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Vi ricordate del test della Rock Shox RS-1 pubblicato a marzo?
Allora saprete che con questa forcella a steli rovesciati va montato un mozzo anteriore compatibile con il sistema Predictive Steering di Rock Shox.
In occasione del test di questa forcella anziché rivolgerci ai brand più noti abbiamo deciso di andare su un prodotto quasi sconosciuto, ma che si sta facendo apprezzare, soprattutto nel Centro Italia, per la qualità dell’assemblaggio delle ruote.
Parliamo del marchio Kento.
Non è così facile, oggi, trovare un artigiano (chiamiamolo così) che sappia costruire una ruota a regola d’arte.
Ok la qualità dei componenti (mozzi, raggi e cerchi), ma senza una reale capacità di assemblarli in modo corretto il loro rendimento cala tantissimo.

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Ecco le ruote XC con diametro da 29″ assemblate per noi da Kento

L’uso di queste ruote non è stato limitato al solo periodo di test della forcella: infatti sono state utilizzate fino ad oggi e, per questo motivo, riteniamo importante darvi un feedback su come si sono comportate in questi sei mesi di utilizzo decisamente intenso.

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Pronte per l’uso
Le ruote sono arrivate con nastro e valvole tubeless già installati sui cerchi: pronte per l’uso, quindi, e questo non è da tutti.
Prima di montare dischi freno e copertoni, come sempre è d’obbligo un passaggio sulla bilancia: il peso rilevato per la coppia è di 1550 grammi.
Non siamo nell’olimpo delle ruote super light da XC, ma, considerando che il mozzo Sram non brilla sotto questo aspetto (165 grammi dichiarati), che il peso complessivo comprende anche il kit di conversione a tubeless e che parliamo di una coppia di cerchi in alluminio, il risultato finale non è affatto deludente e, anzi, le colloca molto vicino, ad esempio, alle Mavic Crossmax SL.

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Mozzo anteriore Sram Predictive Steering. Unica soluzione compatibile con forcella Rock-Shox RS-1

Compressore alla mano, l’istallazione del pneumatico avviene immediatamente. Occorre soltanto attendere che il lattice faccia il suo lavoro. Per coerenza con quanto consigliato dal produttore dei cerchi, è stato utilizzato liquido sigillante Stan’s NoTubes.

Ruote assemblate… a regola d’arte
I cerchi sono dei Notubes ZTR Crest da 29”: sono un prodotto “classico” e stra-collaudato, al punto che nelle griglie di partenza di gare Xc, granfondo o Marathon è facile scorgerne in quantità importanti fra le bici degli amatori.

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Stan’s Notubes Crest: un “classico” in campo XC che non delude

Lo definiamo “classico” poiché, a differenza della strada intrapresa da diversi produttori di cerchi nel rendere il profilo sempre più “wide”,  Notubes ha conservato, per ora, la sezione interna da 21 mm e la simmetria del profilo stesso.
La sezione esterna invece ha una larghezza di 24 mm.

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Il profilo del cerchio ZTR Crest. Le misure sono espresse in mm

Il mozzo posteriore, marchiato Kento, è a 32 fori ed è di fabbricazione orientale. Il suo corpo è un blocco unico con due flange di diametro maggiorato e l’attacco disco è a 6 fori.

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Il mozzo posteriore Kento smontato su banco. A destra asse per qr classico; a sinistra asse per PP 142x12mm

La ruota libera è costruita in Ergal e ruota su due cuscinetti oversize e il meccanismo funziona tramite tre cricchetti. Le ruote ci sono state fornite complete di corpetto XD, compatibile con il gruppo Sram X1 montato sulla nostra bici.
Il mozzo posteriore (così come l’anteriore Kento, non presente su questo set di ruote) è convertibile nei diversi standard QR, 135x10mm e 142x12mm.

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Cassetta Sram X1 11V montata sul mozzo posteriore tramite apposito corpetto XD per ruota libera

I raggi utilizzati sono Sapim Laser, sfinati (2.0-1.5-2.0), incrociati in seconda e montati a mano con l’aiuto di un tensiometro.

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Qui è ben visibile l’incrocio dei raggi

Il test 
Le ruote sono state montate su una Rocky Mountain Vertex 950 MSL con allestimento custom (di cui leggerete a breve un piccolo test sul Garage). Con loro abbiamo percorso circa 2500 Km e non ci siamo risparmiati.

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La bici su cui abbiamo montato le ruote in test: Rocky Mountain Vertex 950 Msl. Rimane ben poco del suo allestimento originale

Ne siamo soddisfatti?
Innanzitutto ci teniamo a far notare che fino ad oggi, non c’è stato bisogno di ritensionare i raggi.
Considerando che le ruote da nuove (in particolare quelle custom) in genere richiedono un periodo di assestamento dei raggi dopo il quale è opportuno controllarne la tensione, per queste assemblate da Kento non è andata così.
Solo in seguito ad un episodio (un impatto violento con una roccia sporgente sul trail) è stato necessario verificarne e correggerne la centratura. Se pensiamo che gran parte di questi chilometri sono stati percorsi su sentieri tutt’altro che “friendly” per le ruote, questo risultato non è da poco.
Le abbiamo usate anche in diverse gare e soltanto durante la Granfondo Mirco Celestino (di cui potete leggere il report di gara) c’è stato un problemino con il meccanismo della ruota libera, che si è presumibilmente bloccata.
Parlando proprio del mozzo posteriore non si può non percepirne la particolare scorrevolezza, che è migliorata ulteriormente dopo le prime settimane di riding. Nonostante i cerchi non siano tubeless nativi, non abbiamo rilevato perdite di pressione degne di nota: ciò significa anche che il nastro del kit di conversione a tubeless è stato installato con particolare cura.
Le pressioni utilizzate sono state di 1.9 bar per il pneumatico anteriore e di 2.2 bar (e anche qualcosa in più) per il posteriore.

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I pneumatici attualmente montati sulle ruote Kento. Michelin Wild Racer, di cui leggerete presto un test…

Con nessuno dei pneumatici utilizzati è capitato di stallonare.
Esistono ruote da XC con cerchi in alluminio più leggeri degli Ztr Crest (380 grammi per la versione con diametro da 29″), ma questo non significa che le Kento in test sfigurino. Anzi. Il metodo utilizzato da chi le assembla per tensionare i raggi le rende rigide e reattive, sia nei cambi di direzione che di andatura.
Il numero elevato di raggi (32) e il loro incrocio fanno il resto, in modo da creare un buon binomio tra ruote e telaio in termini di precisione di guida. Questo aspetto è davvero importante e può fare la differenza quando il ritmo in gara è alto e non è concesso di andare troppo per il sottile.

In conclusione…
Chiamatela sfortuna, ma dall’inizio di questo 2015 ben tre cerchi mi hanno “abbandonato” sui sentieri (senza che ci sia stato un impatto tale da giustificarne la rottura).

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Se uno dei tre apparteneva ad una coppia di ruote in test, gli altri due erano di mia proprietà e, quindi, di entrambe ho dovuto sostenere il costo della riparazione. E trattandosi di ruote di pre-assemblate direttamente dal produttore, il conto finale è stato “salato”. E non poco.
E’ certo che le ruote pre-assemblate siano un prodotto finito, testato e con specifiche dichiarate dal produttore, ma, in caso di rottura, i costi di riparazione sono generalmente superiori rispetto a un set di ruote allestite a mano (sempre con cerchio in alluminio), manodopera inclusa.

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Nessun danno particolare nonostante siano state maltrattate. Nipples e raggi hanno resistito a stress notevoli. Solo le decal tendono, naturalmente, a scalfirsi.

Ci hanno soddisfatto, quindi, queste ruote Kento da 29″, grazie alla affidabilità da loro dimostrata sui trail, che ci ha permesso sempre di rientrare a casa “sulle nostre ruote”.
Il titolare di Kento, Massimo Brizzi, infine, ci ha dato qualche aggiornamento sulla gamma ruote che prevede ora anche cerchi da 26 e 28 mm di larghezza, sempre in alluminio, e con diametro di 27,5 e 29 pollici.
Non mancano poi le proposte in carbonio e nemmeno quelle per l’all mountain e l’enduro.

Per informazioni www.kentobike.it/