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Rose è un marchio storico nel panorama ciclistico tedesco. Nata nel 1907, ha oltre 100 anni di storia ed esperienza nella produzione di bici.
La caratteristica che rende conosciuta questa azienda anche nel nostro Paese è la vendita diretta produttore/cliente, un passaggio che permette all’utente finale di risparmiare senza rinunciare alla qualità.
A differenza di altri marchi concorrenti che utilizzano lo stesso modello commerciale, Rose si differenzia per lo store online che permette di configurare la bici dei propri sogni in ogni singolo dettaglio in modo da cucirsi addosso il mezzo scelto. In caso non fossimo in grado di decidere come montare la bici che ci interessa, Rose ci viene incontro preparando per noi tre livelli di allestimento.

La Rose Soul Fire 2.
La Rose Soul Fire 2.

Noi abbiamo provato la Rose Soul Fire in allestimento 2.
La Soul Fire è il nuovo mezzo 26″ da freeride-enduro per il 2014.
Avete letto bene, nel periodo in cui tutti rincorrono i nuovi formati 27,5″ e 29”, Rose lancia sul mercato un modello col “vecchio” standard di ruota, una mossa che potrà sembrare azzardata, ma che ha le sue valide ragioni. Solo questo formato, infatti, è in grado di incarnare a pieno lo spirito di questa bici.

Montaggio personalizzato
La Soul Fire 2 è un mezzo che un tempo sarebbe stato definito freeride e oggi la casa tedesca chiama “Super Enduro”, 185mm di escursione al posteriore e forcella da 180mm monopiastra all’anteriore. Le forme ricordano molto la The Unchained, il mezzo dedicato alla Dh di casa Rose, ma nel complesso sono più armoniche e donano al telaio un’apparenza più snella.
Questo perché la Soul Fire è pensata per essere una tuttofare che ama essere guidata in discesa ma non disdegna lunghe pedalate per conquistarsi la vetta.
Il nostro modello differisce leggermente rispetto all’allestimento 2 che trovate sul sito, perché sono stati fatti alcuni upgrade per alleggerire la bici e renderla più performante in salita.

Il modello da noi testato aveva un modello di ruota più raffinato, ossia le Mavic Crossmax Sx.
Il modello da noi testato aveva un modello di ruota più raffinato, ossia le Mavic Crossmax Sx.

Sono state aggiunte le ruote Mavic Crossmax Sx, il manubrio da 777 mm e l’attacco da 50mm Spank Spike. Così allestita il peso si ferma a 15kg senza pedali, un valore di tutto rispetto per una bici di questa categoria.
Al posteriore troviamo un Rock Shox Vivid Air r2c, un ammortizzatore da freeride-Dh che ci permette di regolare compressione, ritorno iniziale e finale, in modo da tenere la ruota posteriore sempre ben attaccata al terreno.

Anche l'ammortizzatore Rock Shox Vivid Air è un altro piccolo upgrade, molto gradito.
Anche l’ammortizzatore Rock Shox Vivid Air è un altro piccolo upgrade, molto gradito.

All’anteriore invece c’è la Suntour Durolux con corsa regolabile 180-140mm e asse passante da 20mm. Il sistema è ad aria con la valvola posizionata in fondo allo stelo sinistro, per lasciare spazio in alto al dispositivo che attiva il travel adjustment. Sullo stelo destro, invece, troviamo la regolazione della compressione alle alte e basse velocità in cima, e il pomello per controllare il ritorno in basso.

La forcella Suntour Durolux, una piacevole rivelazione.
La forcella Suntour Durolux, una piacevole rivelazione.

Il look finale della Soul Fire è molto pulito, grazie al passaggio cavi interno anche per il reggisella telescopico, un Rock Shox Reverb da 150mm di escursione, forse un po’ troppi per una taglia M. Un cannotto da 125mm ci sembra più adatto su questa misura, ma volendo è possibile selezionarlo in fase di ordine.

Le "ruote piccole" sono ancora spettacolari nella guida.
Le “ruote piccole” sono ancora spettacolari nella guida.

Le 26″ non sono morte
C’è chi già ha seppellito del tutto il “vecchio” formato di ruota e chi le considera bici da museo, ma la 26” avrebbe ancora tante ragioni per essere sul mercato.
Noi, lo ammettiamo, era un po’ che non facevamo un giro su questo formato di ruota e ci siamo divertiti molto a… riscoprire certe sensazioni.
Appena saliti in sella si ha la sensazione che i 65,5° dell’angolo di sterzo non vadano bene per pedalare, la forcella da 180 sembra troppo alta e le geometrie in generale sembrano adatte ad un uso prettamente gravity.

Foto (12 of 32)

Su pendenze moderate, invece, la Soul Fire arrampica bene e l’anteriore resta ben incollato al terreno, tanto da non sentire la necessita di abbassare la forcella. L’ammortizzatore posteriore, nonostante non abbia dispositivi di bloccaggio o freni di compressione specifici per la pedalata, non “bobba” eccessivamente e ci permette di salire senza troppe preoccupazioni.
Quando la pendenza si fa più ripida, però, la Soul Fire entra in crisi e abbassare la corsa all’anteriore a volte non basta, bisogna alzarsi e pedalare in piedi. Così facendo, però, l’ammortizzatore posteriore è più sollecitato e soggetto ad ondeggiamenti che riducono l’efficienza della pedalata.

Foto (21 of 32)

In discesa, il Vivid Air è impressionante: assorbe tutti i colpi senza batter ciglio, e nonostante sia un ammortizzatore ad aria non abbiamo mai avuto problemi di surriscaldamento con conseguenti cambi di comportamento.
Il carro è da 429mm, molto corto e si sente nei cambi di direzione, la Soul Fire è molto facile da guidare e dà il meglio nei tornanti e sui single track. L’angolo di sterzo da 65,5° rende la bici molto sicura anche nelle discese più ripide, i 185mm al posteriore sembrano infiniti, perché la bici assorbe ogni tipo di asperità senza rallentare minimamente.

La Durolux, una bella scoperta
La Suntour Durolux è stata una piacevole sorpresa, i 180mm di corsa vengono sfruttati bene, l’idraulica non è troppo cedevole ed è difficile arrivare a “pacco” su ostacoli o salti di media dimensione. Si sente la differenza di qualità, sopratutto sulla sensibilità iniziale, rispetto a forcelle più raffinate come Marzocchi, Rock Shox o Fox, ma per la fascia di mercato che copre è senza dubbio un’ottima alternativa.

Nonostante i 15 Kg di peso, la maneggevolezza è molto buona.
Nonostante i 15 Kg di peso, la maneggevolezza è molto buona.

Bilanciamento corretto
Nel complesso la bici è ben bilanciata e invoglia a mollare i freni, andare sempre più veloce e saltare sempre più in alto.
L’impianto frenante è affidato ai code R a quattro pistoncini con rotori da 200mm all’anteriore e al posteriore, un dettaglio che rende ancora di più l’idea con la quale è stata concepita questa bici, andare forte. La frenata è potente e precisa, a volte il posteriore si alleggerisce parecchio e costringe ad affrontare le curve in derapata controllata. Una sensazione esaltante che però potrebbe spaventare chi non ha dimestichezza con questa tecnica.

I freni a disco sono gli Avid Code con disco anteriore da 200 mm.
I freni a disco sono gli Avid Code con disco anteriore da 200 mm.

Tirando le somme…
La Soul Fire è un ottimo mezzo “all in one”, è una bici che permette di fare gare di enduro, girare nei bike park e fare anche qualche gara Dh senza pretese. Nell’allestimento da noi provato, con l’upgrade delle ruote è più orientata ad un uso enduro, e volendo si può rendere ancora più racing e leggera optando per l’allestimento 3.

Foto (10 of 32)

E’ una bici adatta a chi comincia a praticare il gravity in quanto le geometrie la rendono facile da guidare e il rapporto qualità prezzo è tra i migliori sul mercato.
La Soul Fire 2 è venduta ad un prezzo base di 2562€ + spese di spedizione e si può personalizzare a piacimento sul sito internet. Nella versione da noi testata si devono aggiungere 509€ per le Mavic Crossmax Sx e 14€ per stem e manubrio Spank, portando il totale a 3085€. Le colorazioni previste sono due: raw e red-white/matt-black. Le taglie disponibili invece sono quattro: S, M, L e Xl.

Per informazioni www.rosebikes.it