La Cannondale Moterra parte da un nome che, almeno nel mio caso, ha sempre evocato velocità, natura e, ovviamente, motori e ha riportato alla mente l'esperimento motoristico della casa americana di 25 anni fa.
Quando Cannondale si lanciò nelle moto da cross con la MX400 (foto in basso), un progetto innovativo, ardito, difficile e, ahimè, anche fallimentare.
Scegliendo il nome Moterra per la sua e-Mtb, Cannondale ha dimostrato di aver fatto tesoro dei propri errori, riuscendo, addirittura, a tirare fuori un oggetto che è diventato iconico fra gli appassionati.
Da un fallimento, la moto da cross, è nato un prodotto, la Moterra, che ha attirato molto l'attenzione degli e-biker verso Cannondale.



Ma come e quando è nata la Cannondale Moterra?
Torniamo indietro di qualche anno...

2016, Austria: debutta la Cannondale Moterra
Siamo nel 2016, anno in cui il fenomeno e-Mtb esplode.
Quasi ogni marchio ha la sua proposta di Mtb a pedalata assistita e Cannondale rispolvera la parola "moto" e la mescola ad un'altra, che richiama la natura ed è di facile comprensione in tante lingue: Moterra.
Siamo ai primi di luglio del 2016, a Kirchberg, dove si tengono i Media Days di Eurobike.
Cannondale ci invita a vedere da vicino la sua nuova nata, declinata in versione AM con 130 mm di corsa e LT con 160 mm, che ha un look e delle scelte tecniche tipiche delle Cannondale più gloriose: originale, innovativa e in lega leggera d'alluminio.


Una curiosità: nel 2016 lo standard degli assi passanti posteriore prevedeva la misura di 142x12 mm, sebbene si stesse affacciando il 148x12 (ossia lo standard attuale). La prima Moterra debutta con un asse posteriore da 157x12 mm per ottenere un carro molto compatto.
Un design audace, in stile Cannondale
La prima Moterra del 2016 non passa inosservata.
La scelta di Cannondale di ruotare leggermente verso l’alto la drive unit Bosch aveva diversi obiettivi: abbassare il baricentro della bici, favorendo un posizionamento più in basso della batteria e accorciare la lunghezza dei foderi bassi (44,3 cm).
Non solo: la batteria può essere estratta dal basso ed è protetta da una sorta di cinghia di gomma, molto spessa e robusta, chiamata Skid Plate (foto in basso).
Questa soluzione tecnica non solo migliora la stabilità e la guidabilità, ma conferisce alla Moterra un’estetica molto particolare e divisiva: o la ami o non la odi.



La geometria: 2016 vs 2025
Oltre alla motorizzazione, da sempre Bosch Performance Line CX, la Moterra ha seguito da vicino l’evoluzione delle geometrie moderne delle e-Mtb.
Nello schema in basso trovate un confronto fra la primissima Cannondale Moterra LT e la recente Moterra Carbon (non LT), entrambe in taglia M:
| Moterra LT 2016 | Moterra Carbon LT 2025 | |
| Escursione posteriore | 160 mm | 165 mm |
| Escursione anteriore | 160 mm | 170 mm |
| Diametro ruote | 27,5" | 29/27,5" |
| Capacità batteria | 500 Wh | 800 Wh |
| Angolo di sterzo | 66° | 64° |
| Angolo piantone | 74,8° | 77,5° |
| Interasse | 1189 mm | 1249 mm |
| Interasse anteriore (front center) | 746 mm | 804 mm |
| Reach | 423 mm | 450 mm |
| Stack | 600 mm | 647 mm |
| Lunghezza foderi bassi | 443 mm | 445 mm |
| Altezza movimento centrale | 357 mm | 352 mm |
| Lunghezza pedivelle | 170 mm | 155 mm |
| Peso dichiarato | 23,4 Kg | 24,9 Kg |
L’evoluzione è evidente: dall'angolo di sterzo più aperto (da 66 a 64 gradi) fino alle pedivelle più corte (di ben 15 mm) passando per le ruote MX.
Spicca anche la misura del front center, ossia la distanza fra il movimento centrale e l'asse anteriore, che nel corso di quasi 9 anni è aumentato di quasi 6 cm...
Insomma, un'evoluzione enorme.
Batteria estraibile, da sempre
Fin dalla prima generazione, la Moterra si è distinta per una caratteristica apprezzata da molti utenti: la batteria estraibile.
Cannondale ha sempre scelto la soluzione della batteria integrata, ma estraibile (ad eccezione della Moterra SL per ragioni di leggerezza), privilegiando la praticità anche in nome della leggerezza.
Ma non solo: sulla Cannondale Moterra abbiamo visto sempre una drive unit Bosch Performance Line CX, progressivamente evoluta fino a diventare un riferimento nei giorni nostri.




Fra le evoluzioni che hanno interessato il Bosch CX c'è il diametro della corona: sulla prima versione di questa drive unit era di 16 denti (sopra, a sinistra), mentre oggi è da 34-36 denti.
E la misura della corona impatta sulle performance della sospensione e sull'usura di catena e corona.
Sospensione posteriore, un grande classico
Una delle cose che colpiva della prima Cannondale Moterra era proprio l'estetica e sebbene fosse divisiva era anche innegabilmente più originale.
Più Cannondale, insomma.
Ma l'aumento della capacità delle batterie (e della loro lunghezza), lo sviluppo delle geometrie e delle esigenze dei biker hanno portato Cannondale a rivedere profondamente la Moterra, facendole perdere quel carattere distintivo.
Un esempio?
L'adozione della sospensione posteriore a quadrilatero con giunto Horst che ha fatto il suo debutto con il model year 2020 (cioè quella in basso), in luogo di quella single pivot indiretta della prima serie.

La seconda generazione di Moterra aveva anche entrambe le ruote da 29 pollici (molto in voga in quegli anni) sebbene il look fosse meno riconoscibile.
Fu una scelta coraggiosa, perché con la Moterra di seconda generazione Cannondale puntava ad intercettare un numero più ampio di utenti (specie nel post-Covid) migliorando anche le prestazioni generali del mezzo.
E così fu.

Poi nel 2024 un altro passo in avanti, questa volta un po' più in stile Cannondale con la Moterra SL (foto sopra): al sottoscritto piacque davvero molto e mi fece intuire che anche altri marchi avrebbero intrapreso quella strada, ossia motore potente, telaio capace e batteria non esagerata per arrivare ad un peso molto interessante.
20,20 Kg nel caso dell'esemplare provato in taglia M.

Quest'anno, infine, è stata la volta del terzo stadio evolutivo della Cannondale Moterra.
Due versioni, Carbon e Carbon LT, stesso triangolo anteriore, ma geometrie diverse per finalità diverse.
E questa volta Cannondale ha fatto centro, su due punti di vista molto importanti: il rapporto qualità/prezzo e il piacere di utilizzo.
In conclusione
L'evoluzione Cannondale Moterra è una storia di progresso e di ritorno alle origini.
Dalla prima versione del 2016, con la sua soluzione di baricentro basso e un design divisivo, fino alle versioni più recenti che recuperano in parte quella personalità, la Moterra ha sempre seguito da vicino l’evoluzione del motore Bosch, delle geometrie moderne e della praticità data dalla batteria estraibile.
Per distinguersi dalle rivali, l'ultima Moterra punta su piacere di guida e su un rapporto qualità/prezzo finalmente degno di attenzione.
Al prossimo traguardo...
Per informazioni Cannondale.com
Qui tutti i nostri articoli, test e approfondimenti sulle Cannondale Moterra
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Sull'autore
Simone Lanciotti
Sono il direttore e fondatore di MtbCult (nonché di eBikeCult.it e BiciDaStrada.it) e sono giornalista da oltre 20 anni nel settore delle ruote grasse e del ciclismo in generale. La mountain bike è uno strumento per conoscere la natura e se stessi ed è una fonte inesauribile di ispirazione e gioia. E di conseguenza MtbCult (oltre a video test, e-Mtb, approfondimenti e tutorial) parla anche di questo rapporto privilegiato uomo-Natura-macchina. Senza dimenticare il canale YouTube, che è un riferimento soprattutto per i test e gli approfondimenti.
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