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Ne proviamo tante e ne conosciamo tantissime.
Ma soprattutto abbiamo imparato a capire quali caratteristiche, di ognuna delle Mtb che abbiamo provato, riesce a colpirci, a piacerci o a piacerci meno.
Quindi, com’è fatta la nostra Mtb ideale?

Non potendo esprimere preferenze personali su specifici modelli (cosa che inevitabilmente influenzerebbe le vostre scelte e ci renderebbe anche meno credibili) abbiamo deciso di concentrarci sulle caratteristiche tecniche che più apprezziamo di una mountain bike.

Ognuno dei tester di MtbCult.it ha risposto in base alle proprie necessità, esperienze, caratteristiche fisiche e preferenze.

la nostra Mtb ideale



SIMONE LANCIOTTI
La mia Mtb ideale, una volta in sella, deve darmi quella sensazione per me cruciale: essere in mezzo alle due ruote.
Cioè, per me, il primo passo per avere quella confidenza di guida.

BB drop
Come sapete dipende dalla geometria (reach, stack, angolo piantone, tubo orizzontale), ma soprattutto dal BB drop, cioè dalla differenza di altezza a terra che c’è fra movimento centrale e mozzi.
Un BB drop di 27-30 mm per me è un ottimo punto di partenza.
Non amo soluzioni con reach abbondanti.

RockShox Pike 2018

Travel max 140
In realtà se oggi dovessi uscire con una Mtb ne prenderei una da 120 con magari una forcella da 140.
E’ bella la Mtb da enduro e i 160 mm di escursione al posteriore sono tanta roba (e tanta velocità), ma mi piace guidare e guadagnarmi la velocità con le mie capacità di guida.
Preferisco l’agilità alla capacità di assorbimento delle sospensioni.

LIVE – Mtb da enduro: di quanto travel hai davvero bisogno?

Ruote da 29 pollici
Adoro le ruotone se sono montate su telai moderni e furbi e se, soprattutto, le ruote sono di alta qualità. Non disdegno affatto un cambio o una pedivella entry level, ma sulle ruote sono molto esigente.
E che siano 29 pollici…

Gomme cattive da 2,35”-2,4”
La carcassa si deve sentire e la gomma non deve essere lì per risparmiare peso.
Non dico gomme da Dh, ma gomme da enduro di livello sono una garanzia di grip, confidenza di guida (e piacere di guida) e migliore resistenza alle forature.
Ovviamente, tubeless.

Telescopico da 150 mm
Più la sella va giù e meglio mi trovo quando la pendenza aumenta seriamente.
Poi, magari, mi accorgo che spesso la sella non è scesa di 150 mm perché più o meno consapevolmente preferisco tenerla un po’ più alta, per sentirla in mezzo alle gambe e guidare meglio la bici.

Sospensioni con regolazione delle basse velocità
Fra le tante regolazioni che mi piace avere, oltre al precarico e al rebound, il registro delle basse velocità di compressione è un plus molto utile, perché riesco a gestire la mia posizione in sella rispetto alle due ruote.
Quanto utile possa essere questo registro lo capisci quando inizi ad usarlo.

RockShox Pike 2018

TECH TALK – Capire di più sulle sospensioni insieme a Formula

Cerchi in carbonio? Ni…
Se ci sono è meglio, ma non sono fondamentali per come e per dove uso io la Mtb.
Anzi, essendo i sentieri di casa molto sassosi, i cerchi in carbonio spesso si graffiano più facilmente.
La larghezza del cerchio, semmai, è importante: 28 mm, massimo 30 mm, è la misura per me ideale.

Cambio meccanico
Il cambio elettromeccanico lo preferisco su strada.
In Mtb sono dell’avviso che meno cose ci sono e meno cose si possono rompere, quindi, molto meglio un classico cambio a comando meccanico.
Il livello di sofisticazione delle Mtb moderne (per non parlare delle e-Mtb) è già davvero elevato.
A livello trasmissione preferisco una corona da 32 denti davanti e un pacco pignoni 10-50 o 10-51, a seconda che sia Sram o Shimano.

Pedali flat o a sgancio?
Sono in una fase di transizione.
In Mtb fino a qualche mese fa avrei detto pedali a sgancio, ma sto imparando ad usare i flat.
Con i quali mi trovo molto bene con la e-Mtb.
Confesso che se dovessi scegliere, ora, in questo momento, vi direi pedali a sgancio rapido.

Leggerezza? Conta poco
Non sono un fissato della leggerezza e quando ho una Mtb che risponde alle caratteristiche suddette sono a posto.
Pronto per mettermi alla prova sui sentieri e se la Mtb che sto usando pesa 12 o 15 Kg incide, sì, ma non così tanto.
L’importante è avere le sensazioni giuste da quel mezzo.

Quanto conta (davvero) il peso della Mtb? Parliamone…

DANIELE CONCORDIA
La mia Mtb ideale?
Sicuramente da Xc/Marathon…
Ma devo ammettere che per rispondere a questa domanda mi sono trovato in difficoltà, perché da grande amante della front è arrivato il momento di “convertirmi” (di questo magari ve ne parlerò più avanti).
In generale, le full attuali sono troppo performanti, leggere e divertenti, quindi se dovessi pensare ad un’unica bici da avere in garage, prenderei senz’altro una full.
Ma non una semplice full: ora vi dico come la vorrei…

Leggera ma affidabile
Penso che una full da gara abbia senso solo se il peso del telaio è contenuto o comunque non troppo elevato. Se la base non c’è, si va a risparmiare troppo materiale sui componenti, perdendo affidabilità. Inoltre, se devo spendere di più per avere un mezzo pesante, allora scelgo una buona front.
Il peso del telaio cambia in base al marchio, ma in generale una full da Xc che pesa tra i 9,4 e i 9,8 chili potrebbe essere perfetta.

Geometrie bilanciate
Ne ho parlato già in un articolo specifico (che vi linko qui), ma riassumo in breve.
Dopo aver provato tante bici, mi sono accorto che mi trovo meglio su bici con geometrie moderate, non eccessivamente lunghe e/o aperte di angolo di sterzo.
Questo è un dettaglio fondamentale per avere la giusta confidenza di guida.

Mtb da Xc con geometrie bilanciate: ecco perché mi sento “a casa”

Sospensioni a tre posizioni
Un ottimo telaio, con sospensioni che non funzionano o non sono adatte al proprio stile di guida, rende la metà.
E negli anni ho visto che ho bisogno delle tre posizioni per l’idraulica delle sospensioni.
Se non ci sono di serie, intervengo con un tuning, ma è un requisito importante, soprattutto sulla full da gara.

Cerchi in carbonio a canale largo
Dai 26 ai 30 mm, più stretti ormai hanno poco senso.
A mio avviso la larghezza del canale è più importante del peso complessivo delle ruote, dati e sensazioni alla mano. E altrettanto importante è scegliere delle gomme “degne” ossia rinforzate, non troppo tassellate e di ampia sezione (da 2.2” a 2.4” in base alla situazione).

Freni potenti e modulabili
Anche in questo caso, non ricerco il peso record, ma guardo prima alla funzionalità e alla facilità di regolazione (non sopporto lo zin-zin dei dischi…).
I freni sono il primo acceleratore della bici, quindi devono fare quello che dico io, senza “capricci”.

Non troppa elettronica
Sì, è vero, adesso è tutto elettronico.
Tutto figo, tutto bello…
Ma mi piace pensare alla bici semplice, con la quale prendi ed esci, senza preoccuparti troppo della batteria, degli aggiornamenti e così via.
Sia chiaro, uso anch’io il cambio Sram AXS con soddisfazione, ma lo vedo come uno sfizio e non come una reale necessità.
L’unico componente “elettronico” al quale non rinuncerei è il misuratore di potenza, perché mi piace allenarmi con metodo (quando posso) e analizzare i dati dopo le uscite o le gare.

VIDEO TEST – Sram X01 Eagle AXS: addio ai “difetti” del meccanico

STEFANO CHIRI
La mia Mtb ideale?
Sicuramente da trail-enduro.
Rispondere a questa domanda qualche anno fa poteva essere un problema perché alternavo dei periodi facendo tanti km con la bici da Xc/Marathon a periodi nei quali le gare di enduro erano quasi settimanali.
Mi sono sempre piaciute e ho sempre praticato un po’ tutte le discipline della Mtb.
Però, negli ultimi anni ho avuto modo di farmi un’idea più precisa di cosa mi piace fare e di come farlo.
Maturando le mie esperienze sono arrivato alla conclusione che preferisco una Mtb da trail-enduro ben bilanciata.
Mi piace che sia capace in discesa, permettendomi di dare fondo a tutte le mie capacità, ma che al tempo stesso mantenga una buona efficienza in pedalata per permettermi di affrontare lunghe giornate in sella esplorando trail tecnici in salita e in discesa.
E quindi come deve essere?

Figo l’Xc, ma per me la vera Mtb è il trail riding!



Travel massimo di 150 mm
Descrivere le caratteristiche può essere molto complicato, ma per me è abbastanza semplice.
Devo solo inquadrare bene cosa mi piace fare, ma soprattutto cosa realmente faccio per godermi al meglio la mia Mtb ideale.
Solo così mi appagherà.
Stiamo parlando di una Mtb full ammortizzata avanti e dietro, dai 130 ai 150 mm al posteriore e massimo 150 mm all’anteriore.
Ruote 29”, 27,5” o mullet, non ho pregiudizi e mi piacciono tutte le soluzioni.
Anche se ho una leggera preferenza, che si sta affermando nelle sensazioni, per il formato misto.
Peso tra i 12 e i 13,5 kg, leggera ma che sia anche affidabile.
Preferisco magari un po’ meno di escursione con le geometrie giuste che risparmiare peso e affidabilità su freni e gomme.

Sospensioni personalizzabili
Sospensioni sicuramente personalizzabili in ogni dettaglio, ho una buona sensibilità e preferisco trovare il setup migliore per il mio stile.
Inoltre con numerose regolazioni, se faccio giri più pedalati o magari giornate in bike park, posso permettermi di cambiare il comportamento della mia Mtb ideale.
Come dicevo in precedenza, preferisco rinunciare a l’escursione ma avere delle quote geometriche che mi permettano di essere aggressivo in discesa, quindi con un buon angolo di sterzo (tra 66° e 64,5°) mantenendo un reach non esagerato in lunghezza (intorno a 440 – 450 mm) e un tubo sella verticale (tra 76° e 77°).

Cerchi con canale differenziato
Vi ho detto della mia attuale preferenza per le ruote mullet (cioè 29” davanti e 27.5” dietro), ma questa differenza mi piacerebbe averla anche per quanto riguarda la larghezza del canale dei cerchi.
All’anteriore una larghezza di 30 mm andrebbe benissimo per garantirmi precisione nella guida, mentre al posteriore qualcosa di più stretto (27 o 28 mm), mi garantirebbe una gomma più rotonda con meno impronta a terra.
Miglior maneggevolezza e scorrevolezza.
Le gomme?
Adeguate alla larghezza dei cerchi: 2.3” – 2.4” posteriore e 2.4” – 2.5” anteriore.

Cambio meccanico, però…
Trasmissione direi sicuramente a 12 velocità e forse meccanico.
Non perché l’elettronico non mi soddisfi, anzi, ma perché preferisco sempre la meccanica all’elettronica.
Da questo punto di vista sono un po’ nostalgico.
Mi piace coniugare la tecnologia a certe cose e ad altre meno.
Certo che un cambio Sram AXS renderebbe la linea del manubrio e della bici bella ed essenziale.
Mmm… sono indeciso! 😜

Molto esigente sui freni…
Per completare l’opera d’arte aggiungo un’immancabile reggisella telescopico da 150 mm, manubrio in carbonio (larghezza 76-77 cm), con un attacco non oltre i 45 mm, e infine dei freni potenti e affidabili con dischi differenziati tra anteriore e posteriore (più grande avanti chiaramente).
I freni regolano i cambi di carico, regolano la velocità e sono l’elemento che più spesso ci mette di fronte all’eventualità di cadere o proseguire in sella.
La frenata non può essere trascurata e deve essere, per me, la base di partenza per la tecnica e per la componentistica.



SIMONE LUCCHINI
La mia idea di Mtb ideale nasce da preferenze personali ma anche da esigenze legate al posto dove vivo.
Partirei proprio dalla struttura portante: il telaio.

In fibra di carbonio per motivi ben precisi
Carbonio, rigidità e precisione di guida fanno di questo materiale la mia scelta ideale.
Un telaio dalle geometrie moderne, piantone bello verticale e angolo sterzo rilassato e un movimento centrale basso per avere il miglior controllo possibile.

VIDEO – Mtb da enduro oppure downhill: quanta differenza c’è davvero? 🤔

Con la Fox 34 sono a posto
Poca escursione, una trail bike che mi permetta di divertirmi senza dover cercare una traccia estrema.
Dai 120 mm ai 140 mm, quanto basta per esaltarsi.
Forcella pluriregolabile ma con steli dal diametro esiguo, mi trovo benissimo con la Fox 34.
Ammortizzatore rigorosamente ad aria, tranne in alcuni casi specifici.
Anche al posteriore preferisco un’ampia possibilità di regolazione.

Cerchi in fibra e gomme larghe
Carbon: anche qui la rigidità data dal materiale riesce ad infondermi sicurezza e precisione nella guida.
Preferisco, se possibile, una ruota con raggi a ”J”, sicuramente più facili da manutenere e, secondo me, più rigidi.
Per quanto concerne le gomme opto per sezioni generose.
Il peso è un elemento che nelle gomme preferisco non guardare.
Da poco ho iniziato a utilizzare gli inserti all’interno delle gomme: mi danno molta più fiducia e sicurezza nella guida.

Freni a 4 pistoni, potenza e dischi da 180
Dischi rigorosamente da 180 mm per entrambe le ruote.
Quattro pistoni all’anteriore e due al posteriore.
Il giusto equilibrio tra potenza frenante e modulabilità.
Preferisco impianti con olio minerale e solitamente scelgo pasticche metalliche.
Ho una vera e propria ossessione per la centratura della pinza sul disco…

Formula Cura 4

Trasmissione 12v e corona da 34
Manubrio con larghezza compresa fra 74 e 76 mm, prediligo l’agilità.
Attacco da 40 mm o 50 mm.
Trasmissione a 12v: potendo scegliere monterei volentieri il nuovo Shimano XTR, con corona da 34 denti.
Sella: da anni utilizzo la Power di Specialized.

Per chiudere, vi confesso che prediligo avere bici leggere, ma senza comprometterne la funzionalità.
Direi tra i 13 e i 14 Kg.
Tra peso e prestazione scelgo sempre la seconda.

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