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Christoph Sauser ci racconta la sua Transvesubienne in sella a una Specialized Turbo Levo Fsr.
Tanto per dare qualche coordinata, la Transvesubienne 2016 si è tenuta il 14 e 15 maggio scorsi, portando gli atleti da Nizza a Roquebilière, nell’alta Valle Vésubie, il primo giorno, e dalla stazione montana di La Colmiane a Nizza il secondo giorno. Insomma, dalla Costa Azzurra alle Alpi Marittime e ritorno!
Sauser ha gareggiato nella categoria e-Bike e, se ricordate, già alla Sea Otter, lo avevamo visto alle prese con la e-bike di casa Specialized

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Ho corso la Transvesubienne già due volte, ma mai con una e-bike. E’ stata una grande prova anche per imparare bene a capire come funziona la Specialized Turbo Levo.

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Ogni anno il percorso della gara cambia un po’, ma il suo carattere non cambia mai: “una sfida difficile, ruvida e super tecnica!”
Con o senza motore non importa!

Il sabato (14 maggio, ndr) abbiamo dovuto pedalare da Nizza fino in montagna (67 km / 2500m di salita) e solo due brevi tratti sono stati cronometrati.

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Ho corso le due prove Speciali in modalità Turbo, mentre per i collegamenti ho preferito la modalità Eco (25%).

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Con la Levo è possibile ottimizzare le diverse modalità tramite l’applicazione Mission Control.

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Durante le due Speciali, non ho avuto alcuna possibilità contro i local, che erano super veloci e conoscevano il percorso come le proprie tasche.

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Durante il resto del percorso è stato bello poter chiacchierare con gli altri piloti, controllando lo stato di carica della batteria o semplicemente mangiando baguette all’ombra.

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Tra l’altro ho potuto avere sempre sotto controllo i dati del motore e della batteria tramite il Garmin e sapevo sempre cosa stava succedendo al motore in termini di erogazione della potenza e sullo stato della batteria.

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La gestione della batteria è stata molto importante.
Vista la distanza totale della gara, una sostituzione della batteria era permessa. Io per lo più ho corso in modalità Eco e, probabilmente, per il 20% in modalità Trail.
Qui potete vedere come ho configurato le mie due batterie con l’applicazione:

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In tutte e tre le modalità (Eco, Trail e Turbo) ho impostato la potenza massima del motore all’85% e l’accelerazione su normale. Tutto per salvare la carica della batteria.
Non ho voluto mai seriamente spingere la bici al massimo.
La batteria era al 5% al primo cambio e al traguardo finale pure.

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Anche se in realtà io non ho visto il traguardo alla fine della gara…
Infatti, ho preso una strada sbagliata a 15 km dal termine!
Ero al secondo posto molto vicino al primo, ma mi sono confuso e ho seguito il percorso di una gara di running. Poi mi sono completamente perso nel mezzo della città di Nizza, cercando di ritrovare in qualche modo l’arrivo.
Non ero solo io a essere molto disidratato ma anche la mia batteria!
Devo dire che la bici, però, è abbastanza manovrabile anche senza motore, pur pesando più di 20 kg.

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La Transvesubienne non è paragonabile alla gara di 45 minuti che ho fatto alla Sea Otter Classic ad aprile.
Una delle cose più difficili è stata dover essere concentrato tutto il tempo. Anche nelle salite tecniche o nei single track pianeggianti mi sono sentito sotto pressione, perché si deve rimanere sempre in allerta, dal momento che si può andare più veloce che su una bici normale.

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Gestire i colpi di pedale (evitando di colpire le rocce o le radici), sistemare il reggisella in posizione ideale, distribuire il peso… tutto deve accadere molto più velocemente!

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Ovviamente questo non ha importanza se si guida la propria e-bike sul giro rilassato della domenica, ma se hai il fiato sul collo di alcuni Frenchies velocissimi su piste folli, allora è una storia completamente diversa!

(Fonte: IamSpecialized.com, foto: Michael Cerveny)

Redazione MtbCult

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