scritto da Davide Ferrigno in Storie,Tecnica il 28 Apr 2015

Sea Otter Classic: benvenuti nella bolgia polverosa della Mtb

Sea Otter Classic: benvenuti nella bolgia polverosa della Mtb
        
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MONTEREY – «Questa strada resta chiusa dalle 8 alle 17. Devi passare da un’altra parte». E’ uno dei marshall della Sea Otter che me lo riferisce.
“Cominciamo bene!” penso tra me e me, e mi avventuro alla ricerca della strada giusta. Dopo un paio di tentativi giungo in un complesso residenziale, dove chiedo informazioni ad un uomo con un pickup, di quelli con la “P” maiuscola.
Mi dice di seguirlo fino ad un suo cenno che sarà il segnale per girare a destra.
Mi urla dal finestrino: «Drive fast!» e parte a tutta. Ma proprio a tutta, come nei film.
Lo seguo, e, per non perderlo, sono costretto ad infrangere ogni limite di velocità imposto.
“Ottimo, è il primo giorno qui…e magari mi faccio pure ritirare la patente”.
Neanche il tempo di finire questo pensiero e la mia “guida col piede pesante” inchioda.
C’è la polizia ferma all’incrocio, ma fortunatamente non si sono accorti di niente.
Arriva il tanto atteso cenno per svoltare.
Finalmente posso guidare tranquillo, per queste colline. E poco dopo scorgo dall’alto l’autodromo di Laguna Seca. Ci sono.
E’ cominciata così la mia Sea Otter Classic.

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Ne avrete sentito parlare di sicuro, ma, se così non fosse, leggendo queste righe e guardando queste immagini potrete farvi un’idea.
Come si potrebbe definire la Sea Otter Classic?
Cercavo una risposta a questa domanda…
Ed è proprio Simone, il direttore, in una delle nostre chat notturne sull’asse Monterey-Italia, che mi ha risolto il dilemma.
«Davide, la Sea otter Classic è la mountain bike».
Più chiaro di così…
Qui respiri mountain bike, ovunque volgi lo sguardo.
E ti viene da sorridere, così come sorridenti sono i volti degli appassionati, degli espositori o di chi, semplicemente per curiosità, visita questo posto.
E’ una grande festa, e lo è anche per chi è qui per lavoro, come me, piuttosto che per gli atleti o le tante famiglie che campeggiano in tenda. E poi ci sono il sole e il vento della California…
C’è tanto da vedere e da imparare. Ce n’è per tutti.
Adesso mettetevi comodi (ci sono circa 90 foto) e seguitemi in questo viaggio, fra folklore, volti, bizzarrie e tantissime novità.

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Niner RLT 9 Steel

Sono tantissime le bici gravel presenti fra gli stand.
Cominciamo con questa Niner RLT 9. E’ pronta per accompagnarvi in un lungo viaggio a tappe. Telaio in acciaio e forcella in carbonio. E, in questo allestimento, è montata la nuovissima trasmissione 1×11 con Sram Force 1.

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In questo allestimento, La Niner RLT 9 monta già il gruppo Sram Force 1

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Telaio in acciaio e forcella in carbonio … La Niner RLT 9 sarà disponibile come frame kit o in diversi allestimenti

Da Niner c’era anche un modello rivisto della Jet 9 Carbon, da oggi disponibile anche con carro in alluminio.

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Niner Jet 9 Carbon

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Per contenere i costi Niner propone una versione della Jet 9 Carbon con il carro in alluminio

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Qualcuno desidera un espresso (anche se chiamarlo così è un azzardo)?

Da e*Thirteen abbiamo dato un’occhiata ad alcuni prodotti non ancora definitivi. Prima di conoscerne le specifiche dovremo aspettare qualche mese.
Per adesso possiamo dirvi che sicuramente si tratta di due guarniture in carbonio, una per uso trail e l’altra più gravity. Ma non solo quelle…

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La e*Thirteen LG1 R carbon sarà la nuova guarnitura light per enduro-DH

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La serie LG1 R comprenderà anche un boomerang per guidacatena. Grazie a questo sistema non è più necessario l’utilizzo di viti a brugola per smontare il guida catena e accedere alla catena stessa. Sembra praticissimo

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Il guida catena completo

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Grazie a questo sistema non è più necessario l’utilizzo di viti a brugola per smontare il guida catena e accedere alla catena stessa. Sembra praticissimo

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Anche queste guide ci semplificheranno la vita quando dovremo fissare il boomerang al telaio. Le viti resteranno al loro posto.

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Colori e funzionalità: queste valvole in ergal potranno essere montate indipendentemente dal diametro del foro sul cerchio. Da quanto ci hanno riferito da e*Thirteen, dovrebbero rendere immediato il montaggio di una gomma tubeless perchè consentono il passaggio di un flusso maggiore di aria

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Per accedere all’area espositori della Sea Otter Classic si è costretti a spingere la bici su e giù per le scale di un ponte che passa sopra la pista di Laguna Seca. Ma non ho mai sentito nessuno lamentarsene…

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Passato e presente. Ecco un piccolo corso di storia sulle forcelle Rock Shox da Xc. A sinistra, l’ultima versione della Sid e una del 1998 e l’ultima versione della RS-1 e, a destra, il primo modello di Rs-1.

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A sinistra, la Rock Shox Boxxer: sempre per la Dh. Mentre la prima Pike (a destra di colore grigio) non era nata per l’enduro.

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Foes Hydro H2

Anche le novità nel Downhill non sono mancate. La Foes Hydro H2 è una di queste. Telaio in alluminio, ruote da 27.5″, angolo di sterzo da 63°.
Il travel posteriore è di 203 mm. Sarà prodotta in quattro taglie, dalla S alla XL e sarà sul mercato alla fine del prossime mese.

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L’ammortizzatore posteriore della Foes Hydro H2, un Cane Creek Double Barrell Coil

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Una grande festa: i ragazzi di Fox Racing Shox sono specializzati nell’animazione. Musica a manetta tutto il giorno!

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Tanto interesse per le bici da gravel. Anche con trasmissione a cinghia.

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Anche il ciclocross è in grande ascesa negli States.

Un altro tema portante di questa Sea Otter sono state le front da trail riding: alcune di queste rievocano un uso primordiale della Mtb, ma ricco di divertimento.
Le Specialized Fuse e Ruze o la Trek Stache non sono gli unici esempi. Marin, per il suo trentesimo anniversario di attività, ha voluto creare questa trail bike essenziale con standard ruota 650b+ e ha voluto chiamarla Pine Mountain 1, riutilizzando un nome che per anni ha rappresentato la linea di trail bike di Marin.

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La Marin Pine Mountain 1 sarà disponibile da luglio. Ci saranno altre versioni oltre a questa “essenziale”, con forcella rigida, trasmissione 1×10, ruote 650b+ e pneumatici da 2.8″. Volendo utilizzarla per viaggiare, ci si possono montare ben tre portaborraccia e anche i portapacchi.

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Pneumatici da 2.8″. Tanta trazione e tenuta in curva. Divertimento assicurato, con tutto il comfort tipico di un telaio in acciaio

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Il telaio in acciaio 4130 della Marin Pine Mountain 1

E non poteva mancare una touring bike…

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Ecco la Four Corners, anch’essa in acciaio e con freni a disco meccanici

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Il sabato mattina il sole e il caldo si sono fatti attendere…

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…ma nonostante ciò, padre e figlio sorridenti non si sono fatti scoraggiare e hanno lavato insieme le loro bici.

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Crank Brothers – the candy shop. Di cosa si tratta?

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Crank Brothers Candy o Egg Beater. A breve avrete la possibilità di customizzare uno di questi pedali a vostro gusto e secondo le vostre necessità. Potrete decidere, step by step, che perno desiderate, se in acciaio o in titanio, oppure il materiale o il colore della molla. Potrete creare via web il vostro pedale e riceverlo direttamente a casa.

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Crank Brothers for Others, ovvero #cb4others. E’ un’iniziativa a scopo benefico. Gli atleti che si “tatueranno” il logo dell’azienda sul polpaccio riceveranno un premio da 100$ da devolvere per una giusta causa.

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Curiosando tra gli stand non ho potuto non fermarmi a guardare questa esibizione di trial…

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…a cui sembravano molto interessati anche nonno e nipote.

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Lo stand di Santa Cruz è sempre pieno di gente.

Non mancano volti noti... ecco Greg Minnaar.

Non mancano volti noti… ecco Greg Minnaar.

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La Santacruz V10 Carbon di “Ratboy” , con il nuovo ammortizzatore Fox DHx2

Durante la visita allo stand di Marzocchi, abbiamo trovato ben due novità, e forse anche una terza!

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Le novità Marzocchi 2016 sono state montate su questa MDE Carve 9

Su una MDE Carve 9 utilizzata solo a scopo dimostrativo, abbiamo avvistato il reggisella telescopico Marzocchi EPD (Espresso Push Dropper), lo stesso che sta utilizzando Alex Lupato. Avrà escursione di 125 mm e sarà disponibile in due modelli: la INT sarà destinata ai telai con predisposizione al passaggio interno del cavo del comando remoto; quest’ultimo si potrà rimuovere in qualsiasi istante tramite un dispositivo a sgancio rapido.

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Il reggisella telescopico Marzocchi EDP.

La EST potrà essere montata su tutti gli altri telai. Verrà prodotto nei diametri 30.9 e 31.6 mm, entrambi con un offset di 15 mm e la possibilità di regolare l’angolo di inclinazione della sella.
Il suo funzionamento sarà gestito da una cartuccia idraulica e azionato dal comando remoto meccanico.

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Il comando remoto del reggisella Marzocchi EDP

Sulla MDE Carve c’è anche montata una nuova forcella: la Marzocchi New 350 Plus. Cosa cambia rispetto alla 350 “classica”? Semplice, cambiano le misure. Infatti la 350 Plus potrà ospitare ruote 650b+ e 29″. Saranno 3 le versioni prodotte. Quella in foto è NCR, la più alta in gamma. Ci sarano poi la CR e la R, con idrauliche più semplici.

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La Marzocchi 350 Plus NCR

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Le misure differenti di Marzocchi 350 Plus e 350

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L’archetto della Marzocchi 350 Plus

Anche queste ruote by FRM sembrerebbero una novità…

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Ruote FRM per 650b+? Forse, per adesso non se ne sa ancora niente

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Aaron Gwin, caricchissimo dopo la vittoria in DH a Lourdes

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Da Renthal ci hanno raccontato che questo nuovo stem Direct Mount è stato proprio quello utilizzato da Gwin a Lourdes. Si chiama Integra II ed è già disponibile da 45 o 55 mm di lunghezza e con rise nullo o di 10 mm.

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Da Aaron Gwin passiamo a Marcelo Gutierrez e alla sua nuova Giant Glory Advanced

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L’Advanced 27.5 ha il telaio in carbonio e il carro posteriore in alluminio.

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Giant sostiene che, vista la spiccata rigidità del carro, non è stato necessario produrlo in carbonio. Il sistema di sospensione è il Maestro, brevettato da Giant

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La trasmissione è a 7 velocità (Sram X01 Dh per la precisione). Ormai è uno standard nelle bici da DH

E non poteva mancare una visita al pump track, per ammirare lo stile di alcuni ragazzini prodigio. Chissà perchè in Italia ce ne sono così pochi…

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Wall Ride!

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I ragazzi con le BMX danno spettacolo

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Puoi prendere in prestito una bici (ma devi metterti in coda)…

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…e girare per tutto il tempo che vuoi. La voglia di girare in bici sale a livelli pazzeschi.

Allo stand di Gamut c’è tutta una linea nuova di prodotti da conoscere…

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Gamut Cillos: stem da 40, 50 , 60 mm. Superficie anodizzata e peso dai 130 ai 170 grammi. Garantiti a vita.

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Lo stem Gamut Cillos è anche per DH. Le lunghezze disponibili sono 45,55,65 mm. Il suo peso è di 124 grammi.

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Anche le corone per singola sono una novità: Gamut DM TTr Rings. Compatibili con Direct Mount Sram-GXP, saranno prodotte nelle versioni 28, 30 e 32 denti, rispettivamente da 63, 73, 79 grammi.

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Qui è esposto un prototipo del Gamut Trail XR, un bashguard per corone da 28 a 36t. Nella versione in commercio sarà di colore nero.

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Gamut TRAIL SXC-HDM: guida catena con High Direct Mount, regolabile in inclinazione e utilizzabile con corone da 28-36 denti.

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Non mancano dei pedali flat dalle caratteristiche interessanti. I Gamut Podium sono leggeri (295 grammi per la coppia), e con profilo basso. Piattaforma in alluminio e perno in acciaio su cui ruotano quattro cuscinetti sigillati (per pedale).

Durango… Il nome di questo marchio rievoca location storiche per la Mtb. Ricordate il primo campionato del mondo di Mtb del 1990?

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Durango produce telai artigianali made in USA. Blackjack è un telaio compatibile con standard ruota 27.5″, 650b+ e 29″. Qui è montato in versione trail, con una Rock Shox RS-1

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Qui la Blackjack in versione enduro, ma con copertoni 650b+

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Le gare si susseguono per tutta la durata dell’evento. I concorrenti si sfidano anche nel ciclocross.

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Non mancano gli incidenti con conseguenti problemi meccanici

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La linea di manubri Enve è stata rinnovata e sarà disponibile dai primi giorni di maggio. Il manubrio Carbon da DH verrà prodotto con rise di 46mm e larghezza di 800mm. Peserà soltanto 235 grammi. La versione flat è stata allargata a 760 mm.

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Sono nuovi anche gli stem Enve in carbonio e sono già disponibili da 40, 55, 70 e 85 mm. Pensate che la versione da 55mm pesa solo 90 grammi.

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Il rise da 46 mm risulta davvero accentuato… E’ un ritorno alle origini?

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Qui alla Sea Otter Classic è possibile anche provare una coppia di ruote Enve. Non capita ovunque…

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Scusi, dove ha parcheggiato la nave?

Grid è il nome della nuova linea di Gravity. Componenti solidi e a prezzi abbordabili, a quanto pare, ma non abbiamo ancora numeri in mano.

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Guarnitura Gravity Grid MegaExo, in alluminio 6066, da 170 o 175 mm e girobulloni 104mm. Le corone prodotte sono “anti caduta”.

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Il Chainguide Gravity Grid è disponibile in due taglie: per corone da 28-34t e da 34-38t. Pesa 160 grammi

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Grazie a dei perni removibili con un semplice gesto, si può accedere facilmente alla catena per effettuarvi manutenzione.

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C’è anche una coppia di ruote nella linea Grid. Come il resto dei prodotti Grid, sono per il trail riding o per l’enduro. Saranno prodotte per standard 27.5″ e 29″. Il canale interno del cerchio è da 25 mm, è di tipo hookless e la foratura è asimmetrica.

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Stem e manubri sono per standard clamp da 35 mm.

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Il Dual Slalom è davvero spettacolare…

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Piccoli problemi tecnici per Cedric Gracia

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VP components ha sfornato dei pedali flat leggerissimi. 262 grammi per la coppia, con perno in titanio.

 

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Gli occhiali 100% Speedcraft saranno sul mercato entro tre settimane. La parte superiore della montatura ricorda molto quella delle mascherine della stessa azienda. Le lenti si possono sostituire e in dotazione ne saranno fornite due di diverso colore.

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Non è ancora in commercio, ma lo sarà a breve. Il casco 100% Aircraft è stato sviluppato in collaborazione con Loic Bruni.

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Tandem da strada. Per chi vuole raddoppiare i Watt prodotti in pedalata…

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Cerchi e mozzi Industry Nine saranno disponibili anche in versione da 24 raggi per le ruote da trai riding

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E non potevano mancare i mozzi Industry Nine per il nuovo standard Boost. Il mozzo anteriore, costruito secondo questo standard, guadagna il 30% di rigidità torsionale, con soli 8 grammi in più di peso rispetto al mozzo tradizionale, per un totale di 162 grammi. Il posteriore arriva a 278 grammi e in versione Boost sarà più rigido del 15 %.

 

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La Sea Otter Classic non può essere condensata in 90 foto. Ci sono novità e curiosità in ogni angolo.
Dalla pista di Laguna Seca vi abbiamo già raccontato diverse cose, ma nei prossimi giorni ne arriveranno altre ancora.
E poi ci sono Riva del Garda e il Bike Festival.
E chi si ferma? 🙂

        
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