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La Trek Slash 9.9 2021 è una delle poche (e ultime?) Mtb a mantenere ancora quella versatilità d’uso delle prime bici da enduro.
Bici, cioè, capaci di salire abbastanza bene (scordatevi le prestazioni, però), di accompagnarvi (facendovi divertire) nelle lunghe pedalate in montagna e di dare il meglio di sé in discesa.
La discesa è la vera ragione d’essere dell’ultima Trek Slash, anzi, è la guida in discesa e quel suo continuo esaltante bisbigliarti “vai, vai, vai…” che ti fa impazzire.
Le caratteristiche tecniche, i colori, i montaggi e quant’altro li trovate nell’articolo di presentazione, mentre in questo caso mi concentrerò sulle sensazioni in sella.



In frangenti molto molto differenti.
Il modello provato è la Trek Slash 9.9 X01 in taglia M/L e, come al solito, prima di proseguire con la lettura, vi invito a guardare il video test che anticipa e spiega visivamente quanto sto per scrivere:

1 – DETTAGLI TECNICI TELAIO
– Geometria
Ciò che andava aggiornato è stato aggiornato.
L’escursione posteriore è arrivata a 160 mm, il tubo piantone si è addrizzato (arriva a 75,5°), l’angolo di sterzo si è aperto (64,5°), il reach è aumentato (fra i 20 e i 30 mm a seconda della taglia), l’altezza da terra del movimento centrale è rimasta la stessa (34,5 cm) e l’interasse non è cresciuto in modo esagerato.
Insomma, la Trek Slash 2021 si presenta come una Mtb da enduro più al passo con i tempi.
Senza dimenticare la piacevole possibilità di modificare (su due posizioni soltanto) la geometria del telaio con il Minolink.

– Assetto in sella
Rispetto alla precedente, a mio avviso, è migliorato.
Si ha la sensazione di avere una posizione in sella meno “a sbalzo” sulla ruota posteriore rispetto alla precedente versione della Slash, grazie al piantone più verticale.
Il reach aumentato allontana il manubrio dalla sella e ti impone di spostarti di più verso la ruota anteriore che, nel frattempo, si è allontanata molto, per via dell’angolo di sterzo molto aperto e soprattutto di una forcella da 170 mm di escursione.
Insomma, la posizione in sella è quella di una bici cattiva, ma guidandola ti accorgi anche di altro.

– Cura costruttiva
E’ ben fatta e, anzi, segna un ulteriore passo in avanti per Trek da questo punto di vista.
La protezione sul fodero basso destro è molto più ampia e solida.
Apprezzabile la presenza di un movimento centrale filettato e non più pressfit; il multitool all’interno del tubo piantone (posizione che non spicca per originalità, ma sicuramente per praticità); il vano portaoggetti nel tubo obliquo (chiaramente ispirato a quello di un brand diretto rivale che inizia con la S…); il guidacatena con bashguard MRP di serie; le gomme tubeless di serie.

– Tuning ammortizzatore
Durante le uscite svolte ho sentito la mancanza di una terza posizione per l’idraulica in compressione.
L’ammortizzatore RockShox Super Deluxe Ultimate con Thrushaft ha due posizioni, Pedal e Open: la prima è molto indicata se si pedala su terreni molto compatti e scorrevoli, la seconda per la discesa.
Se ci si trova in salita su sterrato o single track ho spesso avvertito la necessità di una posizione intermedia, senza però trovarla.
E’ vero che è possibile un’ulteriore regolazione sulle basse velocità di compressione della posizione Open, ma questa mantiene la sospensione posteriore comunque troppo libera.
Per il resto il tuning è azzeccato e il funzionamento, in generale, è migliorato e più facilmente personalizzabile rispetto al Thrushaft di prima serie.

– Posizionamento ammortizzatore
E’ lì, in verticale, sotto al tubo superiore, ancora abbastanza facilmente raggiungibile stando in sella.
Durante l’uso, questa posizione riduce la quantità di detriti che raggiungono l’ammortizzatore, preservandone l’ottimale funzionamento.

– Peso telaio e/o bici
La bici non pesa poco, in assoluto: 14,76 Kg in taglia M/L, con gomme tubeless e senza pedali.
E parliamo di un modello di vertice.
Ovvero, se andiamo a guardare, una Trek Session C da Dh, con un montaggio di livello paragonabile, arriva a pesare intorno ai 16 Kg.
Il punto su cui riflettere è che le Mtb da enduro di ultima generazione hanno una ancora più spiccata vocazione gravity, al punto che il loro utilizzo in bike park o su piste da Dh non è vietato.
Questo richiede una solidità extra a cui corrisponde un peso extra.
Prendere o lasciare.

– Prezzo telaio e/o bici
Siamo a 8499€, cioè un prezzo da bici di alta gamma.
Inutile accendere ragionamenti tipo “Con questa cifra mi ci compro una e-Mtb” perché vuol dire che una Mtb da enduro non fa per voi.
8499€ sono tanti per una Mtb, ma il mercato, da anni, conferma che questi prezzi sono da considerarsi in linea.
Ad ogni modo, la gamma Slash 2021 prevede modelli in carbonio più economici e anche modelli con telaio in alluminio: a voi la scelta…

– Garanzia sul telaio
A vita per il triangolo principale (solo per il primo proprietario) e 3 anni per gli elementi oscillanti della sospensione posteriore: un classico per Trek. Qui trovate tutte le specifiche complete.

2 – COMPORTAMENTO IN SALITA
La catena da 30 denti (e non da 32 come detto erroneamente nel video) abbinata alla cassetta Sram 10-52 permette alla Trek Slash 2021 di salire con facilità un po’ ovunque.
Per migliorare l’efficienza di pedalata, però, è necessaria la posizione Pedal sull’ammortizzatore, altrimenti la fatica aumenta in modo subito avvertibile.

Il peso della bici e le gomme Bontrager SE5 ed SE4 Team Issue (da 2,6” davanti e 2,4” dietro) sono molto valide in discesa, ma in salita fanno sentire la loro “corporatura”, per cui lo sforzo per l’avanzamento aumenta.
Come ovviare alla cosa?
Ritmo controllato e/o buon allenamento nelle gambe, perché la Trek Slash 9.9 di ultima generazione non perdona: la discesa va conquistata, ma assicuratevi di avere ancora un margine di lucidità più abbondante, perché…

3 – COMPORTAMENTO IN DISCESA
…perché questa bici va davvero tanto tanto forte.
No, non è una frase di circostanza, né il cercare una frase ad effetto a tutti i costi.
Per come è concepita, dall’angolo di sterzo aperto fino alla forcella RockShox Zeb da 170 mm, questa bici, grazie anche alle ruote da 29” con cerchi Bontrager Line Elite 30 in carbonio OCLV, va davvero forte.
Ispira confidenza perché nel momento in cui riesci a posizionare in modo corretto il busto (cioè, caricando un po’ la ruota anteriore) è come se tutto iniziasse a funzionare in modo corretto: i 170 mm della forcella lavorano alla grande di concerto con la sospensione posteriore da 160.
Devi solo imparare (presto) a gestire velocità maggiori.
E più impari ad essere veloce e più lei ti spinge ad essere veloce.

Uno degli elementi chiave della sospensione posteriore della Trek Slash: il sistema ABP (Active Braking Pivot) permette alla sospensione di non perdere efficienza anche durante la frenata. Ciò è possibile perché l’asse del mozzo è concentrico (cioè sullo stesso asse) del pivot posteriore.
Questa soluzione non è prerogativa solo di Trek, ma negli anni conferma un funzionamento eccellente.
E questo comportamento eccellente si avverte tanto sui sentieri più veloci e battuti…
…quanto su quelli rocciosi e più impegnativi fisicamente.

Chiaramente, ad un certo punto, arriva il limite tecnico di chi guida, ma nel frattempo sei permeato da una quantità tale di adrenalina che… non ne potrai più fare a meno.
Gli unici pensieri che devi avere sono:
come tornare su, all’inizio di una nuova discesa?
guardare ancora più lontano con lo sguardo
devo trovare il modo per farmi un’uscita anche durante la settimana…

4 – COMPORTAMENTO SUL PEDALATO
Qui vorresti che la Trek Slash fosse più come la Fuel Ex, cioè meno “corazzata Potemkin” e più gazzella, ma nel complesso sono riuscito a prenderci abbastanza bene le misure.
E con il giusto allenamento, la si riesce a sfruttare bene, apprezzandone quel che resta della polivalenza delle Mtb da enduro degli esordi.
Basti pensare che con la Slash in questione sono riuscito a fare un giro che altrimenti avrei fatto con una e-Mtb oppure con una trail bike.
Alla fine ero stanco, sì, ma davvero gasato per l’overdose di adrenalina alla guida.
A mio avviso, questo è ampiamente sufficiente.

In conclusione…
La Trek Slash 9.9 2021 è una bici, ahimè, per pochi, perché richiede allenamento, tecnica di guida e un certo spessore di portafoglio.
Poi, chiaramente, è un bell’oggetto che, messo in garage, appaga davvero tanto, anche se siamo a corto di capacità di guida.
Anzi, a questa platea posso dire che la Slash di nuova generazione si comporta, nei loro confronti, come un’amica generosa e comprensiva.
Se sbagli o non sei capace di portarla a fondocorsa, lei mantiene un comportamento prevedibile e facile.
Della serie, “Ok, non sei bravissimo, ma possiamo comunque andare d’accordo…”

Per informazioni TrekBikes.com

PS: quanto scritto in questo articolo test è basato anche sulle sensazioni maturate nel corso di varie uscite, ovvero: 

Quando dalla e-Mtb torni sulla mountain bike succede che…

Mtb da enduro VS e-Mtb: 2ª parte. Tenere alta la velocità è più difficile

Simone Lanciotti

Salve, mi chiamo Simone Lanciotti... e sono un appassionato di mountain bike come voi. Mi piace talmente tanto raccontare la mia passione per la Mtb che circa 20 anni fa ne ho fatto una professione. MtbCult.it è la stata la prima rivista che ho creato; poi eBikeCult.it e infine BiciDaStrada.it. La bicicletta in generale è stata ed è ancora per me una scuola di vita. Quindi, il viaggio continua e grazie per il contributo che date al nostro lavoro. Di seguito potete trovare tutti gli articoli firmati dal sottoscritto. Simone Lanciotti