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SEDONA – Jeremiah Boobar è il product manager di Rock Shox. Ovvero è lui che gestisce tutte le fasi che portano al prodotto finale, sia esso una forcella o un reggisella telescopico.
Il lavoro che questo ragazzo di Colorado Springs sta svolgendo da anni è molto importante per gli amanti del marchio Rock Shox. E’ lui insieme al suo staff che gestisce sia gli input che arrivano dagli atleti sia quelli che provengono dal mercato e quindi dagli appassionati di tutto il mondo.
Quando lo scorso anno Lapierre, Ghost e Haibike svelarono la sospensione Ei-Shock, si avvertì forte la sensazione che qualcosa stava cambiando nel mondo della Mtb. L’elettronica, prima presente solo su accessori quali Gps, cardiofrequenzimetri e misuratori di potenza, adesso, insieme anche all’iCd di Fox, stava facendo qualche passo decisamente più spedito.
Le batterie, i sensori, un computer, microchip e un sistema che nel complesso gestisce il setup delle sospensioni in base alla tipologia di terreno e all’impegno del biker in sella.
Dietro a questo cambiamento epocale (per quanto non ancora riconosciuto come tale dalla maggior parte degli utenti) c’è anche il lavoro di Boobar.
A Sedona, in occasione del lancio mondiale delle novità Rock Shox, gli abbiamo posto domande anche su questo argomento.

L'Ei-Shock presentato su alcuni modelli di Mtb Lapierre nel 2012 ha lasciato una scia di grande curiosità e anche diverse polemiche: l'elettronica serve davvero in questo mondo?
L’Ei-Shock presentato su alcuni modelli di Mtb Lapierre nel 2012 ha lasciato una scia di grande curiosità e anche diverse polemiche: l’elettronica serve davvero in questo mondo?

Quale sarà il ruolo dell’elettronica nel futuro delle sospensioni?
L’elettronica ci dà un sacco di opportunità. Il punto oggi è riuscire a gestire tutta la mole di informazioni che possiamo ricavare, fra accelerometri, dati di potenza e altri dati ancora. Tutte queste informazioni ci permettono di creare delle caratteristiche che le attuali sospensioni non hanno.
Quindi il punto chiave è riuscire a sfruttare e gestire tutte queste informazioni e trasformarle in qualcosa di funzionale.
Non per forza per andare più forte, ma anche solo per rendere la propria uscita più facile. Quindi l’elettronica può dare un aiuto al biker per la gestione delle sospensioni in base al terreno oppure suggerire il corretto sag.

Una centrale di comando in miniatura con diverse informazioni visualizzate: ve le spieghiamo
Una centrale di comando in miniatura con diverse informazioni visualizzate: ve le spieghiamo

Come ha reagito il pubblico all’Ei Shock?
Ad onor del vero, il progetto Ei Shock è stato brevettato dal gruppo industriale al quale appartengono i marchi Lapierre, Ghost e Haibike. Noi dovevamo fornire loro un sistema che funzionasse bene a partire da loro specifiche richieste. Serviva un dispositivo elettromeccanico che rispondesse in 0,1 secondi e quindi piuttosto sofisticato.
Il pubblico ha reagito sia con interesse che con una certa preoccupazione. L’elettronica sulla Mtb sembra qualcosa che va contro lo spirito originale della Mtb.
E’ anche vero però che l’elettronica diventerà sempre più rilevante e utile nelle nostre vite.
Parlavo con un rivenditore degli States, il quale spesso si trova a dover gestire decine di Mtb a noleggio e fare il setup ad ognuna di esse in base al peso o alle necessità del biker diventa impegnativo. Immagino quindi un possibile impiego dell’elettronica anche in tale direzione. Perché non pensare ad una cartuccia Charger (della quale vi parliamo in questo articolo) gestita elettronicamente?
La presenza delle batterie, come alcuni lamentano, secondo me non deve essere visto come un problema: giusto ieri ho ricaricato la batteria del mio Ei-Shock dopo due mesi.
Non ho pedalato tantissimo, ma non posso dire di non andare mai in bici.

Ci sarà mai una cartuccia Charger a gestione elettronica? Il prossimo futuro potrebbe essere ricco di novità
Ci sarà mai una cartuccia Charger a gestione elettronica? Il prossimo futuro potrebbe essere ricco di novità

Ci saranno sospensioni che avranno l’elettronica a bordo?
Sicuramente. Credo che Marzocchi stia studiando un modo per portare nella Mtb il know-how ricavato nel settore moto in fatto di elettronica e sospensioni. Fox ha già fatto questo passo e ci sono molti altri brevetti in giro su questo argomento. Ci saranno altre novità di sicuro…

Ci sarà uno sviluppo del reggisella telescopico anche in ambito Xc?
Credo che questo componente sia un’opportunità per ogni tipo di rider.
Credo anche che i vantaggi maggiori ci potrebbero essere per chi ha meno esperienza, per dare loro la possibilità di muoversi sulla bici con maggiore libertà.
La grande sfida nell’Xc è il peso: è necessario che l’industria della Mtb acquisisca le capacità di proporre un reggisella telescopico ad un peso e un prezzo accettabile per l’Xc.
In Colorado, dove non mancano tracciati Xc, io inizio a vedere molte hardtail con il nostro Reverb.

Jeremiah Boobar va in bici abbastanza spesso e ha dovuto caricare la batteria del suo Ei-Shock la prima volta dopo due mesi. La durata delle batterie non deve essere considerato come un problema
Jeremiah Boobar va in bici abbastanza spesso e ha dovuto caricare la batteria del suo Ei-Shock la prima volta dopo due mesi. La durata delle batterie non deve essere considerato come un problema

State lavorando ad un Reverb da Xc?
Parlando onestamente, non posso rivelare ciò su cui stiamo lavorando al momento…

Leggendo fra le righe delle risposte di Boobar appare chiaro che l’elettronica, volenti o nolenti, la troveremo presto presente in maniera sempre più massiccia sulle nostre Mtb. Nessuno al momento sa dire fra quanto tempo, ma di cambiamenti ne vedremo molti.

Simone Lanciotti

Salve, mi chiamo Simone Lanciotti... e sono un appassionato di mountain bike come voi. Mi piace talmente tanto raccontare la mia passione per la Mtb che circa 20 anni fa ne ho fatto una professione. MtbCult.it è la stata la prima rivista che ho creato; poi eBikeCult.it e infine BiciDaStrada.it. La bicicletta in generale è stata ed è ancora per me una scuola di vita. Quindi, il viaggio continua e grazie per il contributo che date al nostro lavoro. Di seguito potete trovare tutti gli articoli firmati dal sottoscritto. Simone Lanciotti