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Che cos’è per te il divertimento?
Lo sto chiedendo al tuo animo biker.
Cioè, come ti diverti in Mtb o in bicicletta in generale?
Che cos’è che ti fa divertire più di tutto?
A questa domanda tu, io, loro, ognuno risponde a modo proprio.
Un’infinità di risposte, che sfumano una nell’altra, che si somigliano o che sono perfettamente sovrapponibili.
Dipende da dove vivi, con chi pedali (o se pedali sempre da solo), quando pedali (solo nel fine settimana?) e quanto durano le tue uscite in bici.
E infine, dipende anche dalla tua vita privata.
Hai una famiglia?
Hai un lavoro solido, abbastanza solido o non hai proprio lavoro?
Oppure, il lavoro ti lascia abbastanza respiro?



Perché quello che fai durante il giorno e durante la settimana si vede poi in sella.
Avere il tempo di allenarsi o di uscire in bici durante la settimana, ovvero pedalare nel weekend senza uccidersi di fatica, è IL lusso vero, oggi.
E adesso ripensa alla domanda di sopra: che cos’è per te il divertimento?
La risposta la trovi nel titolo di questo articolo: le elettriche, le endorfine e la guida.
Ossia i tre modi per divertirsi con una Mtb e, in senso lato, con la bici.
L’assistenza elettrica, il piacere della fatica (per capirci, le endorfine) e l’adrenalina della guida.
Questi tre parametri sono, in misura variabile, sempre presenti nella uscite che fai.

Le elettriche, le endorfine e la guida

LE ELETTRICHE
Se ti piace la guida, cioè se sei skillato nella guida di una Mtb, allora le e-Mtb potrebbero essere il fumo negli occhi per te.
Peggio ancora se sei o aspiri ad essere un atleta amatoriale, cioè se ti piacciono le competizioni Xc e marathon.
Salta questo paragrafo e vai a quello successivo: lì sarai nella tua comfort zone.
Per te il parametro elettrico è pari zero (almeno per ora).
Le e-Mtb hanno cambiato e stanno cambiando completamente il modo di vivere la Mtb.
Il motore elettrico ti consente di gestire lo sforzo: sei tu a decidere quanto e quanto a lungo vuoi faticare.
Ed è magnifico appena inizi a capire quante cose nuove e diverse puoi farci.
E alla fine, se la usi come si deve (qui un’idea molto precisa) i tre parametri di sopra sono ben presenti e piuttosto omogenei.
Ma non è solo questo: il nostro ritmo di vita è spesso insostenibile.
E, allora: “Io, almeno in bici, non voglio avere pensieri”.
Cioè quando salgo in bici non voglio complicarmi oltremodo la vita.
Voglio divertirmi, non voglio uccidermi di fatica.
Voglio stare in questo posto magnifico, in cima al mondo e godermi le mie 2-3-4 ore di aria. Tornare a casa con belle emozioni da raccontare.
Tornare col sorriso è la meraviglia di cui la e-Mtb è capace.
Punto.

foto Matt Wragg

LE ENDORFINE
La fatica è uno strumento di conquista.
E’ una compagna e una risorsa per chi si pone obiettivi e guarda verso l’alto.
Ogni secondo guadagnato ha un peso e un prezzo importantissimo.
Un significato silenzioso che comprendono (e addirittura ammirano) i tuoi compagni di squadra o i tuoi follower su Strava.
Per te arrivare là in cima, dove per altri inizia il divertimento, è una fetta importante del divertimento.
Ed è quando passi dalla Z3 alla Z5, che tutto si aggiusta, che le cose iniziano a filare per il verso giusto e tutto intorno, la tua vita, le cose che contano della tua vita, la famiglia, il lavoro, le rotture di palle, le storture, le brutture e i dolori acquistano un altro peso.
Sei a manetta e senti che ce la fai ancora.
Che puoi spingere ancora e ancora.
E la buccia dei tuoi pensieri, intanto, si va assottigliando e stai per arrivare alla polpa, al dunque fatidico, a ciò che conta davvero e che è nella tua testa.
Ti spinge, ti dà forza, ti motiva e non ti fa mollare mai.
E’ la voglia di continuare ad esserci.
La fatica ti insegna la vita.
E quando sei su, quando la strada o il sentiero hanno fatto il loro dovere, ecco la ricompensa della vetta.
Un momento di assoluta, incommensurabile, profonda e devastante soddisfazione ti fa dire grazie.
Grazie, vita!

Daniele Concordia in azione con la Specialized Epic – Foto Luigi Sestili

Le elettriche, le endorfine e la guida

LA GUIDA
Dimmi una delle sessioni di musica dal vivo che preferisci
Rock, blues, jazz, funky… quello che vuoi.
Qualunque essa sia, tutte hanno un aspetto in comune: chi sta sul palco riesce a trasformare la musica in un’alchimia collettiva.
Beh, non esagero se dico che a volte, guidando la mountain bike, si può arrivare a quel livello.
Quando si crea l’alchimia, la magica connessione, la scintillante corrispondenza uomo-macchina-natura, al punto che ogni curva è una storia a sé, senti di essere a metà strada fra uno sportivo e un artista.
Chi sa guidare davvero sa improvvisare.
Cioè sa cogliere l’attimo, anzi, di più: lo sa prevedere.
Come chi sta sul palco.
Nel tuo caso, biker, tanto meno conosci un sentiero, tanto più ti diverti.
Sì, ok, non sarai velocissimo perché non hai i cosiddetti riferimenti, ma chi se ne frega.
Cosa c’è di più appagante di te alla guida, mentre sfrutti le tue capacità tecniche per trasformare ciò che ti capita davanti in accelerazione?
La guida è proprio questo: scegliere la traiettoria migliore per tenere la velocità.
Anzi, per farla aumentare.
E quando questo funziona, boom, sei fritto.
Non la smetti più e ne vuoi di più, sempre di più.
Diventi un “drogato” di adrenalina.

La nuova Trek Slash magnificamente in azione

Le elettriche, le endorfine e la guida

Quale dei tre parametri sia il predominante nelle tue uscite non importa.
E’ un fatto tuo.
La mountain bike (e la bicicletta in generale) sta cambiando e quanto hai letto fino ad ora sono le tre direzioni verso le quali questo magico mezzo evolve.
Nessuna è più giusta di un’altra.
Nessuna vince sull’altra, a meno che tu non lo voglia.
Se la Mtb ha così tante facce e così tante proposte di modelli è perché ognuno affronta la vita e, di conseguenza, la Mtb a modo proprio.
Scegli il tuo modo, scegli la tua Mtb, ma lascia che ciò che la bici ti insegna sui sentieri ti sia d’aiuto nella vita di tutti i giorni.

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Simone Lanciotti

Salve, mi chiamo Simone Lanciotti... e sono un appassionato di mountain bike come voi. Mi piace talmente tanto raccontare la mia passione per la Mtb che circa 20 anni fa ne ho fatto una professione. MtbCult.it è la stata la prima rivista che ho creato; poi eBikeCult.it e infine BiciDaStrada.it. La bicicletta in generale è stata ed è ancora per me una scuola di vita. Quindi, il viaggio continua e grazie per il contributo che date al nostro lavoro. Di seguito potete trovare tutti gli articoli firmati dal sottoscritto. Simone Lanciotti