Quel “vecchio” XX1 e il ciclo di vita dei componenti

Simone Lanciotti
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“Ma come? Con il lavoro che fai ancora sei in giro con un "vecchio" cambio a 11 velocità?”

Sì, quel "vecchio" e caro Sram XX1 è ancora lì.
E cosa c'entra con il ciclo di vita dei componenti?
Un passo alla volta...
Mi sono ritrovato a fare i ragionamenti che state per leggere proprio di recente.
Cioè quando ho deciso di sostituire pignoni, corona e catena e rinnovare la trasmissione a 11 velocità sulla mia e-Mtb.

Perché, sì, le 11 velocità mi vanno ancora più che bene.

Intendiamoci: non che disprezzi le 12 velocità.
Non che non abbia mai desiderato una demoltiplicazione maggiore del rapporto (che ho ottenuto mettendo una corona da 30 in luogo di quella da 32 denti).
Nè posso dire di disprezzare un cambio 12 velocità elettromeccanico.
Qui il discorso è proprio diverso.
Esula da tendenze di mercato, da isterismi generati dall’effetto wow o dall’affannosa ricerca dell’ultima evoluzione tecno-meccatronica.
Riflettendoci meglio sono venute fuori diverse considerazioni, in particolare sul ciclo di vita dei componenti.

1 - Se funziona, perché sostituirlo?

Detto questo, ci sarebbe ben poco altro da aggiungere, in effetti.
Il cambio Sram XX1 che vedete nelle foto è montato su una Turbo Levo, come previsto dalle specifiche di montaggio.

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Sì, quando lo vidi la prima volta anche io pensai “ma perché non un 12 velocità?”, ma usandolo (e l’ho usato…) non me ne sono mai realmente lamentato.
Anzi, ho pensato che semmai si fosse rotto l’avrei sostituito con uno a 12 velocità cambiando (ahimè) anche la cassetta e tutto il resto.
Ma non si è mai rotto ed è ancora lì…

2 - Il ciclo di vita dei componenti

Mi trovo per lavoro nella privilegiata posizione di poter scegliere cosa montare su una bici.
O almeno così accadeva prima di questa maledetta pandemia…
In ogni caso penso che avere cura di ciò che si possiede, per quanto possa suonare scontato, in realtà svela delle virtù e dei valori per nulla banali.
Il cambio (ma questo ragionamento si estende a qualunque altro componente e a qualunque oggetto) è realizzato da un gran numero di parti e da materiali diversi.

Se lo guardi da vicino ti accorgi di quanto sia complesso e raffinato un cambio che ha pur solo 11 velocità.
E ho pensato: perché dovrei sostituirlo se ancora funziona?
Perché “cestinare” questa tecnologia che, comunque, è ancora più che adeguata alle mie necessità?
E ho concluso che tenere questo Sram XX1 sulla mia e-Mtb avrebbe significato avere rispetto per la materia, per l’energia e per lo sforzo produttivo in generale che ha dato vita a questo oggetto.

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I vari prototipi che hanno portato nel 2012 alla versione definitiva dello Sram XX1.

Quindi, avere cura e fare manutenzione alle varie parti della bici, oltre a far risparmiare soldi (che poi è il concetto più rapidamente assimilabile), ti porta a valutare il cosiddetto “ciclo di vita” di un oggetto.
Più ne hai cura, più dura.
Più dura, meno hai bisogno di spendere.
Meno hai bisogno di spendere, meglio vivi.

3 - Più è vecchio e più è facile ripararlo (a volte)

Faccio una precisazione: di cambi Sram XX1 ne ho rotti diversi, perché da giovinastro quale sono stato la guida di una Mtb non è sempre stata traiettorie raffinate o accorte.
Questo cambio, invece, dura da oltre 3 anni (a ottobre saranno 4).
Di colpi, graffi e affronti vari alla sua integrità ne conta svariati, ma è ancora lì.
E ho pensato che i resti (che ancora conservo) dei suoi predecessori avrebbero potuto, magari, allungarne la sua vita utile nel caso di un nefasto impatto con rocce e oggetti inamovibili vari. 
Senza dimenticare che i pezzi-resti di un XX1 in officina se ne potrebbero ancora trovare svariati.

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Uno Sram XX1 malconcio montato su una Santa Cruz Bronson prima serie (qui il test): la foto risale al 2013.

4 - Più lo usi e più lo conosci

E magari lo rispetti anche.
Qui, volendo, puoi tornare al punto 2, ma restiamo al 4.
Più lo usi e più impari a capire come funziona e come farlo funzionare al meglio.
Ovvero impari ad averne cura per fargli fare al meglio il suo lavoro.

5 - I componenti si cambiano quando diventano un limite

Provo a spiegare meglio facendo una domanda: quand’è il caso di cambiare un componente?
Cioè di fare un upgrade?
Che, nel caso in questione, potrebbe significare passare ad una trasmissione 1x12.
Risposta: quando il funzionamento di questo componente rappresenta un limite oggettivo alle nostre capacità.
Questo è facilmente riscontrabile con i freni, le sospensioni, le gomme, il cambio e le ruote.

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6 - Meglio le penultime novità?

Non tutte le novità sono delle grandi novità.
Né tantomeno si possono definire innovazioni.
Alcune lasciano davvero il segno (e magari ne riparleremo in un articolo a sé), altre non riescono nell’intento.
Come distingui le une dalle altre?
Con la competenza e con il tempo.
La competenza ti fa individuare il concetto tecnico che caratterizza e dà valore alla novità.
Il tempo ti fa capire se questo concetto è affidabile, appetibile anche da altri marchi e se ha avuto un’evoluzione e/o espansione sul mercato.
L’1x11, per inciso, è stato una grande novità.
E anche un'innovazione.
Se rincorri le ultime novità perché sono solo le ultime novità potresti sbagliare e spendere tanti soldi.
Se punti all’affidabilità e a contenere (un po’) i costi, meglio focalizzarsi sulle penultime novità.
O sulle terzultime novità.
E magari anche di seconda mano.
Perché meno hai bisogno di spendere e meglio vivi.

7 - Spendere di meno, perché no?

Con la premessa che con i propri soldi ognuno fa ciò che vuole, credo che sia facile convenire su un punto (che è una naturale conseguenza del punto 6): le bici costano tanto.
E non è solo l’acquisto di una bici (nuova o usata che sia), quanto la manutenzione, le migliorie, i ricambi e tutto ciò che le orbita intorno.

Giusto o sbagliato che sia, per vivere la bici in modo sereno, senza le frustrazioni del “vorrei ma non posso”, concentratevi, semmai, nel portare al limite voi e la vostra bici.

In compagnia o da soli, ma sempre con il sorriso.
Altrimenti, scusate l’ardire, aprite il manuale del ciclista felice e rileggetelo da capo…

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Da lontano sembra pulita? Ebbene, basta avvicinarsi per scoprire che, no, non lo è affatto! La catena richiede tanta attenzione e manutenzione, che sia a 8 o a 12 velocità.

In conclusione…

Qui ho parlato di un cambio a 11 velocità quando da quasi 6 anni dilagano quelli a 12 velocità.
Per il momento tengo il “vecchio” XX1, aspettando che ingranaggi e catena arrivino alla fine del loro ciclo di vita utile.
Poi si vedrà.
Magari sarà uscito il 13 velocità oppure non ci saranno più i rapporti, ma una serie continua di variazioni della demoltiplicazione della pedalata.
Robe che oggi nemmeno immaginiamo.
E magari diremo addio al cambio così come lo conosciamo.

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Per il momento, però, continuo ad entusiasmarmi ad ogni click del comando cambio che ha un vago sapore retrò mescolato con l’estetica (e la funzionalità) di altri componenti molto meno retrò e che per privilegio professionale posso mettere a bordo della mia e-Mtb.

Ma tanto lo sapete già: a fare il biker non è la bici, ma il biker.

Del ciclo di vita dei componenti e delle bici credo che torneremo a parlarne e nel frattempo buone pedalate a tutti!

PS: se volete dire la vostra a riguardo vi invito a commentare in questo post sulla nostra pagina Facebook oppure a scrivere una mail all'indirizzo della redazione

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Sull'autore
Simone Lanciotti

Sono il direttore e fondatore di MtbCult (nonché di eBikeCult.it e BiciDaStrada.it) e sono giornalista da oltre 20 anni nel settore delle ruote grasse e del ciclismo in generale. La mountain bike è uno strumento per conoscere la natura e se stessi ed è una fonte inesauribile di ispirazione e gioia. E di conseguenza MtbCult (oltre a video test, e-Mtb, approfondimenti e tutorial) parla anche di questo rapporto privilegiato uomo-Natura-macchina. Senza dimenticare il canale YouTube, che è un riferimento soprattutto per i test e gli approfondimenti.

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