scritto da Simone Lanciotti in Storie il 12 Ott 2016

Cos’è stato e cosa sarà il Flow Festival: lo spiega Enrico Guala

Cos’è stato e cosa sarà il Flow Festival: lo spiega Enrico Guala
        
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FINALE LIGURE – Che cos’è diventata questa località nel cuore di milioni di appassionati di mountain bike di tutto il mondo? E’ una capitale, un punto di incontro, una meta nella quale passare le vacanze (magari anche con la famiglia) oppure un weekend (per poi scoprire che un weekend non basta), è una location agonistica (leggasi 24 Ore ed Enduro World Series) oppure, com’è successo quest’anno (per la prima volta in maniera più convinta e convincente), è un’occasione per scoprire, toccare con mano e provare molte delle novità 2017.

flow festival

L’Ews è stato sicuramente il motivo di maggiore richiamo, ma quest’anno non è stato l’unico. Anche il Flow Festival ha svolto la sua parte.

Quest’anno il Flow Festival è stato una rivelazione e, seppure in una fase ancora embrionale, ha fatto apprezzare a molti l’intuizione che ne rappresenta il fondamento: una piattaforma di incontro fra i marchi, i propri dealer, i media e gli appassionati.

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Finale for Nepal si è svolto il weekend prima del Flow Festival e ha portato il freeclimbing sulla piazza principale della cittadina ligure.

L’intuizione è di Enrico Guala e del suo staff che conoscono Finale Ligure e le sue potenzialità meglio di chiunque altro. Passata la sbornia di emozioni e il clamore dell’ultima tappa dell’Enduro World Series (nonché le premiazioni del circuito Superenduro 2016) ho avuto modo di fare due chiacchiere con Enrico Guala, per capire qual è la sua visione sul futuro di Flow Festival.

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Enrico Guala

– Enrico, che cos’è innanzitutto il Flow Festival?
– Flow Festival è una delle espressioni della cultura bike che esiste a Finale Ligure. Qui c’è la cultura della bici che ormai è entrata anche nella cultura delle persone del posto, di tutte le età, ciclisti e non. La bici è una risorse importante e qui l’accoglienza verso chi va in bici è enorme.

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Toccare con mano le novità

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Vibram metteva a disposizione il servizio di risolatura delle scarpe da sport.

– Qual è l’obiettivo che si pone Flow Festival?
– E’ ancora una cosa embrionale, ma abbiamo le idee chiare su quello che vuole diventare, ovvero un evento in cui le aziende incontrano i propri consumatori e i propri dealer. I dealer, se guardiamo come stanno le cose oggi, sono un po’ l’anello un po’ meno considerato nella catena di vendita perché gli utenti sono sempre più preparati (o almeno pensano di esserlo) e sanno già cosa cercano.

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Anche i media sono stati coinvolti nel Flow Festival con incontri mirati. Qui con Alpinestars.

Noi vorremmo fare in modo che le aziende un mese dopo Eurobike, visto che molto spesso sono già disponibili i materiali dell’anno venturo, possano venire qui per far provare i loro prodotti.
Flow Festival non sarà mai un evento per beginner perché il livello di chi pedala qui a Finale è medio-alto.

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Per pedalare e guidare a Finale Ligure non occorre essere dei pro’, ma di sicuro il livello tecnico dei sentieri non è alla portata dei principianti.

Possiamo far provare un’esperienza e infatti l’hashtag per Flow Festival ha a che fare con “esperienza”, che deve essere vera, non come Eurobike o come il concetto classico di fiera. Flow Festival è un posto dove si possono fare esperienze sul territorio, vivere un esperienza di riding, con una bici in test oppure con la propria bici, e viverle in un posto unico al mondo.
Poi c’è l’Enduro World Series che qui a Finale Ligure trova una varietà di tracciati e di proposte davvero enormi.

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Anneke Beerten e Jerome Clementz durante una sessione di autografi subito dopo la gara dell’Ews

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Non dimentichiamoci che qui a Finale viene l’industria della Mtb a fare test.
Jerome Clementz ha provato per la prima volta la RockShox Pike sul Little Champery di Finale.
E lo stesso vale per tanti altri atleti e tanti altri marchi.

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– E’ stata una mia sensazione oppure il numero dei presenti non era tanto diverso rispetto al passato?
– Le attività di Flow Festival sono state tante e molte non si sono viste. Gravity School, Raida come mangi, Ews Experience, cioè il pubblico può assistere alla gara con la propria bici con il supporto di una guida e di uno shuttle.

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Jack Bisi di Raida come mangi

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Luca Masserini della Gravity School

E con l’aperitivo finale nel truck Sram. E tutto questo stando sempre in bici. C’erano molti più stand dello scorso anno e la piazza era più piena.
– E va detto che c’è stata una crescita evidente di pubblico sulle Speciali…
– L’Enduro World Series parla all’Enduro World Series e alla gente appassionata. Flow Festival ha parlato al pubblico della Mtb, cioè a un pubblico più eterogeneo.
Finale Ligure è comunque una forza.
A Finale posso pensare di venire qui con la mia famiglia e Flow Festival ha parlato anche a queste persone, e queste persone si sono trovate a Finale e sono andate a vedere l’Ews. Flow Festival ha anche spiegato come accedere alle Speciali: venite a vedere lo spettacolo dell’Ews.

enduro world series finale ligure

Katy Winton

Anche la presenza di Sam Hill ha influito e in molti sono venuti qui a vederlo.
Nel futuro di Finale ci sarà una maggiore integrazione fra le varie attività outodoor (costituite da persone che fanno tanti sport e che condividono valori molto simili fra di loro) possibili nel finalese, ovvero con quelle per le quali il concetto di “flow” è fondamentale.

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Così come lo è per la Mtb, lo è anche per il freeclimbing.
Con Finale For Nepal (un evento sportivo, culturale e musicale, ndr) due sport hanno iniziato a parlarsi e sarà sempre più implementato in tal senso.
E’ Finale il protagonista dell’Ews e l’Ews viene qui perché qui c’è Finale.
Vorrei che il Flow Festival diventasse una piattaforma tramite la quale, in modo genuino e spontaneo, le aziende facciano attività con i propri interlocutori perché qui di attività se ne possono fare tante e vere, perché qui ci sono i sentieri e questa è una grande opportunità. Poi, sta alle aziende organizzare i propri eventi.
Noi siamo la piattaforma.

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Stesso discorso per gli erogatori di servizi, come la Gravity School o Vibram e, quindi, per l’industria che può creare e promuovere la propria attività fatta in una località iconica come Finale.
Quest’anno c’era tanta gente straniera, grazie anche a un periodo favorevole di festività in Germania, ma questo è una cosa normale per Finale.
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– Tiriamo un po’ le somme. Prima edizione: com’è andata?
– Non mi aspettavo che la parte action fosse così piena, perché siamo partiti tardi e non c’è stato un lavoro di preparazione.
C’è un gran potenziale ma bisognava fare un po’ più di pubblicità e mi ha stupito la partecipazione in loco, cioè di quelli che si sono iscritti e hanno fatto “cose”.

Il servizio lavaggio offerto da Resolvbike

Il servizio lavaggio offerto da Resolvbike

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Ho visto che le attività organizzate all’interno di Flow Festival hanno funzionato così come hanno funzionato le attività i cui operatori si sono organizzati sulla piattaforma di Flow Festival.
Se vogliamo, quindi, Flow Festival è un’area attrezzata per fare cose.
Ho trovato buona la partecipazione dei dealer, abbiamo avuto negozianti dall’Abruzzo, dalla Sardegna per citare quelli un po’ più lontani, perché anche per loro Finale è Finale.

– E il prossimo anno?
– Punteremo di più sulla parte dealer+consumatori: credo che ci sia davvero bisogno che il dealer sia “portatore sano di esperienza”, perché il dealer che riesce a trasmettere le impressioni di uso di un prodotto ha un valore maggiore.
Ci serve una partecipazione di qualità.

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– Più e-bike il prossimo anno?
– Quest’anno fra le tante cose che sono successe abbiamo avuto tante richieste per i test di e-bike e questo è un segnale importante. E’ un enorme potenziale, ma trovo che si debba capire bene quali siano gli ambiti di massima espressione di una e-bike.
Per assurdo, io preferisco salire su un sentiero tecnico con una e-bike e scendere su un sentiero flow piuttosto che il contrario.
Questa è una nuova sfida che si chiama “selezione dei percorsi”, ovvero come usarli, in quale senso di marcia andare e iniziare a risolvere eventuali conflitti con chi utilizza la Mtb in modo diverso.
Questo è un problema molto sentito in America.

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E adesso torniamo a Flow Festival.
Fra le attività che hanno avuto una particolare presa sul pubblico (molto più di quanto previsto) ci sono state quelle della Gravity School di Luca Masserini.
Insegnare agli appassionati a guidare e a sentirsi più a proprio agio sui sentieri è uno degli obiettivi che questi ragazzi perseguono (con grande successo) da diverse stagioni. Ecco cosa è stata l’edizione 2016 di Flow Festival per Gravity School (qui le info sulle loro attività), tramite le parole di Luca Masserini:

«Innanzitutto devo ringraziare lo staff di Flow Festival per averci dato un’occasione così speciale per vivere la mountain bike in un contesto che fa un’invidia (sana) a tutto il mondo: non ce n’è, Finale è magnifica, poi con quelle giornate ancora estive da costume e bagno in mare…

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Luca Masserini della Gravity School all’opera

Abbiamo portato mini corsi di pumptrack, balance time (propriocettività con tavolette, palle mediche, fitball, indoboard e yoga) ed e-bike.
La pump rimane un lavoro indispensabile per principianti e pro’, ma già lo si sapeva. Grande attenzione sul discorso balance visti i benefici che si ottengono nello sport e nella vita di tutti i giorni, soprattutto dopo una certa età…

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Esercizi di coordinazione ed equilibrio con la Gravity School

L’elettrico è stato una vera e propria esplosione: pensate che nei quattro giorni è stato raddoppiato il numero dei corsi rispetto al previsto.
Il 90% tra uomini e donne era alla prima esperienza e dopo una corretta infarinatura, aiutati da un contesto da cartolina e trail perfetti per l’utilizzo assistito, il 100% è rimasto entusiasta.
Diversi partecipanti si sono iscritti a più uscite e in molti tornano a casa con il desiderio di acquistare una e-bike o cambiare la propria front con qualcosa di più sostanzioso, viste le sfide impensabili superate o ancora da superare.

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Il programma delle attività previste dalla Gravity School è stato intensificato per via delle richieste di partecipazione ricevute.

Ragazzi credeteci, la mountain bike elettrica è come fare l’amore con il Viagra! Ringrazio gli amici di Bikappa Bikes di Genova, che hanno creduto fin da subito al progetto e ci hanno dato una grandissima mano, e 4Guimp per averci prestato diverse e-bike nei momenti di delirio».

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Fra i diversi aspetti che renderanno Flow Festival sempre più interessante in futuro c’è proprio quello del vivere la Mtb realmente. Con la propria bici e/o con una bici presa in prestito si può pedalare e scoprire sentieri che non hanno eguali al mondo e che realmente tutto il mondo ci invidia.
Durante il Flow Festival Festival, infatti, di test e di incontri ne abbiamo fatti diversi e il prossimo anno, se Guala e il suo staff continueranno in questa direzione, le cose possono solo che migliorare.

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Magari non sarà mai un evento di massa (esistono già Eurobike, Cosmobike, Bike Experience e Bike Summer Festival), ma qui si punta sul vivere realmente un’esperienza da biker, su sentieri e strade dal fascino assoluto.
Anche a prescindere dall’Enduro World Series.
Avanti così!

Per informazioni Flow-festival.it

        
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