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Se le gare di Dh si vincono ormai per questioni di pochi centesimi di secondo, tutto quello che si può fare (in modo lecito, ovviamente) per creare un gap a proprio vantaggio va fatto.
E il nuovo Specialized Gravity Team con Loic Bruni e altri giovani talenti lo sta facendo.

aerodinamica
Foto Specialized Gravity

Ora, sappiamo quanto siano bravi gli americani a mettere su operazioni tecnico-marketing come questa, ma se andiamo un po’ oltre l’apparenza vediamo che l’aerodinamica potrebbe essere un tema molto importante per le prossime stagioni, forse anche a cominciare da questa.

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Loris Vergier
Foto Specialized Gravity

Se vuoi guadagnare un briciolo di vantaggio, in un contesto dove il livello degli atleti è piuttosto livellato (ad eccezione dell’Aaron Gwin del 2015), oggi, devi lavorare anche sull’aerodinamica.
Specialized (vedi le bici da strada come la Venge) ha un know-how in questo settore non proprio indifferente, ma non è la sola a conoscere i benefici di un basso coefficiente di penetrazione aerodinamica.
E a questo punto viene da pensare: tornerà anche il vestiario lycra (cioè aderente) per i rider come succedeva ai mondiali Dh di qualche stagione fa?

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Ricordate Greg Minnaar in lycra?

E visto che parliamo di fluidi (l’aria è un fluido), parliamo anche di fluidità, cioè di un possibile vantaggio in termini di scorrevolezza offerto da ruote di diametro maggiorato.
Lo standard attuale, ormai da un paio di stagioni, è diventato il 27,5”, ma il processo di cambiamento potrebbe non essere concluso.
Anzi, diciamo che non lo è, perché tutto cambia, prima o poi.

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Ci sono diversi rumor che parlano di Trek al lavoro su una bici da Dh con ruote da 29”.
Qualcuno vocifera anche Specialized, che ha sempre creduto in questo diametro.
Intanto Luke Strobel in sella alla nuova Evil da 29” ha vinto una gara di Dh negli States, anche se il percorso era più da enduro che da Dh.

C’è una chance per le ruote da 29” nel mondo della downhill?
Forse sì, se abbiamo:

– un angolo di sterzo non troppo aperto e regolabile (mix tra stabilità sul veloce e precisione di guida sul lento)
– un interasse “ragionevole”: ruote da 29”, lunghe escursioni e interasse compatto non vanno d’accordo. Qui serve un’idea innovativa
– un travel non superiore a 180 mm, almeno sulla forcella per evitare ipotetici fenomeni di flesso-torsione nella guida (a meno di non introdurre forcelle con steli di diametro “motociclistico”)
– mozzi con battute da Dh (e non il Boost)
– cerchi in carbonio (per rendere la guida più agile)
– leggerezza e rigidità complessive non lontane dai valori attuali (sfida non facile)
– pedalabilità vicina a quelle delle bici da Dh di oggi (per i rilanci e gli sprint)

E tanto più ci si ragiona e tanto più si trovano altri punti cruciali, ma questi, a nostro avviso, danno un’idea delle difficoltà costruttive di una simile bici.
Poi c’è il discorso dei benefici sulla guida di una bici 29″ da Dh, ma per capirlo bisogna provarlo e per bene.
Quindi, la domanda è: se mai accadrà, quale marchio ci stupirà per primo con un modello 29er da Dh?

Simone Lanciotti

Salve, mi chiamo Simone Lanciotti... e sono un appassionato di mountain bike come voi. Mi piace talmente tanto raccontare la mia passione per la Mtb che circa 20 anni fa ne ho fatto una professione. MtbCult.it è la stata la prima rivista che ho creato; poi eBikeCult.it e infine BiciDaStrada.it. La bicicletta in generale è stata ed è ancora per me una scuola di vita. Quindi, il viaggio continua e grazie per il contributo che date al nostro lavoro. Di seguito potete trovare tutti gli articoli firmati dal sottoscritto. Simone Lanciotti