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Come portare la bici in auto?
Eccettuando la soluzione di mettere la bici dentro l’auto, di opzioni il mercato ne propone diverse: portabici sul tetto, portabici sul portellone posteriore e portabici da fissare sul gancio da traino.
Ognuna ha i suoi pro e i suoi contro.

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In questo articolo andiamo a prendere in considerazione una delle più recenti proposte di Thule per i portabici da tetto, ovvero il Thule ProRide 598.
Di questo accessorio ne avevamo parlato dopo Eurobike perché si tratta dell’evoluzione di un modello di grande successo di casa Thule, ovvero il ProRide 591.
Quest’ultimo era stato lanciato sul mercato nel 2003 e sin da allora aveva rappresentato un netto salto qualitativo rispetto agli altri portabici da tetto in commercio.

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Nella foto la Santa Cruz Bronson 2 CC. Qui il test

La bici viene caricata senza smontare la ruota anteriore e una morsa, regolabile dal basso, permette di bloccare la bici tramite il tubo obliquo.
Questo velocizza le fasi di carico e di scarico a patto di avere una statura adeguata per queste operazioni e di avere a che fare con un’auto non troppo alta.
Non dovendo smontare le ruote, un portabici del genere riduce di molto la possibilità di sporcarsi le mani se la bici, ad esempio, dovesse essere infangata.
Per sollevare o portare a terra la bici suggeriamo di mettere una mano sui foderi alti e una mano sulla forcella ed è in questa fase che ci si potrebbe sporcare le mani.
Fatta questa veloce precisazione, passiamo ad analizzare il portabici Thule ProRide 598 facendo un paragone con il suo predecessore, il ProRide 591.

La stabilità della bici
I due portabici non differiscono molto in questo: la bici è fissata in modo molto stabile sul tetto e le differenze, semmai, sono più evidenti nella morsa.
Prima di tutto la forma: il nuovo, il ProRide 598, ha la ganascia inferiore della morsa con una specie di becco che impedisce alla bici di svincolarsi lateralmente dalla morsa.
E complica anche il lavoro ai malintenzionati che volessero sfilare la bici (leggete più avanti).

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La ganascia del Thule Proride 598

La morsa del ProRide 598 ha una sorta di limitatore di coppia, ovvero se si esagera a ruotare la manopola per la chiusura della morsa, la meccanica di funzionamento arresta il serraggio e si sede un “tac” piuttosto sonoro.
In questo modo il tubo obliquo, specie se in fibra di carbonio, corre meno rischi di essere danneggiato per schiacciamento.
In realtà non è necessario arrivare al limite del “tac” per avere un fissaggio valido della bici sul ProRide 598, ma basta anche meno.

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La manopola che regola il serraggio della ganascia. Sullo sfondo, più sfocato, si vede il pulsante grigio per il rilascio rapido della ganascia. Il Thule Proride 598 è fornito di serie di una serratura con chiave.

La sola attenzione da avere è di assicurarsi che il disegno del proprio telaio sia compatibile con questo portabici e che la bici non pesi più di 20 Kg.
Le bici testate di recente da MtbCult (ad eccezione delle e-bike) sono state tutte caricate su questo portabici, comprese le Evil The Insurgent e The Following, la cui sospensione posteriore sembrava potesse creare problemi alla morsa.

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La generosa lunghezza delle cinghie permette di montare sul Thule Proride 598 anche bici con gomme Plus.

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La cinghia ha un rivestimento mobile in gomma per evitare che si graffino i cerchi.

Stesso discorso per la Specialized Stumpjumper Fsr 6Fattie, le cui ruote da 3,0” di sezione possono essere bloccate dalle due cinghie, contrariamente a quanto accade con il ProRide 591, pensato per gli standard di oltre 10 anni fa.
E per le fatbike?
Occorre considerare questo adattatore prodotto da Thule e compatibile con il Proride 598:


Per la cronaca, un po’ di difficoltà l’abbiamo trovata con il telaio Santa Cruz Bronson C prima serie in taglia M (la taglia L è ok), perché se il portaborraccia è istallato, la morsa non si infila facilmente, tanto per il ProRide 598 quanto per il modello precedente.
In generale Thule garantisce il corretto funzionamento di questo portabici con bici il cui tubo obliquo ha un diametro fino a 100 mm e noi aggiungiamo che se la bici ha un po’ di spazio sotto il portaborraccia (o non ha istallato il portaborraccia) il Thule ProRide 598 funziona con tutte le bici.

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Una differenza importante fra il Thule Proride 598 (in alto) e il Proride 591 (in basso): la ganascia del nuovo modello avvolge meglio il tubo obliquo, migliorando la stabilità della bici.
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Le manopole che regolano il serraggio della ganascia sono diverse: quella del Thule Proride 598 (foto sopra) è più ergonomico e ha un limitatore, ma entrambe hanno un pulsante per il rilascio rapido della ganascia.

Segnaliamo inoltre che per non danneggiare minimamente la finitura superficiale del telaio (sia verniciato che non) e per non stressare troppo il tubo obliquo vale la pena di considerare questo accessorio prodotto sempre da Thule.

Per togliere la bici dal portabici, prima di tutto allentate le cinghie, con una mano tenete la bici per la forcella o per i foderi alti del carro, poi premete il pulsante di rilascio rapido della morsa e quindi, con tutte e due le mani, portate a terra la bici.
E’ molto più semplice a farsi che a dirsi.

Il posizionamento della bici
Thule ha previsto delle microregolazioni che permettono a chiunque di posizionare al meglio le due cinghie.
Queste infatti possono scorrere sulla canalina (in lega leggera anodizzata) fino a trovare il corretto posizionamento sotto le ruote della bici.

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Le differenze fra il Thule Proride 598 (foto in alto) e il Proride 591 continuano anche nelle cinghie di fissaggio delle ruote. Il nuovo modello ha una cinghia che, fra le altre cose, lavora in diagonale, migliorando la stabilità della ruota durante la marcia.

E’ importante utilizzare queste cinghie perché riducono le oscillazioni delle ruote dovute all’aria mentre si viaggia in auto.
In sostanza stabilizzano la bici ed evitano che si giri la ruota anteriore facendo perdere stabilità al portabici stesso.
Thule, inoltre, suggerisce di non superare i 130 Km/h durante l’uso e di chiudere sempre con la chiave la serratura della morsa prima di ogni spostamento in auto.
Il motivo è duplice: prima di tutto è un espediente che scoraggia i ladri e poi è anche una doppia sicurezza in caso di rilascio accidentale della morsa.

Contro i furti
Il Thule ProRide 598 non è a prova di furto come non lo era nemmeno il ProRide 591.
Quindi, lasciare la bici sul portabici in un parcheggio, anche con la serratura chiusa, non vi assicura contro i furti.

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La serratura che impedisce il rilascio della ganascia.

Chiaramente dipende dalla durata della sosta e da tanti altri fattori, però possiamo dire che il becco della ganascia inferiore è senza dubbio un accorgimento che rende più difficile sfilare lateralmente la bici.
Cosa che sul Thule ProRide 591, purtroppo, era più facile di quanto si potesse pensare.
E lo abbiamo amaramente sperimentato.
Cosa fare, quindi?
Fra gli accessori venduti da Thule ci sono i cavi in acciaio (rivestiti in plastica) con lucchetto che, quanto meno, rendono più difficoltoso il furto.

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Contro i furti, infatti, occorre ragionare proprio in questo modo: non esiste portabici che sia a prova di ladro, ma esistono accortezze che possono rallentare il lavoro ai ladri.

A cosa fare attenzione?
La bici è sul tetto dell’auto e quindi questo aumenta la resistenza all’avanzamento e influisce negativamente sui consumi dell’auto.
Non mancano sibili e fruscii aerodinamici, pur usando le valide barre portatutto Thule (predisposte per gli attacchi a “T” del ProRide 598).

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Le barre Thule sono predisposte per l’attacco a “T” del Proride 598 e facilitano il montaggio di questo accessorio.

Infine, proprio perché la bici è sul tetto, ricordatevene prima di entrare in garage o sotto la pensilina di un parcheggio.
In generale il vento laterale non impensierisce troppo questo portabici, ma nella guida è sempre meglio ridurre la velocità e abbandonare la convinzione che il ProRide 598 sia onnipotente…

Quanto costa?
Il prezzo al pubblico è di 146,40€ per la versione colore alluminio satinato e di 163,48€ per quella di colore nero.
I prodotti Thule rappresentano un punto di riferimento, hanno una qualità costruttiva evidente al primo sguardo e di conseguenza il prezzo si colloca più in alto rispetto a diversi marchi della concorrenza.

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Nella foto la Trek TopFuel 9.8. Qui il test.

Spendere di più vuol dire avere un prodotto migliore?
La risposta corretta, in questo caso, non è né sì, né no, ma per quanto tempo.
Il test del Thule ProRide 598 è durato circa 3 mesi, quindi un lasso di tempo troppo contenuto per esprimerci sulla longevità di questo prodotto.
Ma possiamo farlo invece per il ProRide 591 che utilizziamo, per uso privato, da quasi 4 anni e che, pur essendo stato forzato per un furto, non ha ancora smesso di funzionare come il primo giorno.
Quindi, è abbastanza facile ipotizzare che anche il nuovo ProRide 598 non sia da meno.

Per informazioni Thule.com/it



Simone Lanciotti

Salve, mi chiamo Simone Lanciotti... e sono un appassionato di mountain bike come voi. Mi piace talmente tanto raccontare la mia passione per la Mtb che circa 20 anni fa ne ho fatto una professione. MtbCult.it è la stata la prima rivista che ho creato; poi eBikeCult.it e infine BiciDaStrada.it. La bicicletta in generale è stata ed è ancora per me una scuola di vita. Quindi, il viaggio continua e grazie per il contributo che date al nostro lavoro. Di seguito potete trovare tutti gli articoli firmati dal sottoscritto. Simone Lanciotti