scritto da Daniele Concordia in Tecnica il 14 Giu 2019

Regolare la sella della Mtb: 6 domande, 6 risposte

Regolare la sella della Mtb: 6 domande, 6 risposte
        
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Regolare la sella della Mtb è un’operazione “delicata”.
Oltre alla scelta del modello, anche il suo assetto è motivo di discussione, perché ognuno dice la sua opinione, che magari è quella giusta per le proprie necessità o caratteristiche fisiche, ma potrebbe essere sbagliata per altri.
Questo accade perché è davvero impossibile dare dei giudizi imparziali sulle selle, ecco perché abbiamo deciso di non realizzare dei test veri e propri, analizzando solo le caratteristiche dei vari prodotti.

Selle Pro Griffon e Pro Turnix, Regolare la sella della Mtb




Per lo stesso motivo vogliamo evitare articoli molto specifici o che utilizzano formule empiriche, perché a nostro avviso quello sull’assetto in sella è un argomento troppo delicato per parlarne in modo generico. Bisogna andare a tentativi (uno alla volta), oppure affidarsi ad un biomeccanico serio ed esperto se si hanno problemi particolari.
Detto ciò, comunque, ci sono dei “miti” sulla regolazione e sulla scelta della sella che vanno sfatati. Ne abbiamo scelti sei, i più comuni in questo periodo, per provare a chiarirvi un po’ le idee…

Regolare la sella della Mtb

– La sella da Mtb deve essere in bolla?
Sì, ma non sempre. O meglio, regolare la sella della Mtb “in bolla” è sempre giusto in linea generale, ma nel fuoristrada intervengono tante variabili che potrebbero invitare ad inclinarla in modo diverso. Dipende anche dal tipo di sella e dalle caratteristiche fisiche del soggetto.

Regolare la sella della Mtb

Nel caso di selle con punta curvata e parte posteriore rialzata (cioè quasi tutte), non è semplice valutare se è in bolla oppure no. La soluzione più sensata è questa: prendere la misura della parte centrale, quella in cui si appoggia il bacino.

Andiamo con ordine: partendo dalla sella in bolla, molti bikers la abbassano leggermente in punta, parliamo di 1 o 2 gradi, niente di eccessivo. In questo modo, sulle salite ripide si ha una posizione più redditizia, senza però andare a compromettere la prestazione in pianura o nelle lunghe distanze.
Una sella troppo bassa sulla punta, infatti, causa un lavoro eccessivo dei muscoli del “core” e dell’ileo-psoas, questo a lungo andare potrebbe portare a infiammazioni, contratture, asimmetrie e così via…
Inoltre, con la sella troppo bassa di punta si scarica il peso del corpo sulle braccia e sul collo, affaticando oltremodo anche questi distretti corporei.

Regolare la sella della Mtb

Al contrario, regolare la sella della Mtb con la punta più alta è sbagliato, per le discipline “pedalate” come Xc, Marathon ed Enduro. Nella Dh il discorso è diverso e in qualche caso può essere giusto.
Una sella più alta nella parte anteriore causa un’eccessiva pressione nelle parti intime, con possibili infiammazioni, intorpidimenti o calcificazioni della prostata nel lungo periodo.
Inoltre, questa posizione costringe ad un lavoro extra dei muscoli lombari e genera delle curve errate della colonna vertebrale, sovraccaricando anche tutti i muscoli della schiena. A lungo andare si è soggetti a sciatalgie, contratture, protrusioni e così via…

Regolare la sella della Mtb

Ricapitolando, quindi, la giusta posizione della sella da Mtb è in bolla o leggermente bassa in punta, un compromesso ideale nella maggior parte delle situazioni.
«Sì, ma allora la sella di Kulhavy?». Dai, ammettetelo, ci avete pensato…
Ecco, quello è un esempio da non prendere, a nostro avviso: le scelte dei pro’ sono sempre molto particolari e l’inclinazione della sella di Jaro è “estrema”, sicuramente adatta alle sue necessità e comodissima per lui, ma è l’eccezione che conferma la regola.

Regolare la sella della Mtb

Una delle tante Specialized Epic usate da Jaroslav Kulhavy. Guardate l’inclinazione della sella…

 

– E’ vero che tutta avanzata è meglio?
Sì, ma anche no. Come accade spesso, la verità sta nel mezzo, spieghiamoci meglio…
Gli studi biomeccanici moderni hanno confermato i vantaggi di una posizione più avanzata rispetto a quella che si utilizzava in passato. Allo stesso tempo, però, le geometrie di alcuni telai sono un po’ “datate”, con piantone poco verticale. Ecco perché, in molti casi gli atleti cercano di compensare avanzando molto la sella. Succede in Mtb, ma ultimamente anche l’assetto degli stradisti è più avanzato.

Regolare la sella della Mtb

Alban Lakata, sebbene sia piuttosto alto e sia uno specialista delle lunghe distanze, preferisce da sempre una sella molto avanzata.

Con alcuni telai di ultima generazione, o meglio ancora con quelli su misura, è possibile ottenere il giusto arretramento senza fare adattamenti estremi e questo è un vantaggio non da poco.
Detto questo, quindi, si deduce che la regola del filo a piombo è in parte decaduta, perché si è visto che l’arretramento varia in base al soggetto, al telaio, alla disciplina praticata, alla misura delle pedivelle, alla conformazione fisica, all’elasticità muscolare, ai problemi fisici e da tanti altri fattori che non possono basarsi su una regola empirica e generica.
La perpendicolarità tra ginocchio e asse del pedale può essere usata come base, ma non è una regola fissa, ecco.

Regolare la sella della Mtb

Nel fuoristrada le regole sono meno “ferree”, perché la posizione in sella cambia di continuo, perché le pendenze sono più elevate e perché l’assetto da discesa è fondamentale quanto quello da salita.

Ma quali sono i vantaggi del pedalare più avanzato? E quanto avanzato?
Il vantaggio principale è la spinta maggiore e più redditizia della gamba sul pedale, soprattutto in salita, dove si vanno a variare le inclinazioni del telaio e soprattutto quella del piantone.
Ma bisogna stare attenti a non esagerare, perché un avanzamento eccessivo potrebbe sovraccaricare troppo l’articolazione del ginocchio e il muscolo quadricipite. Al contrario, un arretramento eccessivo può causare dolori alla schiena e un eccessivo affaticamento dei muscoli ischiocrurali (posteriori della gamba).
Per concludere, quindi, la tendenza generale è avanzare un po’ di più la sella rispetto al passato, ma non è detto che questa sia una regola fissa per tutti. Anche in questo caso potrebbe aiutare l’esperienza di un tecnico in grado di valutare la situazione e trovare l’assetto giusto.

Regolare la sella della Mtb

Maxime Marotte preferisce una posizione della sella molto centrale, né troppo avanzata, né troppo arretrata. Regolarla in questo modo è possibile se il telaio ha delle geometrie ad hoc per le proprie necessità.

– E’ vero che più è alta, più si spinge forte?
Sbagliatissimo! Anche in questo caso serve il giusto equilibrio.
Senza entrare troppo nello specifico parlando di gradi, angoli e cose simili, possiamo dire che bisognerebbe regolare la sella della Mtb ad un’altezza che permetta di sfruttare in modo corretto i muscoli delle gambe, senza andare a sovraccaricare troppo la catena cinetica posteriore, che comprende i muscoli ischiocrurali e tutti i muscoli della schiena. Spesso infatti, sciatalgie, tensioni muscolari e contratture sono causate proprio dalla sella eccessivamente alta.

Regolare la sella della Mtb

Un sintomo della sella troppo alta è il “basculamento” laterale del bacino: basta osservarsi (o farsi osservare da dietro) per controllare il movimento.
Inoltre, in Mtb una sella troppo alta è controproducente anche sullo sconnesso e in discesa: sullo sconnesso, l’altezza giusta permette di pedalare senza avvertire traumi sulla colonna e facendo “galleggiare” la sella tra le gambe nei punti più rotti.

marathon degli aragonesi

In discesa, invece, la sella troppo alta rende più difficile l’arretramento fuorisella (se non si usa il reggisella telescopico), manovra basilare e molto frequente nel fuoristrada.
Al contrario, la sella troppo bassa potrebbe sovraccaricare troppo le ginocchia, oltre a peggiorare il rendimento nell’intero arco della pedalata.
Insomma, anche qui serve il giusto compromesso, a volte raggiungibile anche a tentativi, ma se avete dei problemi particolari, non aspettate che sorga il dolore per affidarvi ad un professionista.

Regolare la sella della Mtb

 

– Xc e marathon: è vero che serve un assetto specifico?
A volte sì, ma non sempre.
In linea di massima, la posizione da marathon è più distesa, quella da Xc più raccolta.
Le geometrie attuali con top tube e reach più lunghi hanno un po’ sconvolto questa “regola”, ma in parte rimane sensata.
Ovviamente, chi affronta gare di 4-5 o 6 ore dovrebbe privilegiare il comfort, cercando una posizione meno sacrificata, ma allo stesso tempo anche performante.
Chi fa cross country, gare di 1h30′ circa, cercherà la massima prestazione e la maneggevolezza della bici in discesa o nei sentieri stretti.

Reattività e maneggevolezza: queste le doti più ricercate sulle bici da Xc. La posizione della sella si potrebbe adattare di conseguenza in qualche caso…

Per fare queste modifiche si potrebbe agire sull’arretramento sella e sulla lunghezza e/o inclinazione dell’attacco manubrio.
Per esempio, in vista di gare molto lunghe si potrebbe arretrare leggermente di più la sella (parliamo di pochissimi millimetri), cercando un’assetto che distribuisca il lavoro su diversi distretti muscolari e non solo sul quadricipite.
Allo stesso tempo, uno stem leggermente più lungo o più negativo lascia più spazio a braccia e busto di abbassarsi ed allungarsi, sovraffaticando meno i muscoli del tronco.

Regolare la sella della Mtb

Nello specifico, la sella della Bmc Fourstroke 01 che stiamo provando. Il piantone da 75,6 gradi permette di avere una pedalata efficiente senza dover avanzare eccessivamente la sella.

Viceversa per l’Xc, dove una sella più avanzata e un attacco corto con dislivello poco accentuato facilitano la guida nei percorsi molto tecnici.
Anche in questo caso, comunque, parliamo di regole generiche, ogni modifica andrebbe valutata caso per caso, facendo qualche prova. Non fate cambiamenti di questo tipo in prossimità della gara, magari provate prima in allenamento… E se proprio non ne venite a capo, affidatevi ad un biomeccanico.

Comfort e prestazioni: l’assetto da marathon deve prendere in considerazione queste due qualità, con piccoli aggiustamenti sulla posizione della sella, ma anche sulla scelta dell’attacco manubrio.



– Front e full: c’è differenza nella regolazione?
Dipende dallo schema sospensivo della full suspension.
Tornando per un attimo alla bici di Jaroslav Kulhavy, in parte la sua scelta di abbassare molto la punta della sella è giustificata dal fatto che la Specialized Epic invita a fare quella modifica (ne abbiamo parlato anche qui).
La sua è un’esagerazione, ma su alcune full una volta saliti in sella e fatto il Sag si ha una leggera variazione dell’angolo del piantone, con conseguente innalzamento della sella in punta. Pochi millimetri, ma che si avvertono subito mentre si pedala.

Trek Remedy

Quando si fa il Sag e si sale sulla Mtb, la posizione della sella potrebbe variare di qualche grado, quindi va adattata di conseguenza, in base allo schema sospensivo del proprio mezzo.

Ecco perché, a volte sulla full si tende ad abbassarla leggermente di più nella parte anteriore, per far sì che vada in bolla (o quasi) una volta saliti.
Tutto ciò, però, varia in base allo schema sospensivo della Mtb, perché in molti casi la posizione rimane identica come sulla front. Bisogna valutare in base al telaio…
Per lo stesso motivo, qualche piccolo cambiamento potrebbe essere necessario anche parlando di altezza sella.
Per quanto riguarda l’arretramento, invece, non c’è molta differenza tra front e full, ma la valutazione andrebbe fatta in modo dinamico proprio per il comportamento dell’ammortizzatore, che in parte potrebbe variare gli angoli durante la pedalata.

Regolare la sella della Mtb

– E’ vero che la sella più larga è più comoda?
Sulla forma della sella andrebbe fatto un articolo a parte (e lo faremo a breve), ma iniziamo sfatando questo mito.
No, non è detto che la sella larga sia per forza più comoda per tutti, dipende.
Negli ultimi due anni i vari brand stanno presentando delle selle corte e larghe, un design che in effetti ha ragione di esistere e si adatta a molte persone (non tutte) semplicemente per il fatto che una sella più larga permette di scaricare il peso del corpo su una superficie maggiore, quindi le pressioni “critiche” sono attenuate.
Stesso discorso per la lunghezza, perché una punta “tronca” permette di avanzare molto sulla sella senza avvertire pressioni nei tessuti molli.

La NDR di Prologo ha una forma piatta, corta e larga

In realtà, però, con le selle corte e larghe entrano in ballo altri problemi: parlando di fuoristrada, è importante avere lo spazio per arretrare fuorisella in discesa (soprattutto se non si utilizza il telescopico) e più la sella è larga, più si avrà difficoltà nel farla scivolare tra le gambe nei tratti molto ripidi.
Questa sensazione è frequente tra gli atleti molto magri e/o bassi e/o con bacino stretto, che di solito utilizzano una sella più stretta e poco spigolosa.

Le selle corte e larghe, inoltre, quasi sempre hanno un profilo molto piatto, una forma che ad alcune persone potrebbe risultare scomoda, soprattutto con il passare dei chilometri.
Ricapitolando, quindi, la sella corta e larga potrebbe essere sicuramente un’ottimo compromesso per i riders più robusti, con bacino largo, a volte anche per quelli di statura normale o contenuta, ma non è per tutti.
A quanto pare, invece, questo tipo di selle si adattano molto bene alla conformazione del bacino femminile, pertanto sono usate da parecchie donne (non da tutte).

Jolanda Neff utilizza una sella piuttosto classica…

In generale, questo tipo di sella è molto versatile, ma non è la panacea di tutti i mali: ognuno deve scegliere la sella in base alla propria conformazione fisica, in base alla disciplina e ad altre eventuali necessità, non in base ai consigli dell’amico o del “tuttologo” di turno.

Regolare la sella della Mtb

Specialized è stato uno dei primi marchi a credere nelle selle larghe, presentando nel 2015 il modello Power.

Bene, con questi cinque punti abbiamo risposto a sei delle domanda più proposte sulla regolazione e sulla scelta della sella.
Come avrete capito, oltre alla sua forma ci sono tanti altri fattori da valutare per pedalare comodi e per ottimizzare le prestazioni.
C’è molta confusione in giro, ma speriamo di avervi chiarito qualche dubbio.

Qui tutti gli altri articoli che parlano di assetto in sella.



        
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