scritto da Redazione MtbCult in Storie il 24 Apr 2013

Clementz: tutto è iniziato con una bici da Xc…

Clementz: tutto è iniziato con una bici da Xc…
        
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SESTRI LEVANTE – Jerome Clementz, o Jey per gli amici, è piccolo di statura (169 cm) e ha un fisico molto leggero (pesa solo 62 chili quando è in forma), ma ha un palmares di quelli pesanti. Nel solo 2012 ha vinto l’Enduro delle Nazioni a Sauze d’Oulx e a Val d’Allos, ha vinto i Crankworx Europe a Les 2 Alpes e ha un’infinità di piazzamenti di spessore come il terzo posto alla TransProvence e un quarto alla Downieville Classic. Se si va ancora più indietro, invece, si scoprono due vittorie alla Megavalanche dell’Alpe d’Huez.
A Sestri Levante è venuto con tutti i favori del pronostico e non ha deluso le attese. Ha portato la sua compagna Pauline Dieffenthaler e anche lei ha vinto.
Se ne sono tornati in Alsazia con la macchina piena di trofei e premi.

Al Prologo di Sestri Levante è uno dei più attesi. Tutti gli sguardi sono per lui.

Al Prologo di Sestri Levante è uno dei più attesi. Tutti gli sguardi sono per lui.

Lo abbiamo intervistato prima della gara e del Prologo, mentre era conteso a destra e a manca fra appassionati e sponsor. Clementz stupisce per la sua cordialità e per la chiarezza di idee. Ha solo 27 anni (ma ne sta per compiere 28) ed è uno dei rider più ammirati dagli appassionati. La sua competenza tecnica e i suoi risultati gli hanno permesso di entrare, ad esempio, nel reparto BlackBox di Sram per testare nuovi prodotti. E un compito analogo gli è stato affidato da Cannondale e Mavic.
Insomma, chi è questo francese così piccolo e così talentuoso? Iniziamo con le domande.

– Quando hai iniziato ad andare in bici?
– Ho iniziato a pedalare da bambino, o meglio da quando ne ho memoria, quindi da quando ero molto piccolo. Le prime gare, però, le ho fatte a 12 anni.

– Ma hai iniziato con una bici da Xc, giusto?
– Sì, perché in Francia da 9 a 14 anni devi fare tutto con la stessa bici, dall’Xc alla Dh.
Poi a 16 anni ho iniziato a fare sia Xc che Dh, da junior solo Dh e poi sono stato fermo un anno per colpa di un infortunio.
Quando ho ripreso mi sono dedicato solo alle Megavalanche in maniera esclusiva. In realtà le corro da quando ho 15 anni, ovvero dall’età minima consentita dal regolamento.

Vittoria all'Enduro delle Nazioni di Sauze d'Oulx 2012. Foto Matteo Cappè/Superenduro

Vittoria all’Enduro delle Nazioni di Sauze d’Oulx 2012.
Foto Matteo Cappè/Superenduro

– Quindi, dopo le Mega è arrivato l’enduro. Ma ancora gareggi nelle Megavalanche?
– Certo, per me sono ancora qualcosa di importante. E’ una parte del mio lavoro e mi piace molto perché è un tipo di gara che non puoi fare in qualunque parte del mondo. Si corre a Mountain of Hell, Alpe d’Huez e pochi altri posti nel mondo. E’ molto simile all’enduro, solo che c’è una partenza di massa.

– L’Enduro World Series ti ha fatto cambiare la preparazione?
– No, in realtà non molto, mi allenavo già tanto prima e adesso so solo che ci saranno un sacco di rider in più. Soprattutto di livello professionale. Quindi, sì, dovrò cercare di fare le cose in maniera più seria, meno sballo, meno alcolici… (ride), insomma dovrò pedalare un po’ di più.

«Preferisco guidare alla cieca, cioè senza conoscere il percorso. Le ricognizioni dovrebbero essere concesse al massimo due giorni prima della gara. Così si corre in in condizioni di maggiore parità». Jerome Clementz

«Preferisco guidare alla cieca, cioè senza conoscere il percorso. Le ricognizioni dovrebbero essere concesse al massimo due giorni prima della gara. Così si corre in in condizioni di maggiore parità». Jerome Clementz

– Ti alleni con la bici da strada?
– Sì, ma non d’inverno. Dove vivo io, nella parte Est della Francia, è molto freddo d’inverno e il posto si presta tantissimo per lo sci di fondo. E’ questo lo sport che faccio durante la preparazione per restare allenato e non mettere su troppo peso. Poi a marzo ritorno a pedalare, o con la bici da strada o con la Mtb, in base al meteo.

– Quanto pesi quando sei in forma?
– 62 chili.

Il pregara di Sestri Levante è stato abbastanza impegnativo per Clementz. Tante le richieste di interviste e autografi.

Il pregara di Sestri Levante è stato abbastanza impegnativo per Clementz. Tante le richieste di interviste e autografi.

– Ti spaventa l’idea di gareggiare quest’anno con i rider più forti della Dh?
– No, non mi spaventa, so che sono loro gli sfidanti e che possono fare molto bene. Ma è soprattutto qualcosa che mi stimola, piuttosto che spaventarmi. E poi è qualcosa che farà bene all’enduro, a questo sport, un po’ di facce nuove, un po’ di visibilità in più. Lo scorso anno erano presenti già a qualche evento, tipo le Mega, e io ero lì con loro.
E’ un modo per mostrare alle persone che noi enduristi non siamo cattivi discesisti e crosscountristi falliti, ma abbiamo una nostra specialità, dove devi essere molto ben preparato.
Io spero che un discesista vinca qualche prova, ma non credo che sarà troppo più veloce o troppo più lento di me. Sarà una bella sfida.

– Chi sarà il vincitore dell’Enduro World Series quest’anno?
– Oh, è difficile dirlo, mai come quest’anno è qualcosa che è difficile prevedere. Ci sono sette prove, percorsi così diversi fra loro e un sacco di cose che possono succedere. Nicolas Lau lo scorso anno ha avuto un finale di stagione in crescendo ed è diventato molto forte.
Nicolas Vouilloz è sempre un pericolo…
Dan Atherton lo scorso anno è venuto per capire che cosa serviva fare per diventare forti nell’enduro.
Ci sono diversi rider italiani come Sottocornola, Lupato, Bruno e altri ancora.
Poi c’è Curtis Keene che si sta dedicando solo alle prove enduro. Insomma è difficile da dire, lo vedremo solo a Finale Ligure.

– Qual è il tuo format preferito per una gara di enduro? All’italiana o alla francese?
– Forse è una risposta banale, ma mi piace mixare. Mi sento più portato per le prove speciali lunghe (in stile Megavalanche dove ha dimostrato di essere fortissimo, ndr) e se devo essere onesto mi piacciono quelle gare nelle quali non conosci il percorso. Cioè guidare alla cieca.

– Quindi nessuna ricognizione?
– No, nessuna. Mi piace l’idea di aprire il percorso ai rider solo a ridosso della gara. Mi sembra il modo migliore per non favorire alcun pilota.

Iniziare a correre in bici a 12 anni, fare Dh a 14 e poi iniziare con le Megavalanche a 15 fa la differenza. Adesso Clementz a quasi 28 anni è uno dei rider di maggiore di talento. E si vede.

Iniziare a correre in bici a 12 anni, fare Dh a 14 e poi iniziare con le Megavalanche a 15 fa la differenza. Adesso Clementz a quasi 28 anni è uno dei rider di maggiore di talento. E si vede.

– A parte quelli del posto…
– Beh, loro comunque lo conoscono, ma volendo chiunque può venire sul posto anche una settimana prima, iniziare a girare per farsi un’idea dei sentieri che ci saranno in gara anche se non si sa esattamente quali saranno.
Secondo me le ricognizioni devono essere permesse non più di due giorni prima della gara. Ovviamente questo è solo il mio pensiero.

– Dato che a fine stagione ci sarà un campione del mondo di enduro, secondo te l’Ews dovrebbe adottare un unico format di gara?
– Credo che prima di tutto occorra unificare le regole che riguardano le protezioni da indossare, quale casco, quale bici e via dicendo e poi lasciare comunque aperto il format, ogni gara deve avere libertà di decidere se far fare le risalite pedalando oppure no, ad esempio.
Questo è un anno di prova e di sicuro in futuro ci saranno dei cambiamenti. Fra l’altro sono un membro dell’advisory board e quindi avrò modo di discutere questi aspetti con gli organizzatori.

Clementz lo vedi ridere e scherzare sempre con tutti e non sembra uno dei pretendenti alla vittoria finale. Sa bene dove vuole arrivare e sa anche come arrivarci. Avere una compagna, Pauline Dieffenthaler, che lo asseconda nella sua vita di atleta fino a condividerne lo stile e le tempistiche è senz’altro un grande vantaggio per il francese.
E se poi dalle gare, come è accaduto a Sestri Levante, se ne tornano a casa con una vittoria a testa, allora tutto diventa più facile.
Punta Ala, però, oltre ad essere la seconda tappa del Superenduro, sarà l’appuntamento che tantissimi aspettano. Il primo vero confronto mondiale.
Intanto Clementz ci ha suggerito di restare connessi con la serie di video “12 months 12 stories” realizzata da Jeremie Reullier e che vede proprio il francese come protagonista.
E adesso invece andiamo a dare uno sguardo alla Jekyll di Jerome Clementz

12 MONTHS 12 STORIES – EP3 – SouthBond from Jérémie Reuiller on Vimeo.

        
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