Luca Braidot sul percorso olimpico: le emozioni e le sensazioni della vigilia

Daniele Concordia
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COMUNICATO UFFICIALE

Luca Braidot sul percorso olimpico: le emozioni e le sensazioni della vigilia
L'atleta azzurro ci racconta l'avvicinamento all'appuntamento olimpico in programma alle ore 08.00 di lunedì 26 (ora Italiana): come sta, le insidie del tracciato, i paragoni con Rio '16 e chi sono gli avversari da tenere d'occhio.
Poi le emozioni per la prima volta di Santa Cruz alle Olimpiadi.

Luca Braidot sul percorso olimpico



Avete già puntato la sveglia per lunedì mattina? Noi si! L'adrenalina inizia a salire anche qua, a  così tanti chilometri di distanza. Figuratevi come sarà per il nostro Luca Braidot. Chissà cosa starà pensando e come si sentirà lui che sta vivendo tutto questo da protagonista, che in questo momento si trova in Giappone con la selezione azzurra e che tra poco più di 60 ore sarà al via della sua seconda olimpiade e sarà il primo atleta della storia a farlo in sella ad una bicicletta Santa Cruz. Siete curiosi di saperlo, vero? Nessun problema, ci abbiamo pensato noi a raggiungerlo telefonicamente per farci dire qualcosa in anteprima, per stemperare un po' la tensione e dargli l'ultima dose di carica prima della gara di lunedì.

- Ciao Luca, per prima cosa...come stai!?
- Direi benissimo. Siamo arrivati in Giappone tra lunedì e martedì ma ci siamo già ambientati. Il fuso è già stato assorbito ed ora siamo già concentrati sull'obbiettivo. Il clima è perfetto e mi sa che questa volta sarà la volta buona che finalmente faremo una gara sull'asciutto perché quest'anno in coppa non ne abbiamo fatta una che non fosse bagnata. Quindi, condizioni favorevoli.


- Parlaci del tracciato, è davvero così tosto come appare dalle immagini?
- A dire il vero è tutta scena. É tecnico, ma dal vivo ti rendi conto che non è nulla di più di un tracciato di coppa. In effetti si, è più scena che altro, basta trovare le linee giuste e poi stare attenti a ripassare sempre dallo stesso punto. È lo stesso tracciato del test event del 2019. Nessuna novità. Le sezioni tecniche sono tutte artificiali quindi nulla di impossibile. Per intenderci, di sicuro non è come un Mont Sainte Anne in cui giro dopo giro non sai cosa aspettarti e di sicuro si fa meno fatica a stare in piedi rispetto alla gara di quest'anno a Les Gets.

- A proposito di stare in piedi, abbiamo visto le tue foto alla prova tracciato di questa mattina, cosa è successo?
- Quella dove sembra che mi sono rotolato nella terra? - ride - Ecco appunto, nulla di grave. Era il secondo giro di prova di questa mattina e su un passaggio ho provato una linea differente ma sono arrivato un pelo troppo forte e quando me ne sono reso conto era ormai troppo tardi. Ho perso l'anteriore un po' alla Valentino Rossi, ma senza alcuna conseguenza. Credo sia stato divertente per chi mi ha visto, ma ripeto, nulla di che, anche la mia foto è più scena che altro.

Luca Braidot sul percorso olimpico

- Rispetto all'olimpiade di Rio, questo tracciato è più o meno difficile?
- Rio era differente, spezzato a metà da una salita lunga seguita da una lungo tratto in pianura. Qui invece è tutto più intenso, salite brevi seguite da discese tecniche. Sarà tutta un'altra storia insomma.

- Quindi un tracciato favorevole a...?
- ...a chi andrà più forte! Scherzi a parte, diciamo che sicuramente non è un tracciato che sorride agli scalatori. Quindi conta solo avere la migliore condizione e andare forte. Calcola che in gara si girerà tra gli 11 ed i 12 minuti ma senza mai un metro per prendere fiato. Come ho detto prima, quest'anno non abbiamo mai corso in queste condizioni, quindi non avrei un favorito principale, soprattutto considerando che saremo in 38 al via, quindi il numero si ristringe parecchio. Tutti sono da tenere d'occhio anche se rispetto alla coppa qui non ci possono essere dei veri e propri out-sider. Sarà come correre un XCO in formato XCC insomma. Tutto può accadere, ma mi piace pensare che anche gli altri quando guardano a chi potrebbe essere l'avversario da tenere d'occhio possano tenere in considerazione anche il mio nome.

Luca Braidot sul percorso olimpico

- E tu come stai ora?
- Incrocio le dita per scaramanzia, ma ad essere sincero sono nella miglior condizione della stagione, forse la migliore di sempre. Ho fatto tutto come da programma ed eccomi qua, al top. Ora tocca a me. Prima mi chiedevi il paragone con Rio, beh...oggi mi sento decisamente più competitivo dell'olimpiade del 2016. Da allora sono cresciuto molto e mi sento anche sportivamente più maturo. Le prove in crescendo nella coppa di quest'anno ed anche l'italiano, seppure guastato dalle due forature, mi hanno dato un gran morale. Ecco, se c'è una cosa che spero è di aver lasciato la sfortuna in Europa. Diciamo che sono disposto a riabbracciarla al mio ritorno se qui promette di lasciarmi correre in pace.

- E come stai vivendo la responsabilità di essere il primo "olympic-ambassador" della storia di Santa Cruz?
- Una grande responsabilità, ma anche un grandissimo onore. Stiamo tenendo un profilo basso per scaramanzia ma ogni giorno ricevo messaggi di sostegno ed incoraggiamento da parte dei ragazzi di Santa un po' da tutto il mondo. È una cosa bellissima che mi da una carica pazzesca. Per noi - Santa's Boys - questa è già una piccola vittoria, vada come vada. Sarà davvero speciale e per questo voglio onorare al meglio ogni istante della mia partecipazione. Per rispetto verso la maglia azzurra in primis, ma anche per tenere alti i colori del mio team e riconoscenza nei confronti degli sponsor che mi danno sostegno.

Grazie Luca. Anche noi siamo scaramantici e per il momento non abbiamo nient'altro da aggiungere se non un grande: "in bocca al lupo"!


Ecco Luca Braidot sul percorso Olimpico, insieme a Nadir Colledani:


Qui le info per seguire le gare Xc delle Olimpiadi:

Se volete saperne di più sulla nuova Santa Cruz Blur, cliccate qui:

Per altre informazioni visitate SantaCruzBicycles.com o FocusItaliaGroup.it

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Sull'autore
Daniele Concordia

Mi piacciono il cross country e le marathon, specialità per le quali ho un'esperienza decennale. Ho avuto un passato agonistico sin da giovanissimo, ho una laurea in scienze motorie e altri trascorsi professionali nell’ambito editoriale della bici.

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