Quei due chili in più che ti fanno andare più forte

Daniele Concordia
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Quei due chili in più che ti fanno andare più forte

Daniele Concordia
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In questo articolo voglio parlarvi di quei due chili in più che potrebbero farti andare più forte.
Lo spunto per realizzare questo approfondimento mi è venuto riguardando due mie foto scattate in gara nello stesso punto (prima dell'arrivo) della Martani Superbike, una del 2022, l'altra di quest'anno.

Un occhio poco attento potrebbe aver notato solo l'abbigliamento diverso e la bici diversa (oltre agli anni in più, ahimè 🤣), in realtà c'è molto altro.
Vi spiego subito...

Quei due chili in più che fanno la differenza

Nel 2022 pesavo circa 63 chili, durante la stagione 2025 il mio peso non è mai sceso sotto i 65 kg, però vado più forte, ovunque.
Com'è possibile? Beh, i motivi sono diversi.
Prima di tutto, negli ultimi anni ho lavorato molto di più in palestra, sulla forza massima, sulla pliometria, sul tono muscolare e sull'equilibrio corporeo generale.

Di conseguenza ho messo su un po' di muscolo, non solo sulle gambe, che sono decisamente più forti e strutturate, ma anche sul tronco e sulle braccia (la differenza si nota anche dalle foto).
La palestra mi ha aiutato anche ad aumentare la "durability", ovvero la capacità di esprimermi al meglio nelle lunghe distanze, non a caso sono migliorato molto nelle Marathon.
Questo accade perché un muscolo più forte permette di economizzare il gesto, mantenere una posizione più composta e quindi risparmiare energie.

Ovviamente, insieme alla palestra mi sono concentrato anche sui chilometri e sui lavori specifici in bici, cercando di essere più costante e accumulare più fondo possibile durante l'anno. Ma il volume totale non è stato mai esagerato, in media 10-11 ore di allenamento a settimana, fatte però con metodo.

Nel complesso peso due chili in più, dei quali buona parte è massa muscolare, mentre una parte sarà composta anche da grasso e acqua: non ho fatto plicometria o impedenziometria e non ho un nutrizionista, quindi non so dirvelo con precisione matematica, ma conosco molto bene il mio fisico, quindi fidatevi.



Martani Superbike 2022 vs 2025

Ho smanettato un po' su Strava e ho trovato dei dati interessanti, che confermano quanto quest'anno sia andato più forte rispetto al 2022.
Okay, tre anni fa la gara era leggermente più lunga (50 km contro 45 km) e con poco dislivello in più, ma in generale la conformazione del terreno è la stessa e anche la salita principale (14 km).

La classifica dice già qualcosa, infatti quest'anno ho chiuso 23° assoluto e 2° di categoria, mentre nel 2022 chiusi 37° assoluto e 5° di categoria: calcolando che ogni anno il livello si alza sempre di più, non mi posso lamentare.

Ma la prova più schiacciante riguarda la salita principale, che quest'anno ho affrontato in 58:01 minuti e nel 2022 ho affrontato in 1:02'07": ben 4 minuti 06 secondi di differenza.
Bisogna dire che tre anni fa faceva un caldo bestiale, mentre quest'anno il clima era più favorevole, ma io non soffro troppo il caldo, quindi nel mio caso conta fino a un certo punto...

Altre conferme arrivano dai dati di potenza, sebbene i misuratori usati siano diversi (Quarq nel 2022 e Power2Max quest'anno), la potenza normalizzata e quella media sono superiori, nemmeno di poco.
Guardate qui sotto:

Sono andato più forte non solo sulla salita principale, ma anche negli altri segmenti, infatti ho notato tanti PR sull'attività Strava di quest'anno.
Quindi, quei due chili in più (e le altre variabili che spiego tra poco) nel mio caso hanno fatto davvero andare più forte.

Qui sotto, le attività Strava di entrambe le gare:

Vince il più forte, non il più leggero

Se pensate ancora che per andare forte in salita bisogna essere più leggeri possibile vi sbagliate di grosso: vince il più forte, non il più leggero.
La conferma arriva anche dai professionisti delle Marathon, che sono sempre più possenti e strutturati, quelli super magri si contano sulle dita di una mano...

In generale, conviene sempre aumentare la potenza (i watt) che diminuire il peso, per diversi motivi:
- Si andrà meglio anche nelle gare veloci, con sprint, strappi brevi e così via. In poche parole, migliora tutto il profilo di potenza e non solo le prestazioni in salita.
- Ci si ammala meno: aumentare la massa magra e non scendere troppo con la percentuale di massa grassa ci aiuta a mantenere alte le difese immunitarie e recuperare meglio.
- Il muscolo è una "massa attiva", che contribuisce al lavoro del metabolismo, non solo mentre si pedala, anche nella vita di tutti i giorni.

Quindi, se volete ottimizzare la composizione corporea, innanzitutto accertatevi di avere la giusta quantità di muscolo, poi (se necessario) pensate a buttare via un po' di grasso.

Integrazione: il "boost" più importante

Insieme ai dati numerici mi vengono in mente anche le sensazioni: nel 2022 ho sofferto come un cane, sulla salita, ma anche negli ultimi chilometri, ero completamente finito, prosciugato.
Quest'anno, al contrario, sono stato sempre in gara e non ho avuto cali drastici: è facile intuirlo dalle due foto all'inizio dell'articolo, perché nella prima pedalo da seduto con l'occhio spento (non vedevo l'ora di tagliare il traguardo), mentre nella seconda rilancio sui pedali e ho ancora lo sguardo "cattivo".

Ripeto, faceva meno caldo, ma il contributo più importante da questo punto di vista è dato dalla giusta integrazione in gara.
Tre anni fa si iniziava a parlare di dosi più alte di carboidrati, ma c'era ancora un po' di scetticismo. Io stesso, ricordo che alla Martani Superbike non mi alimentai in modo troppo scrupoloso, qualche gel ogni tanto, ma niente di specifico.
Quest'anno ho adottato il mio metodo: 120 grammi di carbo in una borraccia, acqua semplice nell'altra, gel con dosaggio di zuccheri più alto e sodio al loro interno... Insomma, quello che serve in una gara così dura.
Beh, inutile dire che la differenza si sente: l'allenamento è tutto, ma anche l'integrazione adeguata più fare la differenza.

2022 vs 2025: efficienza e mezzo tecnico

Nelle due foto oggetto di questo articolo si nota anche un'altra differenza importante, almeno per me: il piede destro che lavora con la punta troppo verso l'interno.


Avevamo individuato questo problema insieme a Massimo Iafisco del centro IMFIT di Roma e negli ultimi anni ci ho lavorato, con qualche seduta osteopatica, solette personalizzate e, soprattutto, attenzione/auto-correzione durante gli allenamenti.
Risultato: ora quel vizio/problema è quasi sparito, la pedalata è più composta, quindi anche più efficiente ed economica.

Prima di chiudere voglio parlarvi del mezzo tecnico, ovvero della bici.
Nel 2022 usai una Wilier Triestina Urta SLR, full suspended con escursione di 100 mm davanti e dietro, con la quale mi ero trovato davvero molto bene, ma che in qualche occasione aveva mostrato i suoi limiti in discesa: le discese della Martani sono toste, fisiche e tecniche.
Qui sotto, il racconto dell'esperienza:

Nel 2025 ho usato la Orbea Oiz, con sospensioni da 120 mm. In salita non ho avvertito differenze, ma in discesa mi è sembrato di guidare sul velluto, ho faticato molto meno ed ho guidato più pulito.
Da questo punto di vista, credo che l'escursione maggiore e le geometrie più al passo coi tempi mi abbiano dato una grossa mano, anche perché le gomme erano sempre delle Pirelli Scorpion XC RC da 2.4" (precedente e attuale modello, ma le differenze non sono abissali).

Sia chiaro, non è una questione di marchio o modello: probabilmente, con la Wilier Triestina Urta Max SLR da 120 mm avrei avuto le stesse sensazioni che ho avuto con la Orbea Oiz.
In generale, è anche grazie all'evoluzione delle bici che negli ultimi anni tutti vanno sempre più forte, in discesa e anche in salita.

Ricapitolando...

Quei due chili in più possono davvero farti andare più forte.
Ho detto due chili perché ho parlato della mia esperienza, ma può la situazione è molto soggettiva, dipende dalla composizione fisica e dalle esigenze individuali.
In generale, il messaggio che voglio far passare è questo: l'estrema magrezza non porta alcun beneficio, neanche nelle gare con molta salita. Quello che conta è il rapporto peso/potenza e il giusto bilanciamento tra massa grassa e massa magra, quello che ci fa stare in salute, recuperare correttamente ed esprimerci al meglio.
Invece di fissarsi solo sul peso, sarebbe opportuno lavorare a 360° sul corpo, sul suo equilibrio, sulla stabilità e sull'efficienza della pedalata, per spingere più forte, più a lungo e senza dolori.

Lo so, per i "superstiti" della vecchia scuola è difficile cambiare mentalità, ma da questo punto di vista bisogna imparare dai più giovani, che sono cresciuti in un periodo in cui il concetto di "fare la fame" non esiste, per fortuna. E non a caso, le nuove generazioni hanno una marcia in più...
No, non è solo una questione di età, anche a 50-60 anni si può cambiare regime, mantenere un rapporto più sano con lo sport e andare più forte. Basta volerlo!

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Sull'autore
Daniele Concordia

Mi piacciono il cross country e le marathon, specialità per le quali ho un'esperienza decennale. Ho avuto un passato agonistico sin da giovanissimo, ho una laurea in scienze motorie e altri trascorsi professionali nell’ambito editoriale della bici.

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