scritto da Simone Lanciotti in Componenti,Tecnica,Test il 09 Set 2013

TEST – Rock Shox Pike, la forcella da enduro più attesa

TEST – Rock Shox Pike, la forcella da enduro più attesa
        
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L’hanno chiamata Pike, ma con la versione originale non ha molto in comune se non l’attitudine ad un uso piuttosto impegnativo. Non è una forcella per usi estremi, o almeno Rock Shox così la definisce, ma visto l’uso che ne abbiamo fatto nel corso degli ultimi mesi viene facile pensare alla Pike come una forcella per fare praticamente di tutto.

Le colorazioni possibili per la Pike sono soltanto due: all black come nella foto oppure bianca (ma con gli steli sempre neri).

Le colorazioni possibili per la Pike sono soltanto due: all black come nella foto oppure bianca (ma con gli steli sempre neri).

L’abbiamo provata su una DeVinci Dixon Carbon da 26″ durante la presentazione a Sedona.

La Devinci Dixon Carbon provata a Sedona durante la presentazione mondiale della nuova Pike.

La Devinci Dixon Carbon provata a Sedona durante la presentazione mondiale della nuova Pike.

Su una Santa Cruz Tallboy Ltc (una 29er)

A Sedona abbiamo provato la Pike anche su una 29er: la Santa Cruz Tallboy Ltc.

A Sedona abbiamo provato la Pike anche su una 29er: la Santa Cruz Tallboy Ltc.

Su una Specialized S-Works Enduro 29.

La Pike con travel di 160 mm equipaggia anche la Specialized S-Works Enduro 29.

La Pike con travel di 160 mm equipaggia anche la Specialized S-Works Enduro 29.

E infine su una Mde Carve 7 (una 27,5″).

La parte finale del test è stata condotta su una Mde Carve 7 con ruote da 27,5 pollici.

La parte finale del test è stata condotta su una Mde Carve 7 con ruote da 27,5 pollici.

Nessuna forcella nel corso del 2013 è stata messa tanto sotto torchio quanto la nuova Pike.
Tutte le caratteristiche tecniche della forcella le trovate in questo articolo e di seguito vi proponiamo un video nel quale vengono riassunte brevemente.

A questo punto, passiamo all’aspetto più interessante: come va questa Pike?

Una forcella per guidare meglio
E’ questo il concetto chiave: con steli da 35 mm la guida guadagna di precisione in maniera notevole, a prescindere dal diametro della ruota o dal materiale del telaio.
La solidità della Pike è talmente superiore rispetto a una forcella con steli da 32 mm che crediamo nessuno vorrà mai tornare indietro. Aumenta il peso, ok (siamo a 1838 gr per la versione Rct3 da 27,5″ e travel di 160mm), ma aumenta anche la solidità dell’anteriore.
Il nostro test è stato condotto soprattutto su due bici (Mde Carve 7 e Specialized Enduro 29) e in entrambi i casi la forcella ha mostrato lo stesso comportamento: massiccia e precisa.

La testa della forcella ha un disegno inedito e concorre in maniera significativa ad aumentare la solidità della nuova Pike.

La testa della forcella ha un disegno inedito e concorre in maniera significativa ad aumentare la solidità della nuova Pike.

Il vantaggio di 10 mm in più
La Mde Carve 7 montava in precedenza una forcella Rock Shox Revelation Rct3 da 150mm e passare ad una Pike da 160 mm significa, oltre migliorare la precisione di guida, avere un angolo di sterzo più aperto (ossia con un valore più basso) per via del travel maggiore di 10 mm.
Se parliamo di bici da enduro, 160 mm sono il valore di travel per definizione e quindi una forcella come la Pike non crea squilibri alla geometria.
Ricordiamo inoltre che la Pike, oltre ad essere disponibile anche con altri valori di corsa, è fornita con degli spessori aggiuntivi che ne permettono di variare la progressività.

Il passaggio del cavo, come sugli altri modelli Rock Shox, è gestito da un gancetto di plastica molto pratico.

Il passaggio del cavo, come sugli altri modelli Rock Shox, è gestito da un gancetto di plastica molto pratico.

La sensibilità della forcella
Il carico di stacco è molto basso e questo significa che la forcella è molto sensibile e pronta ad assorbire sollecitazioni anche di piccola entità. Ciò si traduce in un feeling notevole con l’anteriore e in un maggiore comfort nella guida.
Avendo 160 mm di travel, questa sensibilità iniziale (che ricorda il vecchio modello a molla) non influenza negativamente il comportamento a fondo corsa, dove la Pike riesce ad essere molto progressiva e tollerante.

Il Sag corretto richiede attenzione
Rock Shox è stata la prima a fornire ai rider un valore di pressione della camera positiva in base al proprio peso e la Pike non fa eccezione. Sulla gamba sinistra, quella deputata a gestire la parte pneumatica, è stato applicato uno sticker che dà dei suggerimenti molto precisi, anche se leggermente sovrastimati.

Lo sticker che riporta le pressioni in base al peso del rider: i valori suggeriti sono a nostro avviso sovrastimati di 15-20 psi.

Lo sticker che riporta le pressioni in base al peso del rider: i valori suggeriti sono a nostro avviso sovrastimati di 15-20 psi.

Nel nostro test abbiamo scelto valori di pressione inferiori di 15-20 Psi rispetto a quelli suggeriti per avere un Sag adeguato.
Di questo se n’è accorto anche Jerome Clementz che Rock Shox ha “impiegato” per sviluppare e affinare questa forcella in gara.

La Pike nelle curve strette
Per una 29er questo frangente è critico perché è qui che emergono flessioni e torsioni dovute a ruote di diametro maggiore (ma soprattutto a raggi di lunghezza maggiore) e a forcella con gambe più lunghe.
Rock Shox ha intuito che se voleva dare un vantaggio agli amanti delle 29er doveva fare qualcosa in più rispetto a una forcella con steli da 34. Maggiore è il diametro dello stelo e minori sono le flessioni, tanto in frenata quanto in curva. Una forcella come la Pike, in sostanza, permette una guida più precisa anche a Mtb che fisicamente risultano svantaggiate in questi frangenti.
E sulla Specialized Enduro 29 ce ne si accorge in maniera netta: la bici fa la traiettoria che le si chiede, senza indecisioni.

Il Sag-meter, ossia la scala graduata sullo stelo che consente con molta facilità di leggere il proprio Sag. E' una peculiarità delle forcelle Rock Shox.

Il Sag-meter, ossia la scala graduata sullo stelo che consente con molta facilità di leggere il proprio Sag. E’ una peculiarità delle forcelle Rock Shox.

Gli impatti più violenti
Di fondocorsa ne abbiamo presi diversi e soprattutto, non abbiamo avuto la sensazione di aver superato il limite. Abbiamo fatto un raffronto con la Revelation da 150 che precedentemente equipaggiava la Mde Carve 7 testata: questa forcella, dopo l’avvento della Pike, è diventata definitivamente un modello da trail-all mountain, visto che le differenze nella guida se ne trovano a vagonate.
Fra queste, anche la ridotta capacità della Revelation di gestire i fondocorsa.
In pratica la Pike sembra avere sempre dei mm di travel a disposizione, anche quando la corsa è quasi finita, e probabilmente solo un tracciato di Dh piuttosto impegnativo metterebbe in crisi questa forcella.
Ma parliamo di un percorso di Dh…

Il pomello dell'Rct3 è posto sulla gamba destra e ha un funzionamento indicizzato. La rotazione non è delle più agevoli per via di un'ergonomia a nostro avviso da rivedere.

Il pomello dell’Rct3 è posto sulla gamba destra e ha un funzionamento indicizzato. La rotazione non è delle più agevoli per via di un’ergonomia a nostro avviso da rivedere.

La precisione delle regolazioni
La Pike Rct3 prevede di serie la cartuccia Charger Damper che caratterizza le forcelle Rock Shox più estreme di ultima generazione. Questa cartuccia consente un controllo ottimale della compressione permettendo al rider di affrontare la salita senza dispendio eccessivo di energia.
La Pike, in sostanza, quando si va sui pedali, non affonda in maniera vistosa e nelle risalite è una forcella che permette di pedalare con un’inaspettata efficienza.
Il sistema Rct3 prevede tre posizioni per il controllo della compressione: Lock, per la salita, Pedal, per i tratti offroad dove serve di pedalare, e Open, per la discesa.
Queste tre posizioni indicizzate sono gestite tramite un pomello (a dire il vero poco ergonomico e un po’ difficile da azionare) sulla gamba destra della forcella.
La fase di compressione, però, beneficia anche di un’altra regolazione, ossia il controllo della compressione alle basse velocità.
Con questo termine si intende quella situazione in cui la forcella è sottoposta a sollecitazioni che la fanno comprimere in maniera lenta, come ad esempio l’andamento in salita sui pedali. La Pike è dotata anche di questo registro posto sopra quello dell’Rct3.
La fase di estensione (o rebound) è gestita da un sistema idraulico anch’esso molto sensibile ad ogni click del registro.

Il Maxle Lite ha un disegno completamente nuovo e un ingombro laterale ridotto rispetto al modello precedente.

Il Maxle Lite ha un disegno completamente nuovo e un ingombro laterale ridotto rispetto al modello precedente.

Il prezzo al pubblico
La versione da noi provata è la SoloAir Rct3 da 160 che viene venduta a 907€ ed è disponibile solo con foderi e testa di colore nero, mentre quella dotata di Dual Position Air (ossia di un sistema che consente di regolare la corsa su due posizioni) costa 979€ e ha foderi e testa di colore bianco.
I costi della Pike in generale variano fra gli 884€ per la SoloAir Rct3 da 26″ e 150 mm di travel fino ai 979€ della Dual Position Air Rct3 da 27,5 (160 mm) o 29 pollici (150 mm).
Qui abbiamo pubblicato il test di una delle sue rivali dirette, ossia Fox 34 Talas Ctd 160 2014 e in questo articolo il confronto fra le due forcelle.

Per informazioni sram.com

voto:  9 / 10

PRO:

Solida, precisa, idraulica efficace, notevole sensibilità nella prima parte di travel, leggera in relazione ai mm di corsa, gamma molto vasta.

CONTRO:

Finitura nera molto delicata sulla testa della forcella, pomello dell'Rct3 un po' scomodo da azionare

Scheda Tecnica

  • Materiali:
    Foderi in magnesio, testa, cannotto tapered e steli in lega leggera.
  • Peso:
    1838 gr
  • Travel:
    160 mm
  • Diametro steli:
    35 mm
  • Compatibilità mozzo anteriore:
    Solo asse passante da 15 mm
  • Diametro ruota:
    26, 27,5 e 29 pollici
  • Altezza forcella (27,5"):
    55,2 cm
  • Prezzo:
    907€
        
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