scritto da Simone Lanciotti in Biciclette,Test il 26 Giu 2015

SHORT TEST – Mondraker Dune Carbon RR: se sei deciso ti premia

SHORT TEST – Mondraker Dune Carbon RR: se sei deciso ti premia
        
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LEOGANG – Strano, ma ormai la Forward Geometry non fa più lo stesso effetto di una volta.
Quell’effetto di essere in sella a una bici davvero fuori dal comune.
E’ vero che in parte qualcosa è diventato meno estremo rispetto alle prime versioni, ma è anche vero che molte delle rivali della Dune Carbon, oggi, propongono un assetto in sella molto simile.
Per cui salire sulla progenitrice della Forward Geometry non crea più imbarazzo.
Sembra di guidarla da sempre.

Mondraker Dune Day II-388

L’attacco corto da 30 mm (foto sopra), il manubrio largo (78 cm) e il tubo piantone in piedi aiutano a controllare la bici in modo esemplare.
Il modello che ho provato è la Mondraker Dune Carbon RR (qui tutti i dettagli tecnici), più orientata alla pedalata rispetto alla XR che, a giudicare dal reparto sospensioni, dev’essere davvero cattiva in discesa.
La Fox 36 Float Rc2 da 170 mm fa un certo effetto…

Mondraker Dune Launch-132

Insomma, fatte le regolazione del Sag, prendo e vado, anche se fuori piove e i sentieri ormai sono più che scivolosi.
Si sale con la cabinovia e si prova su una pista di Leogang, in vero stile bike park con curve in appoggio, doppi e quant’altro.
Bello, però, la Dune Carbon merita un sentiero vero perché l’enduro non si corre in bike park.
Le prime curve mi fanno capire che la musica rispetto alla versione in lega (che avevo provato brevemente due anni fa) è cambiata: la precisione di guida è molto maggiore e il carro, anche quando si forza in uscita di curva (vi ricordo che siamo in bike park), non dà la sensazione di scomporsi.
Una roccia, che invita a spingere di più.

Mondraker Dune Day II-442

Ok, cerco un sentiero vero o qualcosa che gli somigli.
Torno su, anzi, più su e si entra in una sezione più “natural”.
Ecco quello che cercavo: sentirmi a mio agio sulla Dune Carbon, anche solo per poche ore.
La Forward Geometry è una garanzia di stabilità, e di sicurezza anche.
Sei nella bici, sei tu ad avere il controllo e, rispetto alle prime versioni, oggi non sembra più un prodotto alieno.
Solo una cosa però: alzerei l’attacco manubrio perché la posizione di sella ti impone di stare molto caricato sull’anteriore.
In discesa è un vantaggio se stai guidando a caccia del tempone, ma alle lunghe stanca e diventa molto impegnativa.

Il margine di regolazione in altezza dell'attacco manubrio potrebbe essere più ampio. Il cannotto della forcella (troppo corto) non concede molte regolazioni.

Il margine di regolazione in altezza dell’attacco manubrio potrebbe essere più ampio. Il cannotto della forcella (troppo corto) non concede molte regolazioni.

Un centimetro più alto potrebbe andare bene, ma… non c’è un centimetro in più di cannotto di sterzo della forcella perché è stato tagliato “a filo”.
Mmmh… qui si potrebbe fare meglio.

Mondraker Dune Day II-215

Cerco allora un po’ di sostegno in più dalla forcella, per evitare di scomporre troppo l’assetto sul ripido e/o in frenata.
La nuova Fox 36 Float Fit4 permette ora di regolare la compressione alle basse velocità su un range molto ampio e questo permette al manubrio di restare più in alto in discesa.
Ok, all’assetto ho rimediato abbastanza bene, ma la forcella è diventata un po’ più brusca.
Le servirebbe un po’ di progressività in più, aggiungendo uno spacer nella camera positiva, in modo da ridurre un po’ la pressione.
Ma mi sto perdendo nelle regolazioni della forcella.

La Dune Carbon intanto continua a scendere.
Sono io che su questo fondo viscido non riesco a concederle più di tanta velocità, ma la cosa che stupisce è quanto rigorosa sia questa bici.
Che tradotto significa che tollera poco, che richiede attenzione e che forse con sospensioni più orientate alla Dh (cioè quelle della sorella Xr) sarebbe un po’ più facile.
La RR è una bici con un’attitudine maggiore alla pedalata e la conferma avviene ogni qualvolta aumento la piattaforma dell’ammortizzatore posteriore: nella posizione da salita del registro di compressione la sospensione quasi non si muove più.
E’ una cosa che molti pedalatori-escursionisti apprezzeranno perché, fra l’altro, non inficia sulle prestazioni in discesa.

Mondraker Dune Day II-368

Una nota conclusiva la merita la sospensione posteriore.
Siamo nell’ambito delle sospensioni a pivot virtuale e Mondraker ha portato la Zero System a un livello di efficienza molto elevato, tanto in discesa (dove la capacità di assorbire i piccoli impatti è quasi proverbiale) quanto in salita (grazie soprattutto al tuning dell’ammortizzatore Fox).
La caratteristica di guida che più di tutte ripaga è la decisione: se indugiate o se non avete padronanza del mezzo la Dune Carbon può sembrare difficile, perché è rigida e reattiva.
Se sapete darle del tu in discesa (sull’asciutto è più facile) allora cominciate a sentire le somiglianze con la Summum Carbon tanto decantate dai tecnici di Mondraker.

Mondraker Dune Day II-370

Leogang non mi ha permesso di dire molto di più su questa bici, complice un maltempo impietoso che ha costretto lo staff Mondraker ad annullare l’uscita più endureggiante prevista.
Peccato, ma sono certo che MtbCult avrà modo di rifarsi il prima possibile con un test vero…

        
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