Il 4Enduro si ferma: «Per l'Enduro solo briciole»

Francesco Savona
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Il 4Enduro si ferma: «Per l'Enduro solo briciole»

Francesco Savona
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È di qualche giorno fa la notizia che, nel 2025, lo storico circuito piemontese 4Enduro si prenderà un anno di pausa.
Per conoscere le motivazioni che hanno portato a questa decisione "sofferta" abbiamo fatto due chiacchiere con Luigi De Santi, Organizzatore e PR Corporate del 4Enduroseries.
Ma prima di parlare del presente e del futuro, facciamo un salto nel passato.

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Nel lontano 2008 nasceva il mitico circuito nazionale del Superenduro, organizzato da Enrico Guala e Franco Monchiero. Erano i tempi d'oro della disciplina, impazzava l'Enduro Mania e sulla scia del successo riscosso dalla formula del SE, che permetteva a Pro e amatori di competere sugli stessi trails, nascevano numerosi circuiti regionali.
Ma è solo nel 2013 che vede la luce il circuito piemontese 360enduro, precursore di quello che, nel 2017, sarebbe diventato il 4Enduro.

Otto anni di successi

Lasciamo la parola direttamente a Luigi (nella foto in basso), Luis per gli amici, che ci ha raccontato brevemente la storia del 4Enduro.

«Il 4Enduro vede la luce nel 2017, con sette edizioni disputate e una annullata nell'anno della pandemia - spiega Luigi - Nasce sulle ceneri del Superenduro, con la voglia di portare avanti la filosofia del 360enduro, perché alla fine i terreni di gara erano gli stessi: CoggiolaPogno, per citare gli spot più rinomati».

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«Eravamo abili nell'organizzazione, registravamo quasi sempre il sold out, con oltre 400 iscritti per gara; poi la flessione fisiologica con circa 200/250 partecipanti negli ultimi due anni».

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Arrivano ospiti "illustri"

Il 4Enduro diventa rapidamente un circuito di successo, con atleti internazionali del calibro di Florian Nicolai, che nel 2021 partecipò alla tappa di Pogno, e del fortissimo Gregory Callaghan, al via nella tappa 2024 disputatasi presso l'Oasi Zegna.

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«Erano gare di caratura nazionale, sia come tecnicità dei percorsi sia come lunghezza e dislivelli affrontati - prosegue Luigi - Gli atleti venivano da tutta Italia, non solo per la voglia di cimentarsi coi beniamini italiani della specialità, come i fratelli Lupato, Davide Sottocornola e Matteo Raimondi (foto in alto), ma perché gli atleti prendevano punti per il ranking nazionale».  

Una decisione sofferta

Alla luce dei successi registrati, anche negli anni recenti, chiediamo a Luigi il perché di questa decisione tanto sofferta...
«Avevamo bisogno di tirare il fiato. Sono stati otto anni intensi, mediamente con quattro/cinque tappe da organizzare per ogni stagione. Eravamo stanchi e alla fine ci siamo voluti prendere un anno sabatico».

Naturalmente con Luigi parliamo anche d'altro, della "salute della disciplina" in Italia e all'estero.

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Il sottoscritto ai nastri di partenza alla tappa di Pogno del 2017, quasi dieci anni fa...

- Luis, la situazione un po' confusa dell'enduro a livello nazionale e internazionale ha avuto un peso su questa decisione?
- Beh, sicuramente ha influito. La situazione Enduro a livello mondiale è in evoluzione, non è ancora ben chiaro cosa stia succedendo, per cui vogliamo vedere cosa fanno gli altri. Bisogna trovare nuove formule per dare nuova linfa alla disciplina, anche perché dopo quasi vent'anni di fare sempre le stesse cose, la gente si annoia, ci sta un calo fisiologico.

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E in tal senso, una sferzata a tutta la disciplina, potrebbe arrivare dal nuovo circuito All Enduro messo in piedi da Franco Monchiero, uno dei due storici creatori del Superenduro.
Ma questa è un'altra storia, qui trovate il link all'articolo realizzato dal direttore Simone Lanciotti.

- Torniamo a noi: L'arrivo delle e-Mtb come ha influito?
- La contrazione del mercato delle Mtb ha influito e non poco, perché le bici da Enduro non si vendono più come una volta, il potenziale cliente delle gare di enduro adesso acquista l'e-Mtb, e fa un altro sport».

Lo zampino della crisi

«E poi - prosegue Luigi - la crisi del settore degli ultimi anni ha influito pesantemente. L'organizzazione di questi circuiti è estremamente dispendiosa e senza il supporto degli sponsor diventa praticamente impossibile sostenere tutte le spese. Coi budget ridotti delle aziende, le gare su strada portano via il grosso dei contributi a carico degli sponsor. Resta qualcosina per le gare Xc, mentre per l'Enduro spesso restano solo le briciole».

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Il futuro del 4Enduro

Naturalmente, con Luigi parliamo anche del futuro del circuito 4Enduro, per informare e rassicurare in qualche modo i lettori e i fedeli del circuito piemontese: questo è un addio o un arrivederci?

«La nostra convinzione è che l'Enduro abbia bisogno di una svolta - conclude Luigi - Crediamo fortemente che fermarsi e trovare nuovi soluzioni sia la scelta migliore, per tornare più forti che mai».

Qui trovate tutti gli altri articoli dove abbiamo parlato del 4Enduro.

A questo link, invece, trovate, la pagina web del 4Enduro.

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Sull'autore
Francesco Savona

Mi affascina il mondo delle e-bike, soprattutto quello legato alle bici da trail e da enduro, specialità nella quale ho corso per qualche anno, quando ancora l'elettrico non esisteva. Ma sono anche un amante dei lunghissimi giri alpini, per intenderci quelli epici, da bici in spalla... Ho anche un trascorso professionale ventennale nell'ambito editoriale delle moto

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