Telaio più piccolo con attacco lungo (come i pro') o viceversa?

Daniele Concordia
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Telaio più piccolo con attacco lungo, oppure più grande con attacco corto?
È difficile dare una risposta generica e definitiva, perché per scegliere la taglia della Mtb non esistono delle regole precise, ma delle indicazioni da personalizzare in base alle proprie necessità.
Ne abbiamo parlato in diversi articoli, realizzati soprattutto per aiutare chi si trova a metà tra le due taglie ed era in preda all'indecisione.
A proposito, qui un approfondimento sul discorso specifico:

Nell'ultimo periodo, però, ho avuto qualche difficoltà anch'io nel trovare l'assetto giusto e dopo aver risolto il problema ho pensato che la mia esperienza personale potesse aiutare anche voi nella scelta della taglia e nell'abbinamento con l'attacco manubrio ideale.
Di seguito vi spiego cosa intendo...



Un'esperienza personale

Sono alto 172 cm, pedalo a circa 72,5 cm di altezza sella e utilizzo da sempre dei telai in taglia M.
Come ben sapete, però, i telai di ultima generazione sono un po' diversi: più lunghi, più aperti e richiedono un po' di accortezza in più nella fase di setup iniziale.
Un po' di tempo fa ho sostituito il telaio della mia RDR Deus 2.0 con il modello 2023, che ha delle geometrie diverse, con tubo orizzontale più lungo di circa 2 cm, sterzo da 67,2 gradi (contro 68,5 gradi) e piantone più verticale (ma non troppo).

Telaio Più Piccolo Con Attacco Lungo
La RDR Deus 2.0 (modello 2023) in taglia M: si nota lo svettamento sella ridotto, la sella tutta avanzata e l'attacco manubrio corto


Il problema è sorto perché con la stessa taglia, nella fattispecie una M, non riuscivo a trovare l'assetto giusto: il fuorisella era ridotto al minimo, la sella tutta avanzata e l'attacco corto (70 mm), ma nonostante ciò me la sentivo lunga, sia in pedalata che in discesa.
Okay, c'è qualcosa che non va!
Da quel momento in poi ho iniziato a studiare le geometrie facendo qualche calcolo ed ho chiesto a RDR di poter provare una taglia S, perfetta di piantone (44 cm, contro i 47 cm della M), ma più corta anche di top tube (57,7 cm).
Detto, fatto!

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Lo stesso telaio RDR Deus 2023, ma in taglia S. In questo caso, lo svettamento sella è giusto e l'assetto è molto più proporzionato.


Dopo qualche settimana ho provato la taglia più piccola e mi è cambiato il mondo: la bici è di nuovo giocosa e sono tornato a divertirmi.
Però... Però ho dovuto fare qualche prova per scegliere la giusta lunghezza e inclinazione dell'attacco manubrio.
Così, partendo da un 70 mm x -17 gradi, sono passato prima a un 80 mm x -20 e poi ad un 90 mm x -20, trovando in quest'ultimo il giusto compromesso tra assetto in pedalata e guidabilità/stabilità in discesa.
Quindi, senza volerlo sono tornato ad un assetto “old style” (telaio più piccolo con attacco lungo), ma beneficiando di uno sterzo più aperto che rende la bici super capace.

Telaio Più Piccolo Con Attacco Lungo
Con il telaio più piccolo ho dovuto allungare lo stem di 20 mm, passando dai 70 ai 90 mm.

Questo mio esempio potrebbe servire a capire che anche chi, come me o come tanti altri, ha le idee ben chiare su come dovrebbe essere l'assetto ideale sulla Mtb, ma si trova a metà tra le due taglie, a volte è costretto a rivedere i piani in funzione del telaio che ha davanti.

Non tutte le bici sono uguali, quindi bisogna analizzare caso per caso, magari con l'aiuto di un biomeccanico, ma siccome l'assetto in Mtb è molto dinamico e personale, spesso il modo migliore per trovare la quadra è provare, sbagliare e riprovare di nuovo, sperimentando cose nuove che potrebbero cambiare le proprie convinzioni, o magari darci delle conferme.

Inclinazione E Lunghezza Attacco Manubrio
L'attacco più lungo (in questo caso un 90 mm x -20°)modifica il feeling con la bici, non sempre in positivo. 90-110 mm di lunghezza sono ancora accettabili, mentre sconsigliamo l'utilizzo di stem dai 120 mm in su. In questo caso, potrebbe servirvi davvero un telaio più lungo...

L'esempio (non sempre positivo) dei pro'

Molti professionisti fanno la scelta che ho fatto io, con la differenza che nel mio caso non è stata voluta, mentre alcuni pro' hanno il “pallino” del telaio più piccolo con attacco lungo.
Un'idea che concettualmente non sarebbe il massimo, perché si perde un po' il senso delle geometrie moderne, fatto sta che questo tipo di assetto è molto utilizzato e, a quanto pare, porta ancora i suoi frutti.

Telaio Più Piccolo Con Attacco Lungo
Samuel Gaze, campione del mondo marathon 2022, utilizza da sempre telai compatti e stem lunghissimi (e molto inclinati)
Attacco Manubrio Sam Gaze
Per ottenere il giusto assetto, ha dovuto montare un attacco manubrio Cinelli davvero "old style". Ad occhio sembra da 120-130 mm...

Ma per quale motivo molti professionisti hanno questa “fissa”?
Il telaio raccolto è più leggero e più reattivo, e scegliendo uno stem più lungo si ottiene più o meno la stessa posizione. Inoltre, la bici è più bassa di sterzo e non si ha quasi mai la necessità di utilizzare un attacco molto negativo.

Telaio Più Piccolo Con Attacco Lungo
Anche Luca Braidot utilizza un attacco manubrio abbastanza lungo, ma non troppo negativo come quello di Gaze

Per contro, però, la bici diventa anche più scorbutica ed esigente nella guida, un dettaglio che non preoccupa più di tanto i pro', ma che invece potrebbe impensierire gli amatori, soprattutto quelli alle prime armi.
Proprio per questo motivo ci tengo a dire che non sempre l'assetto usato dagli Elite nelle gare di Coppa o nelle marathon più titolate è l'esempio perfetto, dipende sempre dal proprio stile di guida, dal proprio livello tecnico/atletico e dalle proprie esigenze.

Telaio Più Piccolo Con Attacco Lungo
La bici di Filippo Fontana: telaio in taglia S con attacco manubrio da 110 mm x -20°

Scegliere la taglia del telaio: 4 consigli pratici

A prescindere dal mio esempio e dalle manie di alcuni professionisti, ci sono dei “segnali” da ascoltare e dei dettagli da esaminare prima dell'acquisto, per scegliere la taglia della Mtb e l'attacco manubrio più adeguato. Un fattore importante, visto che attualmente molte Mtb hanno un cockpit integrato, che bisogna ordinare nella misura giusta...

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I cockpit integrati sono bellissimi e performanti, ma richiedono maggiore attenzione in fase di acquisto

Di seguito 4 consigli per tutti coloro che sono indecisi tra due taglie, agonisti e non:

- Guardare il reach e l'angolo del piantone: la lunghezza “reale” del telaio e l'angolo del piantone sono fondamentali. Ci si può permettere di scegliere una taglia “abbondante” del telaio solo se il piantone è molto verticale (angolo di 75-77 gradi) ed invita ad avere una posizione più raccolta in pedalata.
In questo caso, anche se il reach è più lungo di quello della vostra bici precedente, potreste trovarvi a vostro agio, abbinando magari uno stem corto.
Al contrario, se il piantone è meno verticale (72-74 gradi) ed il reach è comunque lungo, allora si potrebbe prendere in considerazione un telaio della taglia inferiore, da abbinare ad un attacco più disteso.

Telaio Più Piccolo Con Attacco Lungo
Il reach è un parametro fondamentale per la scelta della taglia e per capire che comportamento potrebbe avere un determinato telaio

- Controllare anche l'altezza del piantone: lo svettamento sella, a volte è solo un parametro estetico, ma se è troppo scarso o troppo abbondante potrebbe diventare un problema.
Ad esempio, se scegliete un telaio molto sloping ed avete un'altezza sella abbondante potreste raggiungere il limite di svettamento molto facilmente. Senza contare che molti reggisella telescopici non arrivano all'altezza desiderata, andrebbe scelto un modello specifico che non tutte le aziende producono.
Al contrario, se avete poco fuorisella evitate telai con tubo piantone molto alto, perché potreste trovarvi con uno svettamento ridotto ai minimi termini, esteticamente poco gradevole e a volte anche poco funzionale nella regolazione della sella stessa ed eventualmente del telescopico.

Telaio Più Piccolo Con Attacco Lungo
Quello della BCM Twostroke, ad esempio, è un telaio molto sloping, ossia ha un tubo piantone molto basso, che avvantaggia i riders di statura contenuta.

- Front o full? Ci sono delle differenze: la presenza della doppia sospensione potrebbe cambiare il modo di scegliere la taglia della Mtb, perché se è vero che una hardtail troppo raccolta diventa inguidabile a causa del telaio super rigido, è anche vero che sulla full questa rigidezza potrebbe essere compensata dal lavoro dell'ammortizzatore, che smorza le vibrazioni e perdona qualche errore in più.
Quindi, se siete a metà tra le due taglie e state comprando una full, fate anche questa valutazione.

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Con la hardtail è meglio evitare telai troppo raccolti. In foto, Samuele Porro e la nuova Wilier Triestina USMA SLR. Il rider comasco utilizza una taglia M.

- Siate sinceri con voi stessi: è la chiave di tutto, perché, come abbiamo detto precedentemente, la scelta del telaio e dell'assetto nella sua totalità è un fattore troppo legato alle necessità e al livello del rider.
Gli agonisti incalliti, che corrono da tanto tempo, hanno un fisico ben allenato ed un grande controllo del mezzo potrebbero optare anche per un telaio più piccolo con attacco lungo, consci di saperlo controllare a dovere. Ciò non vuol dire che questa sia la scelta migliore, ma quando ci si trova a metà tra due taglie, a volte si è obbligati a prendere delle decisioni di questo tipo.
Chi invece non ha troppa esperienza, o magari pedala da anni ma preferisce un mezzo comodo e più stabile sul veloce, troverà sicuramente nella taglia “giusta” o leggermente abbondante la soluzione ideale. In questo caso, si ha la sicurezza di poter pedalare per tante ore senza dolori o fastidi dovuti ad una posizione troppo racing e raccolta.

Telaio Più Piccolo Con Attacco Lungo
Se proprio non riuscite a trovare la soluzione ideale, vi consigliamo di rivolgervi ad un bravo biomeccanico


Prima di chiedere all'amico o al “tuttologo” di turno, prendetevi del tempo, ragionate e valutate il vostro modo di intendere la Mtb.
Se proprio dovete confrontarvi con qualcuno, fatelo con un biomeccanico esperto di fuoristrada: già, perché quello della bici da strada è tutto un altro mondo...


Qui sotto, i consigli di due biomeccanici per la scelta del telaio:

Poi, un articolo sulla scelta dell'attacco manubrio:

Qui gli altri articoli sull'assetto in sella.

Foto in apertura di Gina Ball.

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Sull'autore
Daniele Concordia

Mi piacciono il cross country e le marathon, specialità per le quali ho un'esperienza decennale. Ho avuto un passato agonistico sin da giovanissimo, ho una laurea in scienze motorie e altri trascorsi professionali nell’ambito editoriale della bici.

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