

REGGIO EMILIA - Il mondo della bici è in continua evoluzione e anche le competenze di chi lavora nel settore richiedono un costante aggiornamento.
Qualche settimana fa sono stato invitato da Beltrami TSA a partecipare a uno dei corsi Sram Technical University svolti dal personale della Betrami TSA Tech Academy.
Innanzitutto chi è Beltrami TSA?
Attualmente distribuisce in Italia 34 marchi, fra i quali spiccano Sram (e tutti i marchi "satelliti" di Sram) e altri brand legati soprattutto al mondo road, come Factor, Hutchinson, Corima, Ceramic Speed e altri ancora.
Il grosso dell'impegno di questa compagnia è ovviamente rivolto a Sram e qui veniamo al dunque, la Sram Technical University.
Di cosa si tratta?


Sram Technical University: cos'è?
Tutto si basa sul concetto che la bici è in continua evoluzione e di conseguenza anche le competenze di chi opera in questo settore devono aggiornarsi.
I corsi tenuti dai due esperti della Beltrami TSA Tech Academy, ovvero Luca Sacchetti e Lorenzo Spotti (foto sopra), possono essere di aggiornamento (Advanced) o anche di formazione (Beginners), possono svolgersi nella sede di Beltrami (in un'aula appositamente allestita con 4 postazioni di lavoro, foto in basso), da remoto (sotto forma di webinar) oppure addirittura one-to-one (per una sola persona).
Ovviamente sono rivolti solo a meccanici e rivenditori, ovvero a professionisti o a futuri professionisti del settore, sia strada che Mtb.
Ho avuto l'occasione di partecipare ad un corso Beginners con un focus sulla trasmissione T-Type di Sram, sui freni Sram e sulle sospensioni RockShox.
Piccolo spoiler: c'è sempre qualcosa da imparare...

E' bello (e utile) imparare cose nuove
E' quando pensi di sapere tutto che inizi a restare indietro.
Potrei iniziare e chiudere così, cioè con il succo dell'esperienza di questa giornata in compagnia dei tutor Lorenzo Spotti e Luca Sacchetti, ma ovviamente la narrazione va articolata un po' di più.
Anche perché di spunti, sebbene fosse "solo" un corso Beginners, ne sono arrivati davvero tanti.
Insieme a me c'erano anche Vanio Crepaldi, di Circeo Be Wild, insieme ad un suo giovane meccanico, desideroso di imparare e conoscere di più la bici e in particolare i prodotti nell'orbita Sram.

Abbiamo iniziato con un tema molto dibattuto, ossia il liquido per freni che in casa Sram è di recente diventato minerale abbandonando il caro DOT.
Il DOT continua ad essere un liquido freni assolutamente valido, tant'è che nel modo auto e moto è l'unico liquido utilizzato per motivi di sicurezza.
Nel caso delle bici, però, ci sono altri parametri da considerare.

Le differenze di comportamento sono evidenti a tutti: i freni di un auto hanno un rendimento molto elevato e costante e con il liquido DOT riescono a resistere meglio alle alte temperature.
In campo bici il liquido minerale, invece, è quello che richiede meno manutenzione e ha un comportamento più costante al variare delle condizioni ambientali e di utilizzo della bici.
Ergo, è i ciclisti preferiscono un impianto frenante che richieda manutenzione meno frequentemente.
Comprensibile, no?
Quindi, anche Sram è passata all'olio minerale, ottenendo da subito risultati e prestazioni molto più convincenti che in passato.
Oltre a spiegare queste differenze, Lorenzo ha invitato il giovane aspirante meccanico a spurgare un impianto Maven, mostrandogli trucchi e consigli nella procedura (foto in basso).



Ma non solo: durante il corso ha anche spiegato quante e quali sono le pastiglie frenanti di casa Sram.
Voi lo sapete?
Magari neanche vi interessa, perché in fondo, al massimo, vi interessa sapere quali sono quelle adatte al vostro impianto frenante, ma se foste un rivenditore avere un quadro chiaro potrebbe essere utile.
Beh, visto che ci siamo vi mostro il disegno che Lorenzo stesso ha fatto sulla lavagna:

In tutto le pastiglie freno di casa Sram sono di 5 tipologie, classificate in base alle dimensioni della pastiglia stessa, vale a dire:
- - Small asimmetriche: 11v Road, 12v road Red monoblocco e Level
- - Small: Level e 12v Road
- - Medium: Guide
- - Large: Code e DB8
- - Extra Large: Maven
Altra domanda cruciale sulle pastiglie: quando vanno sostituite?
Come si fa ad accorgersi che è il momento di sostituirle?
Ebbene Lorenzo Spotti parte da 3 numeri e fa un altro disegno (foto in basso): 2 mm è lo spessore del materiale di attrito, 2 mm è lo spessore del supporto del materiale di attrito e 4 mm è lo spessore totale di una pastiglia freno.
Quando lo spessore totale scende a 3 mm è il momento di sostituire una pastiglia.
Ma perché?

In sostanza dopo 1 mm di usura le tenute dei pompanti del pistone iniziano a lavorare male e a non richiamare bene i pompanti, per l'accumulo di detriti e sporcizia sulle pareti laterali dei pompanti.
Questo porta il disco a sfregare con le pastiglie, a rendere più rumoroso l'impianto frenante e anche ad un'usura non corretta delle pastiglie.
Quindi è bene verificare con maggiore frequenza lo stato di usura delle pastiglie ed è consigliabile presto attenzione anche alla effettiva planarità dei punti di attacco della pinza (sia Postmount che Flatmount).
Passando poi alla trasmissione Sram T-Type è emersa chiaramente la necessità di dotarsi di uno strumento cruciale: la chiave dinamometrica.
Ne ho parlato in questo video e, oggi, è molto importante che un rivenditore o un centro assistenza ne abbia una, poiché senza di essa è possibile che la nuova generazione di cambi Sram T-Type (o Transmission) non funzioni correttamente.
Poiché il B-Gap viene determinato da una specifica posizione del cambio la vite che lo blocca deve essere serrata esattamente a 35 Nm.

Passiamo alle sospensioni, il cui esperto è Luca Sacchetti.
I più esperti lettori di MtbCult conoscono esattamente le differenze, le qualità e i limiti di un elemento elastico a molla oppure ad aria.
Ma non è così per tutti.
E soprattutto non può essere così per chi si avvicina alla professione di meccanico di bici.
Quindi, in breve, Luca ci ha disegnato e spiegato lo schema seguente:

Trattandosi di un corso Beginners, al giovane meccanico è stata mostrata anche la procedura per il tagliando delle 50 ore di utilizzo di una forcella RockShox.
Dopo di che, sotto la supervisione del tutor, allo studente è stato chiesto di ripetere la sequenza, correggendo alcuni degli errori che per inesperienza commetteva.



Insomma, alla fine della giornata di corso a me era venuta voglia di restare ancora lì, per continuare ad ascoltare Lorenzo e Luca, per dibattere di temi, domande e dubbi che sia loro che noi (in qualità di interfaccia fra il pubblico e i brand) ci troviamo quotidianamente ad affrontare.
L'unico difetto?
I corsi della Beltrami Tech Academy sono rivolti solo ai meccanici di bici: sono certo che molti appassionati di meccanica di bici bramerebbero per parteciparvi.
Ma chissà che in futuro non accada...

I consigli per la gestione dell'officina
Ecco un altro tema molto importante e di grande utilità per chi deve gestire un'officina.
Essendo Beltrami TSA il distributore in Italia dei componenti e dei ricambi Sram è anche la figura che meglio di tutti conosce le esigenze e anche gli errori che le officine commettono.
Errori come un'errata stima per l'approvvigionamento di un certo ricambio.
Momento dell'ordine e quantità non adeguate alle reali necessità.
Ebbene, durante i corsi Lorenzo e Luca non mancano di dare indicazioni anche su quali siano i ricambi che non devono mancare mai in officina e in quali quantità è bene ordinarli, anche per risparmiare sul prezzo di acquisto ed essere certi di averli sempre disponibili.
L'obiettivo di questi corsi, infatti, non è solo fornire aggiornamenti su come un certo componente funziona o si ripara, ma anche su come ottimizzare il lavoro in officina, su come renderlo più semplice e meno caotico.
In sostanza ai meccanici di bici che vogliono acquisire un approccio più professionale a questo mestiere consiglio caldamente di valutare la partecipazione a questi corsi.
Qui il link per conoscere modalità di partecipazione, date, località e costi.
Qui tutti i nostri articoli, video e approfondimenti sulla manutenzione della Mtb
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Sull'autore
Simone Lanciotti
Sono il direttore e fondatore di MtbCult (nonché di eBikeCult.it e BiciDaStrada.it) e sono giornalista da oltre 20 anni nel settore delle ruote grasse e del ciclismo in generale. La mountain bike è uno strumento per conoscere la natura e se stessi ed è una fonte inesauribile di ispirazione e gioia. E di conseguenza MtbCult (oltre a video test, e-Mtb, approfondimenti e tutorial) parla anche di questo rapporto privilegiato uomo-Natura-macchina. Senza dimenticare il canale YouTube, che è un riferimento soprattutto per i test e gli approfondimenti.
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