scritto da Simone Lanciotti in Storie il 10 Ott 2013

Pedalare sotto la pioggia, di sera, migliora l’umore…

Pedalare sotto la pioggia, di sera, migliora l’umore…
        
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E’ un autunno quello che stiamo vivendo in questi giorni che somiglia già troppo all’inverno.
Piove tanto e ovunque in Italia. Fa freddo. Al nord si vede la neve.
E quelle belle uscite in Mtb con il sole di ottobre?
Possibile che arriveremo a novembre senza avere modo di farne nemmeno una?
Speriamo di no, ma c’è chi da qualche parte in Italia non sembra interessato tanto al sole e alle belle giornate, ma a pedalare e basta.
E quando si è tanto determinati a farlo e non curanti del meteo, vuole dire che è un richiamo vero e proprio.
E allora come si rimedia?

Sono le 16,00.
Silenzio totale.
E’ l’ora in cui la capacità di attenzione crolla ai minimi della giornata.
Fuori piove.
I colleghi intorno portano avanti le loro faccende.
Non li sento e non li vedo.
Oggi, adesso, cerco una buona notizia.
corriere.it, niente.
repubblica.it, niente.
ansa.it, nemmeno qui.
Come se non lo sapessi: i giornali non danno mai buone notizie.
Il telefono non squilla e il capo non mi cerca: buona nuova.
E-mail? Solo pubblicità.
Nessuna nuova, buona nuova.
Ma io cerco una novità. E che sia una buona.
Ogni tanto ne senti il bisogno, no?
Non possono esistere solo il lavoro, gli orari, la routine, le facce idiote dei colleghi che non sopporti, il traffico e… andassero tutti al diavolo.
Prima qualcuno ha scritto su facebook: quando sei in Mtb il mondo si trasforma in un posto più bello.
Ed è una cosa che dovrebbero provare tutti.
Già, la Mtb.
Beh, io il mondo non lo posso cambiare, ma posso addrizzare questa giornata.
Sì, lo faccio.
Sono le 16 e 01 e ho ancora un po’ di luce solare per farlo.
Un’oretta, un’oretta e mezzo, non dico di più.
Fuori piove, però.
Beh, mi vestirò in modo adatto.
Porto con me la lampada e i led.
Torno a casa con il buio, pioggia o non pioggia.
Deciso.
Mi alzo dalla scrivania, vado dal capo, «Chiedo scusa, ma ho bisogno urgente di tornare a casa», bofonchia qualcosa, «Lo so, ma devo assentarmi», saluto qualcun altro, ma penso solo alla porta dell’ufficio che è lì, la immagino già aperta, guardo la maniglia, l’afferro, spingo la porta, «A domani!».
E sono libero.

Pedalare sotto la pioggia

Partito. Inizia la salita. Piove poco, ma le nuvole sullo sfondo non promettono un granché…

Un litro d’acqua nella sacca idrica è anche troppo.
Ma l’ho messo perché, forse, dentro la mia testa questo giro di una-due ore sarà più lungo.
Ho tutto per il buio e per la pioggia sono ben messo.
Intorno il cielo parla chiaro: tornatene a casa.
Non è autunno, ma inverno.
Fa freddino, pioviggina e le foglie sugli alberi sembrano congelate.
Sono i primi di ottobre e dovrebbero esserci le tonalità dell’autunno, ma pare quasi che l’estate sia finita all’improvviso.
E che il mondo ancora non se ne sia accorto.
Pedalo.
Mi sento meglio.
E finalmente arriva una buona notizia.
Mi sento libero e mi sento meglio.
Su poche cose al mondo puoi contare e una è questa: una Mtb ti fa sentire meglio.

Un po' di riparo temporaneo dentro una galleria. La salita è ancora lunga.

Un po’ di riparo temporaneo dentro una galleria. La salita è ancora lunga e il cielo peggiora sempre di più….

Piove di brutto adesso.
Non ho ancora una meta, ma ho tanta voglia di trovarne una.
Penso solo a salire, poi per scendere ci sono tanti modi.
Oggi non ho un sentiero preferito.
Qui intorno ci sono rocce e con la pioggia e il buio diventeranno roba da matti.
“Ma sei sicuro di quello che fai?”
Non ci penso troppo, ormai lo sto facendo.
Non posso tornare a casa bagnato e aver fatto solo mezz’ora scarsa di bici.
Non avrebbe senso, e allora proseguo.
Le gambe vanno su e giù e sfregano sul tessuto dei calzoni.
Questo rumore supera quello delle gomme che rotolano e quello del mio respiro.
Mi sembra di perdere il ritmo e di non capire più bene se sto andando forte oppure no.
Ma vado avanti.

Pedalare sotto la pioggia

Ormai piove da oltre un’ora. La luce è sempre più fioca.

Accendo il led sul manubrio e quello posteriore.
Questa strada è quasi deserta, ma le poche auto che illuminano la strada mi vedono.
No, non serve ancora la lampada.
Se non fosse per la pioggia e le nuvole basse si vedrebbe ancora benissimo.
Intorno lo scenario è invernale.
Sembra quasi di intravedere la neve lassù, ma no, è solo l’impressione.
E’ solo la mia paura che succeda qualcosa a cui è difficile rimediare.
Piove e basta.
Ho tutto con me per tornare a casa.
E più penso a quello che sto facendo e più mi sembra una cosa sensata.
Eh, vallo a spiegare a chi non conosce la Mtb.
Ti arriva dentro il sangue e ti spinge a fare cose folli che a te sembrano normali.
Qualcuno lo chiamerebbe amore.
Per molti è solo follia, come per chi mi lampeggia mentre mi incontra su questa strada.
Ma ognuno ha il suo modo per trovare la bellezza in questo mondo.
Forse la Mtb è solo uno strumento, non è il fine.
E’ un mezzo, appunto.
Il viaggio è l’esperienza, insieme a tutto quello che vedi scorrere intorno a te.
E’ questo il modo più bello per vivere ciò che vedi.
Ne diventi una parte.
Sono talmente preso da questi pensieri che mi accorgo di avere la catena sulla corona più grande.
Fatto.
Adesso va meglio. Diamo un po’ di ossigeno alle gambe.
E anche al cervello…

Pedalare sotto la pioggia

Sta per iniziare la discesa. Ultimo contatto con la civiltà. Poi lo riavremo una volta tornati a casa.



E’ buio pesto.
Senza la lampada sul casco non si vedrebbe nulla. Il led sul manubrio è diventato quasi inutile, ma meglio averlo.
Piove.
E arriva anche la nebbia.
D’istinto cerco il pulsante per i fendinebbia, che sciocco…
Le gocce di pioggia davanti al faretto lasciano scie lunghe.
Non sembra più acqua.
Piove da un po’, ma non sono bagnato.
Il fondello è ancora asciutto. Che prodigio l’abbigliamento da pioggia…
Non sento freddo.

Pedalare sotto la pioggia

Sul sentiero, finalmente. Con la pioggia, un po’ di nebbia e il buio sembra tutto più difficile. Anzi, lo è!

Sento solo le gambe che spingono.
L’euforia di questo momento.
Del rischio sotto controllo.
Della nebbia e del buio che hanno cambiato volto al sentiero.
E della bici che continua a fare quello che dico io.
I biker avranno sempre un posto da privilegiati nel mondo.
E ora che inizia la discesa mi sembra ancora più vero.

Pedalare sotto la pioggia

Il cono di luce del faro diventa sempre più utile. Il buio pesto ormai è vicino.

Pedalare sotto la pioggia

Piove forte. L’asfalto è un nastro nero senza soluzione di continuità. E’ quasi finita, ma fra sollievo e dispiacere vince il dispiacere di dover terminare quest’uscita. La pioggia e il freddo di ottobre sono ancora ben tollerabili.

E’ finita.
Arriva il momento di scendere dalla bici ed è come svegliarsi da uno stato di dormiveglia.
Tutto torna a essere solido e concreto.
Come quando chiudi un libro.
Cerchi un legame fra te e il mondo esterno.
Tutti hanno l’ombrello e tu sei qui sporco di fango e con le luci in testa.
Qualcuno saluta sorridendo.
«Sono in giro da tre ore. Eh, se avessi il tempo ci andrei con la luce del sole in bici…».
Ma è una risposta alla quale non credo molto.
Potevo prendermi domani come giorno di ferie e magari divertirmi anche di più.
Solo che io oggi avevo bisogno di una buona notizia.
Oggi avevo bisogno di tornare a casa con il sorriso.

Se il lato emozionale dell’uscita in Mtb con la pioggia vi è piaciuto, allora leggete anche l’aspetto tecnico legato al pedalare-guidare sotto la pioggia.



        
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