

Full da 120 mm o corta escursione: quale scegliere per Xc e Marathon?
Come sapete, recentemente sono passato dalla Orbea Oiz (full da 120 mm) alla Trek Supercaliber di seconda generazione (80 mm dietro e 110 mm davanti).


Nell'ultimo periodo, molti di voi mi hanno chiesto: «Come ti trovi con la Supercaliber? È meglio o peggio della Oiz?»
Prendo la palla al balzo per approfondire l'argomento, parlandovi delle mie sensazioni e dandovi qualche consiglio sulla scelta tra full da 120 mm e full ad escursione ridotta.
Iniziamo con un video:
La Supercaliber? Mi ha spiazzato, perché...
Vi dico subito che con la Trek Supercaliber Gen 2, inaspettatamente, mi sto trovando meglio.
Dico inaspettatamente perché la Orbea Oiz mi aveva fatto innamorare ed avevo il timore di non trovarmi così bene con nessun'altra Mtb.
Invece, già dai primi giri con la Trek Supercaliber di seconda generazione ho trovato un feeling pazzesco. E anche i tempi confermano che vado più forte un po' ovunque, soprattutto in discesa: sulle discese che faccio di solito ho messo diversi PR.


Sono rimasto stupito anch'io, perché da una full a corta escursione ti aspetti reattività, leggerezza di guida, ma non delle prestazioni migliori in discesa...
Quindi mi sono posto una domanda: per quale motivo vado meglio con questo genere di bici a corta escursione rispetto alle full tradizionali?
Da qui è nata l'idea di realizzare un contenuto che potesse essere utile anche a voi, per capire quale full è più adatta alle vostre necessità: 120 mm o corta escursione.
Di seguito analizzo le mie sensazioni e cerco di darvi qualche consiglio.


Abitudini e stile di guida
Una full come la Trek Supercaliber, ma anche come la Specialized Epic WC, la BH Lynx SLS e le altre Mtb “ibride”, sono perfetta per me che sono cresciuto sulla front e quando posso la uso ancora.
Il motivo principale, per me, riguarda lo schema sospensivo che rende la bici più pronta, più reattiva in uscita di curva e nei rilanci in generale. E anche più leggera, non tanto come peso vero e proprio (la mia Supercaliber pesa 10,3 kg), ma soprattutto come feeling di guida.

Le full da 120 mm con schema sospensivo più tradizionale (quindi con più snodi e più link), offrono tanta sicurezza e stabilità sui sentieri sconnessi e magari sui salti, ma nei rilanci e nelle curve in successione, a volte si “siedono” richiedendo un maggiore sforzo fisico per riprendere il ritmo giusto. Di conseguenza, la guida rimane più macchinosa e meno economica.

Qui entra in ballo il gusto personale, perché chi ha sempre guidato la full e magari arriva dall'enduro potrebbe avere delle sensazioni opposte, ovviamente.
In ogni caso, a me la reattività della Trek Supercaliber ha fatto sentire subito a casa.
Geometrie Trek
Le geometrie Trek mi sono sempre piaciute, perché sono bilanciate, ovvero non troppo estreme a livello di angoli e lunghezze.
Mi erano piaciute già quelle della Supercaliber di prima generazione, ma il modello nuovo ha delle geometrie ancora migliori, con sterzo più “slack” (67,5°) ma allo stesso tempo un reach non troppo abbondante (435 mm sulla taglia M che sto utilizzando).
L'angolo del piantone (74,5°) è meno verticale rispetto a quello della Oiz (76,5°) e questa cosa inizialmente mi ha spiazzato: ho faticato non poco a trovare la giusta posizione...


Ma poi, anche grazie ad un bike fitting, ho trovato la pace dei sensi e mi trovo addirittura meglio a livello di comfort e sensazioni generali.
Ne ho parlato qui:

Meno escursione: un pregio o un difetto?
La Orbea Oiz aveva 120 mm di escursione su entrambe le sospensioni, mentre la Trek Supercaliber ha 80 mm dietro e 110 mm davanti.
Inizialmente, questo dettaglio mi aveva impensierito, tra me e me pensavo: «E se poi mi trovo male?».
Invece, come ho detto inizialmente mi sono trovato addirittura meglio...
Pensandoci bene, quei 120 mm di escursione io li ho sfruttati ben poco, giusto in qualche uscita nei bike park vicino casa o su alcuni sentieri rocciosi, ma al 90% dei casi non ho mai sfruttato realmente tutta la corsa, soprattutto al posteriore.

Perché sono leggero (65 kg)? Forse...
Ma è anche vero che i percorsi delle gare amatoriali o quelli che tutti noi percorriamo solitamente in allenamento non sono quelli di Coppa del Mondo: in quelle situazioni avere una full da 120 (ma anche 130 mm) è quasi obbligatorio, anche perché le velocità sono sempre più alte e i percorsi sempre più ricchi di salti.
Le gare amatoriali, anche quelle più tecniche, non sono paragonabili: il mezzo tecnico andrebbe adattato facendo anche questa valutazione.
Inoltre, se ben settata, anche una full con meno escursione può lavorare bene. Anzi, una forcella leggermente più bassa rende la bici più maneggevole e permette di caricare meglio il peso in curva senza montare per forza un attacco manubrio con inclinazione molto negativa.

La guida della bici è tutto un discorso di bilanciamento dei pesi e tornando su una full ibrida mi sono accorto che su quelle tradizionali tendo a guidare un po' troppo arretrato, cosa che non premia quasi mai, se non sui tratti molto ripidi.
Con questo non voglio dire che 120 mm non servano a niente, ma prima di scegliere una bici da Xc con escursione abbondante assicuratevi di averne realmente bisogno.
Sicuramente, gli atleti meno leggeri e/o più aggressivi nella guida potrebbero trovarsi meglio con qualche millimetro in più sulle sospensioni, mentre per tanti altri non è detto che sia vantaggioso.

Reattività in salita
La Supercaliber, da bloccata è praticamente una front e da sbloccata è una full a tutti gli effetti, anche se esteticamente non lo sembra.
Inoltre, l'ammortizzatore degli ultimi modelli ha un'idraulica a tre posizioni (Open, Pedal, Lock) che a mio avviso è un valore aggiunto: nel mio caso si abbina alla grande alla forcella RockShox SID SL Ultimate di ultima generazione, anch'essa a tre posizioni. Ovviamente, montando un comando remoto dedicato...


È vero che tutte le Mtb da Xc attualmente hanno un lockout efficace, ma le “ibride” con meno snodi e meno link si prestano particolarmente ad essere più reattive e pronte alla risposta in pedalata, anche con sospensioni aperte.
Non è una novità, ma la sensazione è sempre piacevole.

Full da 120 o corta escursione: come scegliere?
Se affrontate principalmente dei percorsi “curati” o in generale non troppo sconnessi, in gara o in allenamento, la ibrida è più che sufficiente, soprattutto se venite da una front e cercate qualcosa di più comodo, ma che offra un feeling simile a quello che si ha sulla hardtail.


Se invece vi piace “superare il limite” con la bici da Xc, portandola in gara ma anche sui sentieri più tosti, con molte rocce, radici o pendenze importanti, allora la full da 120 potrebbe essere più adatta. Stesso discorso se avete un fisico robusto e vi piace “aggredire” il sentiero senza farvi troppi scrupoli.
In generale, il messaggio che deve passare è questo: non pensate che una Mtb con più escursione sia sempre da preferire, perché molto spesso potrebbe essere il contrario, non solo a livello di efficienza in pedalata, ma anche nelle guida “pura”.

Quale sarà il futuro?
Osservando le tendenze di mercato, ipotizzo che in futuro la scelta tra full da 120 mm e full a corta escursione potrebbe essere più semplice, nel senso che i due standard potrebbero "accorparsi" in un'unica soluzione che unisce le qualità di entrambe: escursione "classica" da 110 o 120 mm con design più semplice che dona più reattività e leggerezza a tutta la struttura.
Qualche azienda ha già dimostrato che l'obiettivo è raggiungibile.
Mi viene in mente la Unno Horn testata recentemente, che ha un ammortizzatore super compatto, ma uno schema che consente di avere un'escursione alla ruota di 110 mm.

Ma delle soluzioni simile sono proposte anche da altre aziende più conosciute: Giant, KTM, Torpado, Trinx e tante altre stanno lavorando in questa direzione (alcune in gran segreto), che in fin dei conti potrebbe essere quella più giusta.

Qui sotto, un approfondimento sulle full a corta escursione più conosciute al momento:

Qui gli altri articoli e test sulle full da Xc.
Per altre informazioni sulla Trek Supercaliber cliccate QUI.
Per altre informazioni sulla Orbea Oiz cliccate QUI.
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Sull'autore
Daniele Concordia
Mi piacciono il cross country e le marathon, specialità per le quali ho un'esperienza decennale. Ho avuto un passato agonistico sin da giovanissimo, ho una laurea in scienze motorie e altri trascorsi professionali nell’ambito editoriale della bici.
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