INTERVISTA - Bruno Zanchi consigliere FCI: «Ecco il mio progetto»

Daniele Concordia
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Bruno Zanchi è uno dei candidati al ruolo di Consigliere Federale FCI per il team di Silvio Martinello, in rappresentanza degli atleti nel fuoristrada e del Gravity in particolar modo.
La notizia ufficiale è arrivata solo ieri, quindi abbiamo chiamato proprio lui, uno dei simboli della DH italiana, oggi anche team manager, promoter ed organizzatore di eventi, per farci raccontare qualche dettaglio in più su questa sua nuova missione.
E lui ci ha risposto a suo modo, ossia in “modalità racing”, diretto e senza troppi peli sulla lingua...

Bruno Zanchi consigliere FCI

Bruno Zanchi (47 anni)



- Bruno, quando è arrivata la proposta di Silvio Martinello?
- Un paio di settimane fa. Silvio sa che sono coinvolto già da tempo in ambito organizzativo, di gestione team, nel turismo... Insomma, che non sono “solo” un corridore e che sono molto attaccato al mio mondo. Quindi mi ha proposto l'incarico. E ho accettato.

- Perché hai accettato?
- Sono sempre stato un grande estimatore e un tifoso di Martinello, ma non lo avevo mai conosciuto. Ci siamo sentiti telefonicamente, i suoi ragionamenti mi sono piaciuti e sono in linea con la sua filosofia. Anche lui si rende conto che la Mtb negli ultimi anni non è stata supportata al 100% ed entrambi conosciamo bene i problemi del fuoristrada. Inoltre, penso che chi ha fatto atleta abbia qualche numero in più anche dal punto di vista organizzativo e gestionale: siamo combattivi, sappiamo cosa significa stare sul campo, quando è il caso di appoggiare i corridori e quando invece abbiamo di fronte un atleta dalla “lamentela facile”.

- Secondo te, cosa c'è da migliorare nel settore fuoristrada?
- Ci sono diversi problemi da risolvere, ogni livello ha i suoi. Ad esempio, i giovani non sanno da dove iniziare, non hanno team in grado di aiutarli e farli crescere. Gli atleti di alto livello, invece, spesso devono organizzare le trasferte per conto proprio, anche in gare titolate. I team fanno quello che possono, ma sono poco organizzati. Credo che l'appoggio della FCI sarebbe importante per far crescere il movimento. Ovviamente, non voglio dare tutta la “colpa” alla Federazione, perché bisogna ammettere che a volte gli atleti italiani si adagiano troppo: prima di tutto bisogna essere sicuri di impegnarsi al 110% ed avere la coscienza pulita, dopo forse si può “pretendere” qualcosa...

Bruno Zanchi consigliere FCI

Silvio Martinello, candidato a Presidente della nuova FCI, ha voluto fortemente Bruno Zanchi nel suo team.

- Hai parlato dei giovani: come si potrebbe incentivare la loro partecipazione e il loro coinvolgimento nel mondo Mtb.
- Come ho accennato prima, mancano soprattutto le basi, ossia delle società organizzate, dei punti d'appoggio da ricostruire insieme ai negozianti di bici. Parlo dei negozianti perché di base hanno già una grande dose di passione e anche un interesse economico a far girare il mercato. Ma spesso si trovano con le mani legate perché non hanno margini o possibilità per far nascere delle società sportive. Penso, ad esempio, a dei possibili sgravi fiscali per le squadre giovanili, a delle delle promozioni/incentivi sull'acquisto bici. Insomma, tutto questo potrebbe servire ad avvicinare i giovani alla Mtb e la FCI può dare un contributo, perlomeno deve provarci.

Bruno Zanchi consigliere FCI

- Come pensi di poter contribuire alla causa federale? Ossia, quale potrebbe essere il tuo ruolo?
- Di preciso non so ancora quale potrebbe essere il mio ruolo, ma dovrei restare nella “bolla” del Gravity che è abbastanza grande perché composta da tante discipline. In sostanza, dovrei fare da portavoce tra organizzatori, atleti e Federazione, e capire quali porte si possono aprire per avere un aiuto concreto. Parlo di aiuti non solo economici, ma anche di altro tipo, mi viene in mente ad esempio la visibilità, televisiva e social, che è molto importante per far conoscere i nostri sport a livello globale. Vorrei anche che gli organizzatori mantenessero la motivazione, cosa impossibile se non guadagnano un minimo dagli eventi che mettono in piedi o se addirittura ci rimettono dei soldi... A mio avviso, è importante trovare la giusta modalità per ripartire, iniziando dai livelli provinciali e regionali, coinvolgendo più iscritti possibili e quindi lavorando anche sui tracciati: devono essere selettivi ma non impossibili, altrimenti chi ha iniziato da poco si scoraggia e non va più a correre. Insomma, di cose da fare ce ne sarebbero...

Bruno Zanchi in una foto d'archivio. Il bergamasco ha vissuto in prima persona gli anni d'oro della Mtb. E tutt'ora è sui campi gara, da atleta e da team manager.

- Negli ultimi anni, la FCI ha avuto sempre uno stampo “politico”, ma un team composto anche da “tecnici” come da te, Martinello e Panighel potrebbe cambiare le carte in tavola. Cosa ne pensi?
- Ritengo che la politica sia necessaria e fondamentale per strappare accordi manageriali che io non conosco ma che sono importanti, per supporto, visibilità, comunicazione e via dicendo. Tra l'altro, forse fino ad oggi è venuto a mancare proprio questo, ossia chi investe seriamente sul fuoristrada. Poi però bisogna tornare coi piedi per terra, in mezzo agli atleti e sui campi gara, per capire le esigenze di chi corre e di chi li segue. Per questo serve un team specializzato, fatto di gente che ha corso e che conosce bene i propri settori. Non so quale sia il compito più facile tra i due, ma credo che questa sia la formula vincente. In ogni caso, l'obiettivo finale è sempre lo stesso: far tornare i conti e portare a casa delle medaglie.

Per saperne di più su questo argomento, seguite la diretta di questa sera (22 gennaio) sul canale YouTube di Silvio Martinello alle ore 20:30. Ci saranno anche Bruno Zanchi e Massimo Panighel.

Qui tutti gli articoli che parlano di Bruno Zanchi.

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Sull'autore
Daniele Concordia

Mi piacciono il cross country e le marathon, specialità per le quali ho un'esperienza decennale. Ho avuto un passato agonistico sin da giovanissimo, ho una laurea in scienze motorie e altri trascorsi professionali nell’ambito editoriale della bici.

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