scritto da Simone Lanciotti in Storie il 20 Set 2016

Marco Aurelio Fontana: «Ma la gamba di Rio 2016 era quella giusta…»

Marco Aurelio Fontana: «Ma la gamba di Rio 2016 era quella giusta…»
        
Stampa Pagina

VERONA – Marco Aurelio Fontana dopo la gara Xc di Rio 2016 era visibilmente provato, ma più dal punto di vista emotivo che fisico.
Le lacrime del dopo gara hanno detto solo una parte del suo stato emotivo.
Perché, come leggerete in questa breve intervista, a Rio gli era capitata l’occasione di dimostrare a tutti che Fontana era tornato.

Marco Aurelio Fontana

In testa durante le primissime fasi della gara. Foto Armin M. Küstenbrück EGO-Promotion

Quel colpo di pedale miracoloso, quello che capita poche volte nel corso di una stagione, lo hanno notato tutti, ma la cavalcata gloriosa è finita troppo presto.
Una foratura al primo giro e poi una seconda foratura a metà gara lo hanno messo ko.
Durante un incontro a Cosmobike con Marco Aurelio Fontana sono ripartito proprio dal momento della prima foratura, anzi, pochi istanti prima.

– Marco, il giorno di Rio 2016 avevi la gamba di Londra 2012?
– Sì, e forse anche migliore.

– Cosa ha causato la prima foratura?
– Un po’ di sfortuna…
Ci siamo “appallottolati” dopo che io e Nino ci siamo guardati in faccia verso la fine del primo giro. Io gli ho chiesto un piccolo cambio, lui ha tirato appena appena, poi si è spostato subito, io sapevo che lui era l’uomo da curare e quindi mi sono rialzato anch’io, abbiamo aspettato.
Attendendo sono rientrati un po’ da dietro e ci siamo “riappallottolati”.
Da quel momento siamo entrati sui sassi uno vicino all’altro e… io ho seguito Peter… lui ha bucato e io ho bucato…
E’ stata sfortuna.
Io dico sempre che una foratura è un tuo errore, ma a questo giro è stata sfortuna.

Marco Aurelio Fontana

Marco Aurelio Fontana allo stand Beltrami a Cosmobike

– Ma è possibile che le rocce “non naturali” del percorso di Rio tagliate e portate lì, quindi taglienti, possano aver influito?
– Ma io ho fatto 12 giri in pista prima di fare la gara e non ho mai forato. E’ vero che nel test event ne avevo forate due, ma ci sta, siamo abituati a percorsi artificiali, sono un po’ rognosi a volte…
Però, primo, secondo e terzo non hanno forato, sono stati meno sfortunati. Qualcuno dirà che sono stati anche più bravi, è vero, però anche meno sfortunati.

Marco Aurelio Fontana

E’ sempre selfie-time…

– Quindi se devi darti una colpa, hai sbagliato a seguire Sagan su quella traiettoria lì?
– Sì… mettiamola così. Magari se avessi tirato dritto il primo giro, finivamo in due e non si sarebbe verificato questo problema.

– Adesso facciamo il gioco dei se e dei ma: se non ci fosse stata quella foratura, dove ti saresti visto come risultato?
– Mah, nei primi tre sicuro, difficile dirti con precisione. Ma io penso che avrei fatto la maggior parte della gara con Nino, poi dire che lo battevo, quando l’unica volta nel corso della stagione che gli sono arrivato vicino era marzo, è un po’ un azzardo.
Però andavo forte, andavo veramente forte…

Marco Aurelio Fontana

Foto Armin Kostendruck Foto Armin M. Küstenbrück EGO-Promotion

– Marco, che gomma avevi quel giorno?
– La mia classica Schwalbe Racing Ralph SnakeSkin da 2,25” con il lattice. Siamo professionisti, magari su certe cose sembro un cazzone, ma con queste cose non si scherza.
E’ una gomma che in condizioni normali tiene bene, non è la gomma più leggera che c’è, ma è una gomma che serve per fare quel tipo di gare lì.
Non posso dare la colpa alla gomma.
Ho scelto una gomma non leggera, io che non sono un maniaco del peso, io che non so nemmeno quanto pesa la mia bici, voglio una bici veloce, ma che mi porti all’arrivo.

– Allora, proviamo a immaginare la classifica di Rio con Fontana in gara. I primi tre?
– Partendo dal presupposto che non è andata così, mi piace dire Fontana, Schurter, Kulhavy.
Quindi anche un po’ sfrontato, qualcuno si arrabbierà, ma, voglio dire, io dico così…

– Da cosa riparte Marco Aurelio Fontana?
– Da quella velocità che mancava da un po’ di tempo e dalla convinzione di aver fatto un lavoro incredibile con il suo staff.
E dalla convinzione che tutti quelli che hanno visto la gara, 9 volte su 10 mi dicono “guarda che andavi come un razzo”. Loro me lo dicono, io c’ero in gara e sentivo quanto andavo forte, abbiamo avuto qualche “pallino” durante la stagione…

Marco Aurelio Fontana

Le lacrime all’arrivo della gara di Rio 2016
Foto Armin M. Küstenbrück EGO-Promotion

– Prossima stagione? Con quale bici, team, maglia…?
– A breve prenderò una decisione e sarà basata su di me, tanto su di me, e voglio che si faccia un programma al meglio per quelli che sono i miei obiettivi.
Voglio provare a dare il massimo, come ho sempre dato, ma anche qualcosa in più, quindi chi sposerà il mio programma sarà la mia scelta per il futuro.

– Tokyo 2020 lo vedi già come un obiettivo?
– Mi piace pensare che finisco il giro del mondo con Tokyo 2020. Ho iniziato a Pechino nel 2008, poi a Londra nel 2012, quest’anno Rio e a Tokyo finisco il giro del mondo, in bellezza…

Dopo la gara di Rio in tanti sono andati a complimentarsi con Fontana per la sua ritrovata brillantezza e lo stesso Sagan è andato a scusarsi con lui per quella traiettoria sbagliata.
L’esito di quella gara sarebbe stato diverso se non ci fossero state le forature, ma con i se e con i ma non si riscrive la storia.
Meglio voltare pagina, allora, e tenersi stretta in mano quella impalpabile convinzione (per chi guarda da fuori) che Fontana a Rio aveva di nuovo la gamba giusta.

Marco Aurelio Fontana

Fuffenhaffen 2016: siete liberi sabato prossimo?

E pensare al Fuffenhaffen, cioè all’anima goliardica che alla fine della stagione è giusto che venga fuori.
Anzi, Fontana vi invita tutti alla sua festa.

        
Torna in alto