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Si è appena lasciata alle spalle l’anno dell’esplosione e dei primi titoli. Le medaglie conquistate alle Olimpiadi Giovanili di Pechino, il titolo italiano junior nell’Xc e nell’ Eliminator, un buonissimo ottavo posto al mondiale di Hafjell e l’appendice positiva del ciclocross (ha duellato con Alice Maria Arzuffi per la maglia rosa al Giro d’Italia) e poi quarta all’europeo). Il 2015 lancierà altri segnali importanti a Chiara Teocchi, anche se forse arriveranno minori soddisfazioni in termini di risultati, considerando il passaggio nella nuova e più impegnativa categoria under 23. La bergamasca, classe 1996, è al momento il miglior talento azzurro del cross country. Un patrimonio da custodire e su cui lavorare e migliorare. Lo sanno bene il Team Bianchi, che gli ha rinnovato per due anni il contratto, e il cittì Hubert Pallhuber.

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– Chiara, il 2014 è stato per te un anno magico.
– Ho ottenuto vittorie importanti ma ho anche accumulato tanta fatica per via delle molte trasferte. Adesso arriva il piatto forte, con il passaggio tra le under 23. Il livello è altissimo, ci sono grandissime atlete al via nelle prove di Coppa del mondo e mi sto preparando al massimo per abituarmi il prima possibile al salto.

– Che obiettivi hai per questa stagione?
– Mi piacerebbe togliermi qualche soddisfazione ma so che da primo anno non sarà facile. Conto di prendere nel modo giusto anche le batoste. Bisogna crescere con calma.

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– Quanto ti vedremo sui sentieri?
– Alla Bardolino Bike del 9 marzo. Poi agli Internazionali d’Italia e in Coppa del mondo.

– Come hai impostato la nuova preparazione?
– Ho costruito una buona base con il ciclocross, praticamente non mi sono mai fermata. Con il mio preparatore atletico Maurizio Cominelli abbiamo cambiato qualcosa, anche perché le gare si allungheranno fino a un’ora e quaranta circa. Sono una biker esplosiva, come dimostra la mia vittoria nell’italiano Eliminator. Devo perciò migliorare nella resistenza.

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– Con chi ti alleni?
– Cerco sempre di uscire in gruppo, anche perché così posso sempre imparare dagli altri. Spesso mi fanno compagnia il mio ragazzo Luca Merelli e Mara Fumagalli.

– Perché l’Italia non ha una biker forte che stia in mezzo (anagraficamente) tra la veterana Lechner e voi giovanissime? Le altre Nazioni invece sfornano Neff e Ferrand-Prevot: solo fenomeni o c’è di più?
– Perché Svizzera e Francia investono molto di più sulla Mtb. C’è molto più interesse e attenzione verso le categorie giovanili, una politica che in Italia è venuta a mancare per molti anni. Ultimamente le cose sono cambiate. E con Pallhuber sono arrivati gli stage di Rovereto, che hanno una grandissima utilità. Perché si lavora sulla tecnica, anche con le bmx, e si migliora. Il c.t. è anche uno che in Coppa del mondo sa darti in poco tempo delle dritte importanti sui percorsi. Di stage ce ne vorrebbero ancora di più, perché stando insieme agli altri si cresce e si alza il livello.

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– Da chi provi a rubare i segreti del mestiere?
– Sicuramente da Eva (Lechner, ndr) e Marco (Fontana). Lui non è il solito campione che si isola dal gruppo. Anzi, è proprio il collante del gruppo, c’è un bellissimo rapporto ed è prodigo di consigli.

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– Dove si immagina Chiara Teocchi da grande?
– Sicuramente nella Mtb. Ma ho anche un altro sogno. Anche se frequento l’Istituto Tecnico per Geometri ultimamente mi sto appassionando alla dietetica. Mi piacerebbe specializzarmi in questo settore all’università.