Fuori Sentiero #6: quando non puoi andare in bici

Simone Lanciotti
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Fuori Sentiero #6: quando non puoi andare in bici

Simone Lanciotti
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Quando non puoi andare in bici: il lato che nessuno racconta
Questa puntata di Fuori Sentiero è un po’ diversa da come l’avevo pianificata.
E ha un co-autore che vi presento: il mio ginocchio sinistro.
Oggi avrei voluto parlarvi di altro ed effettivamente avevo in mente un altro tema di cui vi parlerò a fine puntata.
Un infortunio al ginocchio di sinistro, però, mi ha imposto un po’ di cambiamenti.
E allora c’ho riflettuto su e ho pensato che ciò che il ginocchio mi sta facendo provare è degno di essere trattato.
Da qui il titolo della puntata: quando non puoi andare in bici, ecco ciò che succede davvero a mente e fisico.
E se esiste un’alternativa valida alla bici.
Ma cominciamo da ciò che succede nella mente…

1 - Quello che succede alla mente

Nel mio caso il problema non è tanto il ginocchio, quanto ciò che succede nella testa.
Non è solo un problema fisico, ma è piuttosto mentale.
Ho fatto qualche ricerca: quando un ciclista si ferma non perde solo allenamento.
Perde 3 bisogni profondi che la bici soddisfa ogni volta:
- Stimolo
- Progresso
- Controllo

Cos’è lo stimolo?

La bici ti tiene attivo mentalmente con tecnica di guida, attenzione e in generale presenza. Ogni distrazione la paghi.

Cos’è il progresso?

Le uscite in bici, per molti di noi, sono regolate da numeri.
Watt, battiti, calorie e via dicendo, ma in generale numeri che possono determinare un progresso.
Quando manca, ti senti fermo dentro.

Che cos’è il controllo?

In bici governi qualcosa di complesso:
- velocità
- traiettoria
- ritmo
- fatica

Hai la sensazione di incidere sulla realtà, su quel piccolo pezzo di realtà che per te, quando sei alla guida, significa tutto.
E quando non puoi andare in bici perdi stimolo, progresso e controllo.
Ed è lì che la mente inizia… a fare casino.
A me non manca solo pedalare, ma manca sentire che sto progredendo!

2 - Quello che succede al fisico

Sul corpo succedono cose abbastanza prevedibili come riduzione della prestazione e in generale una sensazione di calo fisico.
Ma il fisico è resiliente.
La mente invece amplifica tutto.
Il problema non è tanto la perdita di tono, ma la perdita di ritmo.

3 - La domandona: si può sostituire il divertimento della bici?

Se sei un ciclista, in tutta onestà, no, non si può sostituire.
Però si può convertire quell’energia che hai dentro, alimentata dal desiderio di andare in bici, in qualcos’altro.
O almeno ci si può provare.

4 - Come convertire davvero quell’energia

L'obiettivo è continuare a nutrire stimolo, progresso e controllo in un altro modo.
E come si può fare?
In questi giorni ci sto pensando molto e le cose che sto facendo o che sto provando a fare non sono tantissime.
Ma un po’ fanno effetto.
Seguitemi in questo ragionamento.

In discesa vivi uno stimolo sensoriale, mentre quando sei fermo puoi attivare lo stimolo cognitivo.
In che modo?
Stimolando, appunto, la mente con l’apprendimento.
E infatti, ad esempio, mi sono messo a cercare informazioni, a leggere articoli e a guardare video sui vari temi che riguarderanno le prossime puntate di Fuori Sentiero.
Di certo non è la stessa eccitazione, ma se non altro nutro lo stimolo e, in qualche modo, placando un po’ la frustrazione del non poter andare in bici, ritrovo anche un po’ di controllo.

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Succede... Nel 2019 ho vissuto una situazione analoga: infortunio al quadricipite destro e circa un mese per tornare ad avere la giusta confidenza con la gamba. In quel caso si era trattato di incidente stradale

A questo punto serve un po’ di progresso.
E dove lo trovo?
Beh, vedere che il ginocchio ogni giorno diventa un po’ più elastico e meno gonfio è un segnale di progresso.
Ci vorranno settimane, ma migliora.

Oppure provo a fare qualche esercizio di micro-mobilità o di allungamento che potrebbe giovare.
E vedere i risultati, creando una micro-sfida misurabile. 

In conclusione…

Forse quando non possiamo pedalare, non dobbiamo sostituire la bici, ma potremmo provare a capire perché ci manca.
Quando vi fermate, cosa vi destabilizza davvero: la mancanza di divertimento o la sensazione di non progresso?

Nella prossima puntata parleremo di un italiano che è stato incluso nella Mountain Bike Hall of Fame, un riconoscimento che è stato dato solo ad altri due italiani del calibro di Paola Pezzo e di Giovanna Bonazzi.
Parleremo anche di evoluzione, di quanto le gare incidano ancora su di essa e in che modo le cose stanno cambiando.

Ci vediamo alla prossima puntata di Fuori Sentiero!

Qui tutte le altre puntate di Fuori Sentiero

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Sull'autore
Simone Lanciotti

Sono il direttore e fondatore di MtbCult (nonché di eBikeCult.it e BiciDaStrada.it) e sono giornalista da oltre 20 anni nel settore delle ruote grasse e del ciclismo in generale. La mountain bike è uno strumento per conoscere la natura e se stessi ed è una fonte inesauribile di ispirazione e gioia. E di conseguenza MtbCult (oltre a video test, e-Mtb, approfondimenti e tutorial) parla anche di questo rapporto privilegiato uomo-Natura-macchina. Senza dimenticare il canale YouTube, che è un riferimento soprattutto per i test e gli approfondimenti.

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