scritto da Simone Lanciotti in Storie il 15 Ago 2013

Ews Whistler: Chris Ball, dove sta andando l’enduro?

Ews Whistler: Chris Ball, dove sta andando l’enduro?
        
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WHISTLER – Chris Ball è il direttore nonché promotore principale dell’Enduro World Series. E’ lui che, per inseguire il sogno di una challenge mondiale riservata a questa specialità, ha abbandonato il suo incarico da delegato tecnico dell’Uci. Ball crede molto nell’enduro, ma soprattutto crede molto nel modo in cui questa disciplina sta raccogliendo successi fra gli addetti ai lavori, fra gli atleti e fra gli appassionati.
Ball, insieme ai membri Emba (di cui fa parte anche un italiano, Enrico Guala) e ai fondatori dell’enduro mondiale (fra i quali va annoverato anche Franco Monchiero), sta guidando l’enduro a livello mondiale e Whistler, da un punto di vista tecnico e mediatico, ha rappresentato un netto passo in avanti per la specialità. Fra luci e ombre, però, come la penalità di 5 minuti inflitta a Barel (di cui parla nella video intervista che trovate in fondo a questo articolo) e anche di questo abbiamo parlato con Chris Ball nell’intervista che state per leggere.

– Nell’Enduro World Series sembra che ci siano differenti format di enduro, ma ne esiste uno che tu identifichi come “vero enduro”?
– Una delle cose che mi sta emozionando di più e che credo stia piacendo di più ai rider è il fatto che ci siano format di gara differenti. Di sicuro dobbiamo rafforzare alcune regole, come le ricognizioni pre gara, ma credo che l’enduro non sarà mai come la Coppa del mondo dove i percorsi hanno precise caratteristiche, orari, modalità e via dicendo.

Val d'Allos, la prima tappa dell'Ews con risalite meccanizzate.

Val d’Allos, la prima tappa dell’Ews con risalite meccanizzate.

– Fino ad ora abbiamo visto diverse gare in cui la risalita era meccanizzata, ma solo in Italia l’enduro prevede soprattutto salite pedalate. Non c’è il rischio che l’enduro diventi una sorta di “easy downhill”?
– Dipende dai percorsi e dalle località. Qui a Whistler secondo me abbiamo trovato un buon equilibrio fra salite pedalate e salite meccanizzate. Les 2 Alpes secondo me era troppo Dh e in effetti quei percorsi non rappresentavano realmente l’enduro, ma credo che all’edizione numero 1 dell’Ews fosse sbagliato porre subito delle regole, perché dovevamo capire che cosa funzionava e che cosa non funzionava e soprattutto che cosa piaceva ai rider.
Per quanto riguarda le salite meccanizzate, prendiamo l’esempio di Whistler: se queste non ci fossero state molto spesso non si avrebbe accesso a vette come il Top of the World. E questo vale anche per altre località.
E ci sono anche località come Finale o Punta Ala dove si pedala soltanto. Io credo che abbiamo trovato un buon equilibrio, ma l’Enduro World Series è un continuo test.

Punta Ala, prima tappa dell'Ews, risalite pedalate (dove possibile...). E lo stesso accadrà a Finale Ligure.

Punta Ala, prima tappa dell’Ews, risalite pedalate (dove possibile…). E lo stesso accadrà a Finale Ligure.

– Ci sarà una regola chiara e universale per quanto riguarda lo shuttling (cioè le risalite in auto o furgone)?
– E’ uno degli argomenti caldi del momento. Quello che vorremmo è che i rider fossero i primi giudici di gara, cioè fossero responsabili per loro stessi del comportamento da avere, ma non tanto per quanto riguarda lo shuttling, quanto l’assistenza esterna sia in gara che fuori gara. Perché è di questo che si è parlato a Whistler.

– Hai qualcosa da aggiungere a quanto è successo a Fabien Barel?
– E’ stata una decisione presa con Fabien Barel ed è stata molto difficile. Molti rider ci chiedono di avere delle regole chiare e uniche, ma ogni gara è diversa e ha diverse necessità (alcune hanno risalite meccanizzate e altre no, alcune si corrono su tre giorni e altre su un giorno solo) e questa è una delle caratteristiche che rende l’Ews così emozionante. E per far funzionare tutto ciò è necessario che le regole siano diverse fra le varie gare.
Questo significa che i rider devono essere più diligenti verso i regolamenti che ogni località ha e quando si spingono oltre i limiti devono rispettare le decisioni prese. Comprendo anche che per loro tutto ciò rende le cose più difficili.

Fabien Barel è stato penalizzato di 5 minuti per essersi fatto trasportare in auto su una delle risalite. Peccato che le risalite non meccanizzate fossero impraticabili per le auto. E' questo il nocciolo della discussione nata a Whistler.

Fabien Barel è stato penalizzato di 5 minuti per essersi fatto trasportare in auto su una delle risalite. Peccato che le risalite non meccanizzate fossero impraticabili per le auto. E’ questo il nocciolo della discussione nata a Whistler.

– Quindi sei d’accordo con la decisione presa dall’organizzatore della gara o anche tu sei stato coinvolto nella decisione della penalità a Barel?
– Qui abbiamo un direttore di gara che non necessariamente appartiene al nostro sport, al contrario di quanto avviene in Italia ad esempio. Lui sovrintende a tutte le gare del Crankworx e me e Darren Kinnaird (il general manager del Crankworx) abbiamo fornito dei consigli nella decisione del direttore. Tutte le fasi che hanno portato alla penalità si sono svolte, secondo me, in maniera chiara e onesta, perché il direttore ha voluto parlare con Fabien Barel e con tutte le persone coinvolte nella vicenda.

– Ci saranno delle novità per il prossimo anno? Ci sono voci che parlano di Nuova Zelanda e Sud America.
– Siamo piuttosto vicini a prendere una decisione definitiva e ad annunciare il calendario 2014. Negli ultimi 8 mesi c’è stato un grande interesse intorno all’Ews e vogliamo prendere la migliore decisione possibile per espandere l’enduro a livello mondiale.

– Quindi volete rendere l’Ews ancora più mondiale?
– Sì, credo che sia una cosa importante perché ci sono rider, anche rider molto forti, che vengono da tanti Paesi e non si può pensare che debbano venire tre volte in un anno in Francia, ad esempio.

– Ci saranno delle conferme però per alcune tappe italiane e francesi?
– Il calendario verrà annunciato in Val d’Isere, quindi fra qualche settimana.

Whistler ha giovato alla visibilità dell'enduro a livello mondiale: ormai non è più una disciplina solo europea.

Whistler ha giovato alla visibilità dell’enduro a livello mondiale: ormai non è più una disciplina solo europea.

– Ci sarà in futuro un accordo o un coinvolgimento dell’Uci?
– Non abbiamo piani. Nè loro ne hanno. Se ci fosse l’Uci non potremmo essere a Whistler, perché le decisioni sulle località che ospitano le gare vengono fatte in modo diverso, in maniera più politica. Non nascondo che ci potrebbero essere dei vantaggi nel far entrare l’Uci nell’enduro, ma l’enduro è forte perché va per i fatti suoi. E anche l’Uci è rimasta sorpresa dal successo di questa disciplina e dell’Ews.

L’enduro evolve e Chris Ball ci ha confermato che sta evolvendo in una direzione che non ha a che fare con la Dh. Se quest’anno in qualche occasione (come Les 2 Alpes) si è avuto la sensazione che fosse così è perché l’Ews, appena partito, ha dovuto comunque fare i conti con organizzatori che non hanno compreso realmente cos’è l’enduro.
Winter Park nemmeno era davvero enduro (troppo cross country, secondo alcuni).
Val d’Allos solo nella Speciale di domenica, quella più lunga, era enduro, ma non poteva mancare questa località nel primo calendario dell’Ews, visto che da qui tutto è cominciato.
Il prossimo anno le cose potrebbero cambiare molto e prendere una distanza netta dalla Dh.
Ball ha aggiunto anche che occorre non farsi ingannare dal fatto che se molti downhiller stanno entrando nell’enduro non significa che l’enduro stia diventando Dh.
C’è un grande fermento in atto nel mondo della Mtb. L’Uci guarda da lontano ciò che accade. Ma guarda attentamente.
Gli appassionati non sentono la mancanza di un ente internazionale.
L’industria, per ora, nemmeno.
E questa è una grande rivoluzione.

Per quanto riguarda la vicenda Barel, per molti aspetti ancora poco convincente, il francese ha rilasciato un’intervista video su Pink Bike. Eccola di seguito.
Per chi conoscesse poco l’inglese Barel punta l’attenzione su alcuni aspetti:
– le risalite in auto non erano possibili, perché se non c’erano le seggiovie c’erano solo sentieri non praticabili in macchina.
– lui ha parcheggiato la macchina ai piedi della salita per la speciale 3
– ha dovuto prendere la macchina per raggiungere quella località perché il suo appartamento non era a Whistler e in ogni caso si trattava di circa 8 km di asfalto sulla statale 99.
– per quanto accaduto è stato penalizzato solo lui
– non esiste alcuna regola scritta sul divieto di shuttling prima della gara
– il divieto di shuttling pre gara è stato annunciato (e non scritto) solo alla riunione tecnica del venerdì.

Crankworx 2013: Fabien Barel Interview on Pinkbike

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