

LENZERHEIDE - La Scott Spark di Nino Schurter è da anni la bici più osservata del circus mondiale di cross country.
Perché è risaputo quanto l'atleta svizzero sia attento e curioso di provare cose nuove.
Cose piccole e cose molto significative, come proprio il suo meccanico Yannick Gyger ci racconta.
Yannick conosce Nino da molti anni e la loro profonda amicizia e stima reciproca ha permesso ad entrambi di crescere e raggiungere i livelli che tutti sappiamo.
In occasione della sua ultima gara di Coppa del mondo XCO, abbiamo avuto la possibilità di intervistare sia Yannick (di cui vi proponiamo il video in basso) sia Nino.

Di cosa abbiamo parlato?
Se ricordate nell'ultima intervista che ho realizzato con Nino Schurter a giugno 2024, lo svizzero mi parlò proprio delle gomme e questa cosa è stata confermata anche dal suo meccanico.
Il quale però mi ha dato anche qualche altra info in più.
Come la pressione delle gomme.
La posizione in sella di Nino.
La consulenza (cruciale) di Nino sullo sviluppo delle sospensioni.
Il prototipo di cambio Sram Eagle Transmission.
E qualche aneddoto legato alla prima volta con il reggisella telescopico per Nino Schurter.
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Gomme larghe su cerchi larghi: perché?
Yannick fa una precisazione importante: le gomme moderne da 2,4-2,5" per l'XC sono davvero proficue per la scorrevolezza e il grip se montate su cerchi larghi (almeno 30 mm di larghezza interna).
Questo permette alla gomma di avere una superficie di contatto con il terreno grande e di forma più rotonda, aumentando il grip senza compromettere la scorrevolezza.
Una gomma larga su un cerchio largo ha anche un maggiore volume d'aria all'interno, migliorando anche il comfort.
I pesi complessivi possono salire un po', ma i benefici sono decisamente superiori.


Quel manubrio così basso: ma perché?
Non è una cosa per tutti, ma di sicuro, nel caso di Nino Schurter, c'è un fondamento tecnico-scientifico.
La posizione che lo svizzero ha sulla sua Scott Spark è diventata iconica e al tempo stesso molto efficace per lui.
Perché da una serie di analisi di natura biomeccanica questa è risultata quella più efficiente.
Ciò ha richiesto un manubrio ad hoc per lui (e anche per il compagno di squadra Filippo Colombo), un different setup delle sospensioni (forcella più sostenuta) e anche una tecnica di guida che nel corso degli anni è cambiata molto.



Le gare sono più veloci, più tecniche e il grip della ruota anteriore è cruciale per guidare bene e avere confidenza in offroad
Non è una posizione in sella per tutti, ma è qualcosa dalla quale tutti possiamo imparare qualcosa: il peso sulla ruota anteriore è fondamentale, così come anche la capacità di spostare il peso del corpo con rapidità sulle due ruote è fondamentale.
Prima di tutto, una passione autentica
Di base c'è un vero e proprio amore verso la mountain bike che ha sempre dato a Nino Schurter una marcia in più.
In termini di curiosità, competenza, capacità di guida e anche di consulenza tecnica.
Ciò che Yannick Gyger ha svelato durante il video la dice lunga: Rock Shox sfornato il Flight Attendant per Xc grazie anche al supporto e alla visione di Nino.

Il prototipo di cambio Sram Transmission
E anche una cassetta più leggera (e sempre a 12 velocità) e un nuovo misuratore di potenza (anch'esso più leggero).
Al di là del posizionamento della batteria in stile Sram GX Transmission, questo cambio, firmato BlackBox, non mostra altri cambiamenti significativi, almeno dal punto di vista estetico.
Sappiamo che Sram ha lavorato sodo per aumentare la velocità di cambiata (e proprio ieri è uscito l'aggiornamento firmware per tutti gli utenti), ma non sappiamo se e quando queste novità verranno rese note.
E' molto probabile di sì, perché quasi sempre ciò che è siglato BlackBox prima o poi arriva anche nei negozi.
Ma intanto, anche qui, Nino Schurter è stato il primo a testare questa novità di casa Sram.

A me non serve il telescopico...
Sì, ci ha messo un po' a convincersi, ma dalla primavera del 2021 questo componente non è mai più mancato su una delle bici da gara di Schurter.
Da un certo punto di vista Schurter aveva ancora il manico per guidare con il reggisella classico, ma aveva anche capito che non averlo avrebbe creato un possibile gap con gli avversari.
Più giovani e, potenzialmente, più prestanti di lui.
E alla fine si è convinto anche lui, fugando dubbi e scetticismo.

La chiacchierata con Yannick Gyger è avvenuta il giorno dopo l'ultima gara di Coppa e una notte di festeggiamenti.
Sia lui che Nino e tutta la squadra sono sembrati molto provati.
A letto tardi dopo una giornata di emozioni molto intense e al mattino sembravano svuotati.
Quasi pronti ad un addio che in realtà non sarà un addio.
Solo un gigantesco cambio di abitudini, di routine, di obiettivi e, in generale, di vita.
Sempre in bici, certo, ma con un ritmo e uno sguardo diverso.
Non vi svelo nulla di più dell'intervista che Nino Schurter mi ha concesso e che pubblicherò nei prossimi giorni.
Per ora, ancora una volta, grande Nino!
Qui tutti i nostri articoli, video e interviste su Nino Schurter
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Sull'autore
Simone Lanciotti
Sono il direttore e fondatore di MtbCult (nonché di eBikeCult.it e BiciDaStrada.it) e sono giornalista da oltre 20 anni nel settore delle ruote grasse e del ciclismo in generale. La mountain bike è uno strumento per conoscere la natura e se stessi ed è una fonte inesauribile di ispirazione e gioia. E di conseguenza MtbCult (oltre a video test, e-Mtb, approfondimenti e tutorial) parla anche di questo rapporto privilegiato uomo-Natura-macchina. Senza dimenticare il canale YouTube, che è un riferimento soprattutto per i test e gli approfondimenti.
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