Perché le bici non si trovano? Ecco la posizione di Scott

Nicola Checcarelli
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Perché le bici non si trovano?
Perché arrivano con grande ritardo o addirittura, in alcuni casi, non è possibile nemmeno avere una data di consegna?
Quando (e se) si tornerà alla normalità?

Sono domande che in questi ultimi mesi ricorrono con una frequenza quasi imbarazzante e, in occasione dell’Italian Bike Festival di Rimini, Scott Sports Italia ha cercato di fornire una spiegazione “ufficiale”.
O comunque la sua versione dei fatti.

Perché le bici non si trovano

Una presa di posizione apprezzabile, nel bel mezzo di una situazione complessa, in cui pochi altri brand hanno voluto dare spiegazioni in prima persona.

Donatella Suardi (foto in basso), General Manager di Scott Sports Italia, ha parlato del contesto generale del mercato, dei fattori che hanno portato a questa situazione paradossale e anche degli scenari futuri e di come l’azienda sta cercando di adeguarsi alla nuova realtà.

Perché le bici non si trovano
Donatella Suardi, general manager di Scott Italia

UNO SCENARIO IMPREVEDIBILE

La radice del problema, anche se può risultare assurdo, sta nel boom del mercato della bici che si è registrato tra fine inverno ed inizio primavera 2020, in concomitanza con la fase più acuta dell’epidemia di Covid-19.

In quei mesi il ciclismo era uno dei pochi sport consentiti, da praticare all’aperto e in sicurezza, e questo ha spinto un numero impensabile di nuovi utenti ad avvicinarsi al mondo delle due ruote. Senza dimenticare la crescita esponenziale del segmento e-bike e di quello della mobilità urbana.
E ovviamente non parliamo solo di Italia, ma di un fenomeno che si è verificato a livello mondiale.

Solo nel nostro paese, secondo i dati ANCMA, il mercato della bici dal 2019 al 2020 è cresciuto del 30%.
A livello Europeo, dal 2019 al 2020 si è passati da 20 a 22 milioni di bici vendute, per un valore di 18,3 miliardi di euro.

Una situazione imprevedibile, a cui sarebbe stato difficile rispondere in breve tempo già in condizioni normali.
Figuriamoci in piena pandemia, con tutte le criticità produttive che questa ha comportato.

ALTRI FATTORI DI CRITICITA’

L’aumento della domanda si è verificato in un momento in cui molti grandi produttori erano costretti a chiudere o lavorare al di sotto della capacità produttiva massima a causa del Covid-19, generando così un disallineamento tra domanda e offerta difficile da riequilibrare nel breve tempo.

Una volta tornati ad una situazione di pseudo-normalità tutti i principali produttori (situati per lo più in Oriente) hanno riorganizzato le risorse per massimizzare la capacità produttiva degli impianti già esistenti. Alcune aziende, come Shimano, hanno programmato l’apertura di nuovi stabilimenti, che però richiederanno mesi prima che diventino operativi.



In tutto questo, rimangono alcuni grossi elementi di criticità, che mantengono complicato il contesto generale:

- Covid-19: è un’ombra sempre presente a livello mondiale.
Uno stabilimento costretto a chiudere per due o tre settimane per Covid genera ulteriori ritardi. Poco importa che quello stabilimento sia di telai, gomme, componenti. Un solo, piccolo componente può bloccare la consegna della bici completa.
- Scarsità delle materie prime: è un problema che non interessa solo la bike industry, ma quasi tutti i settori produttivi. Le materie prime scarseggiano e sono sempre più costose.
- Trasporti più lenti e più costosi: non è un segreto che la maggior parte di bici e componenti arrivino via mare, tramite container, dall’Oriente. I tempi di consegna (e i costi) rispetto al periodo pre-Covid si sono dilatati enormemente e spesso non sono più nemmeno così certi.
Anche questo contribuisce non poco a far lievitare i costi e a ritardare l’arrivo delle bici nei negozi.

GLI SCENARI FUTURI

Nell’immediato, Scott assicura che le quantità promesse e assegnate verranno rispettate.
In soldoni, i negozianti che hanno ordinato le bici, ed i relativi clienti che le hanno già acquistate “su carta”, le riceveranno.

Più complessa, invece, è la questione relativa ai tempi, su cui non è possibile dare una risposta certa, perché influenzata da troppe variabili.
Visto lo scenario, Scott ritiene corretto fornire una data certa di consegna solo una volta che le bici sono state imbarcate sui container verso l’Europa.

Cosa succederà nel prossimo futuro?
La previsione di Scott è che questa situazione durerà almeno per i prossimi tre anni, anche se è difficile immaginare esattamente cosa potrà accadere nei prossimi mesi.

Il mercato della bici non è ancora maturo, è composto da un’ampia fetta di pubblico relativamente “nuovo” (principianti e nuovi utenti e-bike), di cui non si conoscono ancora esattamente le dinamiche e le abitudini.

Per maggiori informazioni: scott-sports.com

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Sull'autore
Nicola Checcarelli

Ho iniziato a pedalare da bambino e non ho più smesso. Ho avuto la fortuna di fare della bici il mio lavoro, ricoprendo vari ruoli in testate di settore, in Regione Umbria per la promozione del turismo in bici, in negozi specializzati. La mia vocazione è per la bici da strada, di recente anche il gravel e infine la Mtb

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