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BRUNICO – Merida propone per gli appassionati dell’enduro la Merida One-Sixty cioè la full suspension 27,5” da 160 mm di escursione, con telaio in alluminio.

Merida One-Sixty
La Merida One-Sixty in alluminio.

In sostanza, la Merida One-Sixty con telaio in fibra di carbonio già presente nella gamma Merida viene affiancata dalla versione in alluminio 6013.

Merida One-Sixty
La Merida One-Sixty in fibra di carbonio.

Il telaio in lega hydroforming 6013, del peso di circa 2950 gr (tg M), utilizza il passaggio interno dei cavi Smart Entry Technology di Merida.
Le guide, fissate al telaio tramite una vite esterna (foto in basso) all’interno hanno una clip per impedire il movimento dei cavi che altrimenti potrebbe creare fastidiosi sfregamenti in discesa e quindi rumorosità indesiderate.

Merida One-Sixty

La bici sarà disponibile nelle taglie dalla S alla XXL e la geometrie della nuova Merida One-Sixty sono orientate alla ricerca della stabilità e della confidenza di guida sul veloce. L‘interasse nella taglia M, ad esempio, è di 1201 mm.

Merida One-Sixty

La nuova nata in casa Merida utilizza la sospensione Float Link, da 160 mm di corsa, accompagnata dall’ammortizzatore RockShox Super Deluxe R con standard metrico e attacco Trunnion (foto in basso).

Merida One-Sixty

Gli ingegneri Merida hanno studiato la curva di compressione della sospensione per rendere la parte finale della corsa ancora più progressiva, conferendo così anche maggior supporto a metà travel.
Inoltre, sono riusciti a minimizzare l’effetto anti-squat, in particolare modo con una corona da 32 denti e il 30% di Sag, permettendo al rider di pedalare con pochissimo affondamento in salita ed eliminando le forze che inibiscono il funzionamento della sospensione in discesa.

Merida One-Sixty

Le battute dei mozzi sono Boost e questo contribuisce a rendere più rigide e precise le ruote e la bici nel complesso.
In aggiunta permette anche di avere maggiore spazio per le gomme che possono essere montate fino alla misura di 27,5×2,6” di sezione.
L’attacco del freno è Postmount 180.

Merida One-Sixty

Abbiamo avuto modo di provare la Merida One-Sixty in occasione dei Media Days di Brunico, ecco come è andata. Sotto una pioggia inarrestabile…

IN SELLA
La componentistica, pur non essendo di primissimo livello è di grande sostanza.
Tutto è al posto giusto e il sottoscritto è alto 170 cm e con altezza sella di 70 cm, e nella taglia M mi sono sentito subito a mio agio, senza la necessità di alzare il manubrio o spostare le leve.
Ready to go.

Merida One-Sixty

L’unica cosa di cui mi rammarico è che il telescopico ha solo 100 mm di corsa. Su una bici da enduro con 160 mm di escursione potrebbe risultare un po’ limitante, come vedremo dopo.

IN SALITA
Pedalando in salita la sospensione, pur non avendo un lock-out, è efficiente e non sembra affondare inutilmente, evitando dispersioni di energia.
Quando la pendenza aumenta la bici si guida bene e si riesce a scegliere la traiettoria ideale, ma il peso dichiarato di circa 14,45 kg non aiuta.
In aggiunta a ciò, l’impossibilità di bloccare la forcella Sr Suntour Durolux non permette di alzarsi fuorisella per tratti molto lunghi.

Merida One-Sixty

NEL PEDALATO
La Merida One-Sixty non eccelle per reattività, in particolare a causa del peso di ruote e gomme.
La forcella, come l’ammortizzatore, non permette alcuna regolazione intermedia della compressione quindi è difficile avere dei rilanci efficaci.
E’ anche vero, però, che, visto il poco tempo a disposizione per il test, non ho avuto modo di personalizzare come avrei desiderato il tuning della forcella.
Nel complesso, la Merida One-Sixty è piacevole da guidare e trasmette un ottimo feeling ma se c’è da tenere alto il ritmo pedalando bisogna avere fiato e gambe.

Merida One-Sixty

IN DISCESA
Il montaggio della Merida One-Sixty provata è di media gamma, ma è solido e resistente anche per giornate in bike-park. La forcella Sr Suntour Durolux è l’unico componente con il quale mi sono trovato meno bene.

Merida One-Sixty
Il registro della compressione della Sr Suntour Durolux

Ho cambiato più volte pressione per trovare il giusto compromesso tra sensibilità e sostegno a metà e fine corsa, ma non sono riuscito a trovare il miglior feeling con le regolazioni che avevo a disposizione. La forcella Durolux durante questo breve test ha sofferto in particolar modo le sollecitazioni alle alte velocità in compressione, cioè gli urti più violenti.
Le gomme con sezione da 2,5” fanno la differenza: si riesce ad osare nonostante le condizioni di fango e bagnato del percorso.

Merida One-Sixty
I freni Shimano Deore, con disco da 203 mm anteriore e 180 posteriore, sono stati impeccabili come potenza frenante e costanza di rendimento.


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L’ammortizzatore, anche se solo un Super Deluxe R (cioè con la sola regolazione del ritorno), lavora molto bene, è sensibile ed è sostenuto da metà corsa in poi.
Non risulta essere molto agile, ma la stabilità è convincente.
Nononstante il reggisella da soli 100 mm di escursione limiti un po’ i movimenti in discesa, sui tratti più ripidi e nelle situazioni al limite la Merida One-Sixty dona grande confidenza.

Merida One-Sixty

In conclusione…
La Merida One-Sixty è una entry level per l’enduro, ma grazie alle geometrie azzeccate e alla sospensione Float Link con 160 mm ha tutto quello che serve per divertirsi in discesa senza alcun tipo di noie meccaniche.
Il peso non permetterà ritmi sostenuti durante la pedalata, ma per come è intesa oggi la salita nell’enduro, si riesce a pedalare comodamente per tante ore.
Quindi, si sale facendo due chiacchiere in compagnia prima della discesa dove la Merida One-Sixty è sul suo terreno di battaglia, in classico stile enduro.

Per informazioni Merida-Bikes.com

Stefano Chiri

Ciao, mi chiamo Stefano Chiri e quello che più mi piace è stare in sella ad una due ruote, ancora di più se è una bici. Mi piace la guida, arrivare al mio limite e trovarlo in tutto quello che ho modo di provare. La bicicletta è diventata la mia vita, l'ho vista e continuo a vederla da ogni punto di vista, da meccanico, tester, maestro e "atleta", cercando di trovare sempre nuovi spunti per andare avanti, migliorarmi e per coinvolgervi nell'universo della Mtb e della bici a 360°. Stefano Chiri