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Un anno da ricordare. Il 2014 ha regalato molti sorrisi a Lisa Rabensteiner, 21enne altoatesina di Villandro che corre per il Focus Xc Italy Team. La sua è stata un’esplosione che fa ben sperare per il cross country azzurro del futuro. Ma anche del presente, visto che Lisa non può che migliorare le sue prestazioni nelle ultime stagioni in cui correrà da under 23 prima del salto tra le elite.
I risultati, del resto, parlano da sé: tre terzi posti in Coppa del mondo, a Pietermaritzburg, Nove Mesto e Albstadt. Poi la medaglia di bronzo con la staffetta all’europeo di Sankt Wendel, prima di sfiorare quella individuale (4ª). Senza dimenticare le vittorie degli Internazionali d’Italia e al campionato italiano di Gorizia. Insomma, mattoni importanti per ritagliarsi uno spazio da protagonista.

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– Lisa, ti aspettavi tutti questi risultati?
– Ero sicura di aver fatto, lo scorso inverno, una buona preparazione di base grazie a sci alpinismo e sci di fondo. Di certo non mi aspettavo di salire tre volte sul podio in Coppa del mondo. E nemmeno di far parte della staffetta all’europeo di Sankt Wendel, anche perché ho preso il posto di una come Eva Lechner. Sono molto contenta, anche della vittoria al campionato italiano. Una vittoria che tutti davano per scontata e forse per questo era ancora più difficile ottenere.

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Lisa Rabensteiner nel quartetto azzurro che a Sankt Wendel ha conquistato il bronzo europeo.

– Per te il 2014 è significato anche il passaggio alla 29”.
– Ero molto preoccupata perché per una ragazza alta 160 cm non è semplice guidare una bici così grande. Però siamo riusciti a trovare un buon assetto montando un attacco più corto di 35 mm. La Focus Raven 29er è un’ottima bici anche perché ottimo è l’abbinamento con le Dt Swiss Carbon. La leggerezza delle ruote con il diametro più grande è fondamentale.

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Lisa è stata protagonista agli Internazionali d’Italia. Qui sui sentieri di Nalles.

– Ad Hafjell, purtroppo, non sei riuscita a esprimerti ai massimi livelli.
– Il mondiale è sempre una gara difficile. Subito dopo la partenza sono rimasta in mezzo alla calca e mi sono ritrovata fuori dal percorso. Risalire non era facile e ho mollato un po’ anche di testa. Ma non ho fatto drammi, devo crescere e la stagione era già stata fantastica.

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Quest’anno debutto (con ansia) sulle ruotone. Ma se l’è cavata molto bene…

– In cosa devi migliorare?
– Nella tecnica. E avere uno stile di guida più aggressivo.

– E’ questo che ti manca per giocartela alla pari con le big del calibro di Neff e Rissveds?
– Sì. Pago nei tratti tecnici, ma anche in pianura. In salita no, riesco a tenere bene il ritmo di tutte le più forti.

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Ad Albstadt (Germania) uno dei tre podi in Coppa del mondo.

– Sei tu il futuro del cross country italiano femminile?
– Eva Lechner è la numero uno e credo che lo sarà ancora per qualche anno. Poi si vedrà, io ho delle caratteristiche diverse. Devo pensare solo a crescere.

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– Con chi e dove ti alleni?
– Quasi sempre da sola, alcune volte con mio fratello Fabian che però ha il suo programma da rispettare. Pedalo sempre dalle mie parti, in Val d’Isarco. E’ l’ideale, sia per la bici da strada, che occupa metà dei miei allenamenti, che per la Mtb. Vicino casa ci sono sentieri tecnici e altri veloci, dove posso allenare la discesa.

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– Il prossimo anno come sarà?
– Non so ancora il tipo di preparazione che potrò affrontare. Martedì mi opero alla caviglia e starò ferma sei settimane. Quest’anno salterò sci alpinismo, sci di fondo e arrampicata e per me significherà stravolgere i programmi. Stare davanti a tutte in Coppa del mondo sarà difficile ma ci proverò. Nel 2015 mi piacerebbe però vincere l’europeo. Si disputa a Chies d’Alpago, in Italia. Il percorso lo conosco bene ed è molto adatto alle mie caratteristiche. Sempre che non piova, perché lì di fango se ne accumula tanto e io non ci vado a nozze.

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Tra gli obiettivi del 2015, l’europeo «italiano» di Chies d’Alpago.

Umile, di poche parole, coi piedi per terra e le idee chiare. Sin qui Lisa Rabensteiner ha lavorato benissimo, fino a essere competitiva con le migliori under 23 del mondo. Diamole tempo, perché è destinata a calcare i palcoscenici più importanti dell’Xc internazionale.