

La 32 del Piraz è un progetto nato dalla curiosità di Mirko Pirazzoli.
L'ex professionista romagnolo, che è da sempre uno dei bikers più tecnici ed aperti alle novità tecniche, anche stavolta cerca di anticipare il mercato costruendo una Mtb full con ruote da 32 pollici.

La 32 del Piraz è solo un prototipo, che sta utilizzando lo stesso Pirazzoli per fare dei test e capire qual è il vero potenziale della Mtb con ruote maggiorate, ma anche per mettersi in discussione ed effettuare delle modifiche a livello strutturale e/o geometrico.
Il progetto ci è sembrato interessante, quindi abbiamo raggiunto telefonicamente Mirko per farci spiegare meglio i dettagli tecnici della sua nuova 32”.

Il telaio
La 32 del Piraz ha un telaio in alluminio in stato prototipale, per questo motivo è piuttosto pesante (3150 grammi).
Per la realizzazione di questo telaio è stato fondamentale il contributo di Bjoern Aeschlimann, artigiano telaista svizzero specializzato nella realizzazione di telai sperimentali e prototipi ad alte prestazioni. La figura di Bjorn ha permesso a Pirazzoli di avere carta bianca sulla progettazione del telaio, che l'artigiano elvetico ha costruito in poco tempo e in un solo esemplare.
Ovviamente, seguiranno eventuali aggiornamenti su struttura e/o geometrie in base ai test eseguiti sul campo.
Proprio in questi giorni, Mirko Pirazzoli sta partecipando alla Appenninica Mtb Stage Race per avere più riscontri possibili sui tracciati di vera Mtb.
Il telaio della 32 del Piraz ha un'escursione alla ruota di 100 mm, lo stesso travel lo troviamo sulla forcella anteriore.
Lo schema sospensivo (un quadrilatero con giunto Horst) prevede l'utilizzo dei pivot principale posizionato sopra al movimento centrale, in questo modo si può abbassare il baricentro ed avere più margine per accorciare i foderi del carro posteriore.
I tubi sono molto piccoli e compatti, per aumentare il più possibile la rigidità e per ridurre gli ingombri: secondo Pirazzoli, con un design di questo tipo si può lavorare facilmente anche sulla taglia S.

Le geometrie
Le quote dalla 32 del Piraz sono ancora riservate, non per creare mistero, ma perché il progetto è ancora in fase di sviluppo e ogni dato raccolto durante i test potrebbe generare ulteriori evoluzioni.
L'obiettivo non era costruire una bici perfetta, ma costruire una piattaforma credibile da testare sul campo.
E infatti, già dopo la prima tappa dell'Appenninica, Pirazzoli ha ragionato su delle modifiche da fare sugli angoli.

Anche se i valori di gradi e centimetri non sono stati comunicati, ad occhio nudo si nota che lo sterzo è molto aperto e il piantone è molto verticalizzato. Secondo Mirko, la giusta gradazione dell'angolo sella è fondamentale per ottimizzare le prestazioni della Mtb da 32”, che permette di “osare” un po' di più proprio perché permette di mantenere il bilanciamento anche se il corpo è proiettato molto avanti.
Gli unici due dati che il Piraz ci ha fornito sono forse i più interessanti: carro da 445 mm (quindi molto corto, vicino a quello di una 29”) e altezza movimento centrale di 31,5 cm ovvero molto contenuta. In questo modo i mozzi sono più alti del perno pedivella e il rider si sente ancora più “dentro alla bici”.
Completa il quadro un reach lungo che si abbina ad un'attacco manubrio compatto.

Pedivelle e corona
Mirko Pirazzoli utilizza da sempre delle pedivelle lunghe, da 177 mm nel suo caso: andando un po' controtendenza, sostiene che la leva più lunga sia da preferire, ma non le ha cambiate con il passaggio alla 32 pollici.
Quello che ha cambiato, invece, è la corona anteriore, che è da 32 denti (Cruel a doppia camma) invece che da 34 denti. Con una ruota più grande sono necessari dei rapporti più corti per mantenere la cadenza ideale ed avere il giusto sviluppo metrico. Pirazzoli dice che i bikers meno allenati o meno potenti potrebbero scegliere anche una corona da 30 denti.
Sta utilizzando anche un misuratore di potenza SRM, per allenarsi, ma soprattutto per effettuare dei test comparativi tra 29” e 32”.

Le ruote
Con un diametro di 32 pollici, le ruote diventano cruciali: devono essere leggere, ma anche rigide e precise, non solo in pedalata, ma soprattutto in frenata e sul fondo sconnesso.
Proprio per questo motivo, Pirazzoli ha progettato e costruito un mozzo apposito, con flange maggiorate in alluminio, che permette di utilizzare dei raggi più corti, gli stessi che si utilizzano sulle ruote da 29” (305 mm).
I cerchi, invece, sono in carbonio con canale interno di 30 mm.
La coppia di ruote pesa 1550 grammi e c'è ancora del margine per scendere, visto che i raggi sono in acciaio e non in carbonio.

La trasmissione
Sulla 32 del Piraz non c'è niente di elettronico, il cambio è meccanico e artigianale, costruito dal brand artigianale Vivo.
La catena è una DID, marchio famosissimo nel mondo moto, che si sta affacciando anche al settore bici.
Il pacco pignoni è Leonardi Factory.

La forcella
La tecnologia della forcella rovesciata si presta bene allo standard della 32 pollici, soprattutto perché permette di ospitare in modo più facile una ruota maggiorata.
Sulla 32 del Piraz troviamo una Intend Samurai specifica per ruote da 32”, con bloccaggio idraulico e comando remoto al manubrio.
Il comportamento di questa forcella ha convinto sin da subito, sposandosi bene con il progetto in questione.

Le prime sensazioni
Mirko Pirazzoli ci ha riferito le sue sensazioni dopo la prima tappa della Appenninica Mtb Stage Race.
«Ho notato una maggiore scorrevolezza data dalla velocità che riesce a mantenere la bici una volta lanciata. Questo mi ha permesso di rimontare diverse posizioni da metà gara in poi, quando procedere di passo era la mossa vincente.
Nei rilanci da bassa velocità non ho notato particolari differenze rispetto alla 29”, secondo me è qui che la geometria giusta può fare la differenza.
Nei single track e sullo scassato sei più stabile, hai più grip e passi sopra a tutto, quindi scegliere la traiettoria è più facile, ma allo stesso tempo bisogna ricalibrare la guida, azzerare tutto e capire come ottenere il massimo da questo tipo di bici».
Il futuro secondo Pirazzoli
«Sono convinto che nei prossimi anni vedremo sempre più biciclette da 32 pollici. Molte saranno inevitabilmente più pesanti delle attuali 29”. Molte nasceranno per esigenze produttive e commerciali. Per questo motivo non ho voluto partire dal carbonio. Non ho voluto costruire una superbike.
Prima voglio capire una cosa: quando un biker salirà per la prima volta su una 32”, proverà una sensazione superiore a quella che conosce oggi? Se la risposta sarà sì, allora il resto verrà da sé».

La 32 del Piraz in tour
Dal 20 luglio al 20 agosto, la 32 del Piraz intraprenderà un tour nazionale dedicato alla presentazione del progetto.
Un mese di incontri, pedalate, confronti tecnici e presentazioni presso negozi e realtà che negli anni hanno condiviso la stessa passione per l'innovazione.
I dettagli del calendario verranno comunicati nelle prossime settimane.
Chi fosse interessato a ospitare una tappa del tour può contattare direttamente Mirko Pirazzoli via mail (piraz@icloud.com) al telefono (+39 338 2150512) o su Instagram (la32delpiraz).

Condividi con
Tags
Sull'autore
Daniele Concordia
Mi piacciono il cross country e le marathon, specialità per le quali ho un'esperienza decennale. Ho avuto un passato agonistico sin da giovanissimo, ho una laurea in scienze motorie e altri trascorsi professionali nell’ambito editoriale della bici.
Altri Articoli
Per commentare devi essere registrato al sito. Accedi
Articoli Simili
Iscriviti alla nostra newsletter


