Bella domanda, vero?
Me la sono posta quando mi è capitato di andare in Mtb con gente molto più brava di me.
“Ma come fa ad andare così veloce? Ma come fa a non stancarsi mai?”
E sono certo che questa domanda te la sei posta anche tu.
Ma perché in discesa mi stanco così tanto?
Bene, consideriamo questi 4 punti che, fidatevi, non riguardano solo i principianti...

1 - Allenta la presa
Nel fuoristrada le sollecitazioni sul manubrio possono essere molto rapide, brusche e intense.
E se non hai molta esperienza ti sarai accorto che è difficilissimo tenere ben salda la presa del manubrio.
Bene: la notizia è che, in discesa, il manubrio non va afferrato con forza, ma controllato.
Quindi, allenta un po' la presa delle mani, piega le braccia (abbassando la testa) e sciogli spalle, schiena e bacino.
La bici va un po' guidata e un po' assecondata: il compromesso corretto arriva con la pratica (e gli errori).
Prova a fare questo quando sarai di nuovo sul sentiero:
- - nei tratti scorrevoli, apri leggermente le dita per un secondo, cioè allenta la presa;
- - verifica quanto sforzo ti richiedono i freni: se gli avambracci "bruciano" è perché stai frenando troppo (cioè i freni funzionano male e/o sei troppo rigido) oppure c'è un problema di setup (forcella e/o gomme troppo dure);
- - abbassa consapevolmente le spalle;
- - allunga lo sguardo.
Se senti subito un alleggerimento, vuol dire che stavi guidando in tensione.
Segnale chiaro: se a fine discesa hai gli avambracci “roventi", il problema lavora di più sui punti esposti sopra.

2 - Evita "apnea tecnica": respira!
La respirazione è spesso sottovalutata.
Quante volte ti è capitato (ammesso che tu te ne sia accorto) di entrare in una sorta di "apnea tecnica", trattenendo il respiro nei tratti più impegnativi e respirando in modo superficiale nei tratti veloci?
Una volta ho visto, anzi, "sentito" Fabien Barel mentre affrontava una Speciale: inspirava e soffiava velocemente, cioè stata iperventilando.
A fine gara gli ho chiesto perché lo facesse e la risposta è stata proprio quello che pensavo: stava iperventilando per aumentare la quantità di ossigeno nel sangue e ridurre la percezione di fatica.
Esercizio pratico:
- - nei tratti meno tecnici, inspira profondamente dal naso;
- - espira lentamente dalla bocca;
- - fallo 3-4 volte consecutive;
- - nei tratti più difficili cerca di respirare con regolarità;
- - se gambe e braccia iniziano a "bruciare" prova a iperventilare.
Queste accortezze riducono la tensione accumulata nei tratti più impegnativi.
Molti biker entrano in apnea nei passaggi difficili, senza rendersene conto.
Riprendere il ritmo respiratorio e, addirittura, aumentarlo cambia subito la percezione della fatica.
Consiglio pratico: andare forte in discesa non significa solo conoscere la tecnica di guida, ma implica anche un buon livello di allenamento sui pedali.

3 - Controlla il setup (ma non stravolgerlo)
In questo articolo-tutorial non voglio farti rivoluzionare il tuo assetto in bici, ma farti fare un paio di verifiche.
Immagina questo scenario: sei impegnato nella guida su un fondo sconnesso e anche ripido e avverti colpi bruschi e intensi sui palmi delle mani durante la guida.
Spesso questo è il segnale che c'è qualcosa di errato nel setup delle gomme, ma soprattutto delle sospensioni.
Ovvero:
- - hai chiuso troppo compressione e ritorno delle sospensioni?
- - le gomme sono gonfiate più del necessario?
- - il Sag è coerente con il tuo peso reale (in assetto da uscita)?
Diciamo che se le gomme non vanno sgonfiate troppo (per evitare pizzicature e migliorare la precisione direzionale della bici) rimane del margine di intervento nelle sospensioni, cioè sul Sag.
Se non sai cos'è, ti invito a leggere questo articolo perché spiega come gestirlo a proprio vantaggio senza fare errori.

Un ultimo consiglio sulla presa del manubrio: se hai guanti taglia XL è molto probabile che possano giovarti manopole oversize, di almeno 33 mm di diametro.
Il palmo della mano guadagna una superficie di contatto maggiore, a vantaggio della confidenza di guida.
4 - Muoviti di più
Se resti “piantato” nella stessa posizione, ti stanchi prima e aumenti il rischio di cadute.
Sei abituato a guidare con il piede sinistro avanti e il destro dietro o viceversa?
Bene, prova ad alternare volontariamente la disposizione dei piedi, per abituare il tuo corpo a muoversi di più.
In generale, i muscoli si contraggono in armonia con il terreno e con la guida e nessuno di essi dovrebbe rimanere costantemente in tiro durante la guida in discesa.
"In armonia con il terreno e con la guida" significa che il lavoro muscolare è finalizzato ad assorbire gli impatti e a dirigere la bici ed è paragonabile a quello di un elastico, cioè una rapida sequenza di compressione ed estensione delle articolazioni.
Durante la prossima discesa:
- - piega leggermente le ginocchia per farle funzionare come degli elastici
- - lascia lavorare le braccia
- - abbassa i talloni (foto in basso) per ottimizzare il carico tra ruota anteriore e ruota posteriore
La guida efficace non è statica.
E’ dinamica.

Sì, tante belle parole, forse anche troppe se sei alle prime armi, ma non scoraggiarti.
Inizia un passo alla volta, acquisisci un movimento e una sensibilità alla volta e poi passa al successivo.
Prima di quanto credi, la guida diventerà più facile.
Non mollare.
Qui tutti i nostri articoli e video tutorial sulla guida in Mtb
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Sull'autore
Simone Lanciotti
Sono il direttore e fondatore di MtbCult (nonché di eBikeCult.it e BiciDaStrada.it) e sono giornalista da oltre 20 anni nel settore delle ruote grasse e del ciclismo in generale. La mountain bike è uno strumento per conoscere la natura e se stessi ed è una fonte inesauribile di ispirazione e gioia. E di conseguenza MtbCult (oltre a video test, e-Mtb, approfondimenti e tutorial) parla anche di questo rapporto privilegiato uomo-Natura-macchina. Senza dimenticare il canale YouTube, che è un riferimento soprattutto per i test e gli approfondimenti.
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