, e per andare forte in sicurezza è necessario che la bici garantisca il massimo della stabilità. Parlando di geometrie, questo si traduce in una lunghezza maggiore del wheelbase (o interasse) e in un angolo sterzo di valore inferiore.
Guarda l’esempio di queste due Trek: la differenza di interasse è minima (a parità di taglia) ma è significativa quella fra i due angoli di sterzo.

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Trek Slash: angolo sterzo 65° e passo 1192mm per la taglia M
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Trek session DH: angolo sterzo 63.6° e passo di 1203mm per la taglia M

Su una pista da Dh la bicicletta viene sottoposta a continue e forti sollecitazioni, soprattutto se si mantengono velocità importanti e se si è soliti guidare in modo “attivo”.
Ogni componente viene spinto verso i propri limiti. L’usura di gomme e pastiglie dei freni aumenta in modo esponenziale. Telaio, sospensioni e ruote vengono sottoposti ad uno stress notevole. Una bici progettata per fare downhill è comunque in grado di resistere a tutto ciò, e per più tempo. Una bici da enduro, soprattutto se montata con componentistica particolarmente leggera, potrebbe soffrirne.

C’è poi il fattore “guida” da considerare.

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La pista del Pila Bike Stadium utilizzata per la IXS DH Cup: non è per tutti scendere su queste linee con una bici da enduro

I  percorsi dedicati alla downhill portano il rider a mollare i freni e cercare spesso la traiettoria più veloce, affrontando senza troppe remore le asperità del terreno (rocce, radici, brake bumps…). Resta inteso che tutto ciò è fattibile anche con una bici da enduro, a patto di possedere le capacità tecniche per affrontare percorsi di questo genere. Se non si è allenati per questo stile di riding sarà facile ritrovarsi “cotti” dopo poche discese (ed è bene accorgersene in tempo), poiché l’impegno fisico e mentale è molto maggiore.

La Venosc, noto sentiero del comprensorio de Les 2 Alp Bike Park
La Venosc, noto sentiero del comprensorio di Les 2 Alp Bike Park.

Il maggior lavoro in questo senso da parte del rider andrà a compensare ciò che la geometria più “rilassata” e le sospensioni con escursioni più generose tipiche di una bici da Dh possono garantire.
L’utilizzo puramente occasionale di una bici da enduro in bike park non è da considerarsi dannoso per il mezzo e può servire al rider come scuola per rodarsi tecnicamente tra velocità e passaggi impegnativi. Sarebbe invece opportuno valutare l’acquisto di una bici specifica in caso di frequenti giornate su piste da downhill, tenendo conto che oltre alla spesa per l’acquisto sarà necessaria quella (da non sottovalutare) per la sua manutenzione.