La AmFlow PL Carbon e il motore DJI Avinox hanno dato un forte scossone al settore delle e-Mtb.
L'Avinox è stato presentato lo scorso anno a luglio, ma solo di recente ha iniziato a diventare un'alternativa molto valida (o sarebbe meglio dire preoccupante?) alle drive unit più popolari.
Per capire pro e contro di questo sistema, DJI Europe mi ha fornito una AmFlow PL Carbon per conoscerlo meglio e spiegarlo al pubblico italiano.

Fra l'altro, proprio oggi, 17 giugno, viene svelata ufficialmente la rete dei rivenditori ufficiali AmFlow in Italia.
Ma per ora restiamo sul test e i suoi risultati .
Guardate il video:
Per conoscere altri dettagli vi invito a proseguire nella lettura.
AmFlow PL Carbon: 7 aspetti che convincono
- Il motore
Ovviamente il DJI Avinox gioca un ruolo cruciale e l'attenzione è rivolta soprattutto sulle sue prestazioni.
In particolare spicca per potenza, fluidità e prevedibilità dell’erogazione e per i suoi 105 Nm di coppia e una potenza di picco che arriva a 1000 W.

- La trazione in salita
Grazie alla ruota fonica riesce a “leggere” un eventuale slittamento con maggiore rapidità (42 volte ogni giro di ruota, vedi foto in basso) rispetto al classico magnete e a variare la potenza dell'assistenza con maggiore prontezza. Non è un vero e proprio anti-pattinamento, ma ci va vicino.

- L’hardware DJI
L’interfaccia con il display touch, il doppio comando remoto (escludibile e configurabile se necessario), la vasta gamma di regolazioni possibili sui 4 livelli di assistenza (Auto, Eco, Trail e Turbo più la modalità Boost), la possibilità di registrare l’uscita tramite il GPS integrato (e non quello del telefono), il sistema anti-furto…
Insomma, DJI dimostra di conoscere bene le necessità di chi va in e-Mtb e il pacchetto hardware è di primissimo piano: a mio avviso il più raffinato oggi presente.



- La facilità di guida
Come detto nel video, la AmFlow PL Carbon non stupisce per le sue linee o per la sua geometria.
Ma è una scelta fatta da DJI che ha preferito far ricorso a uno schema telaio+sospensione ultra collaudato che ha permesso alla bici di raggiungere subito un valido livello di prestazioni.
Nella fattispecie la geometria è caratterizzata da:
- angolo sterzo: 64,5°
- angolo piantone effettivo: 77°
- carro: 44,5 cm
- lunghezza effettiva tubo superiore: 62 cm in tg L
- reach: 47,5 cm in tg L
- stack: 62,8 cm in tg L
- altezza movimento centrale: 34,5 cm
- passo: 125,5 cm in tg L
- escursione posteriore: 150 mm
- escursione anteriore: 160 mm

- L’autonomia della batteria
Non fa miracoli, sia chiaro, ma nella modalità Auto impostata come vedete in basso ha erogato tanta potenza in modo preciso e prevedibile, all’occasione in maniera molto vigorosa, ma senza mai essere brusca. Ebbene tutto ciò mi ha permesso di concludere un giro in montagna di 2 ore e mezza, 31,5 Km, 1522 metri di dislivello, quasi tutta in Auto e con una carica residua del 20%.
E la modalità Auto spinge tanto.
Se vogliamo fare un paragone, in una delle uscite test il mio amico Luigi era con la Moterra Carbon 1, cioè con un Bosch CX e 800 Wh, ha dovuto usare le modalità eMtb e Turbo per starmi dietro e concludere con una carica residua del 29%.
Considerate che Luigi pesa circa 10 Kg meno di meno.

- La leggerezza
Non è una peso piuma, ma la versione basica in taglia XL con un inserto nella gomma posteriore, senza pedali e gomme tubeless, pesa 21,61 Kg.
A mio avviso è un gran bel risultato (e il modello di punta scende addirittura a 20,5 Kg) ed è uno dei fattori che più intriga delle AmFlow PL Carbon.
E, in generale, anche delle altre e-Mtb equipaggiate con l’Avinox presentate di recente: pare proprio che abbiano in comune la virtù della leggerezza.
Forse perché DJI non consente oppure sconsiglia caldamente l’opzione della batteria rimovibile, opzione che, lo sappiamo, aumenta il peso del telaio?

- Gli accessori forniti
Spicca il caricabatterie rapido Avinox da 12A, ma nella scatola degli accessori figurano anche una pompa per sospensioni, luci anteriori e posteriori e una chiave dinamometrica.

AmFlow PL Carbon: 4 aspetti che convincono meno
1 - Un app per smanettoni
Ricchissima di parametri da modificare, ma per un utente poco smaliziato o poco esperto possono risultare anche troppi.
Di fatto si può fare praticamente tutto con la modalità Auto e solo se si vuole risparmiare batteria si possono utilizzare le altre modalità di assistenza. Ma…
2 - Lo scalino fra Eco e Trail
…occorre fare i conti con uno scalino che a volte può risultare troppo marcato fra le modalità Eco e Trail.
Per smussarlo si può agire sull’app, ma occorre sapere dove agire.
La cosa da tenere presente è che Eco non è un livello di assistenza adattativo (cioè si sceglie un livello di assistenza e quello rimane, come si vede nello screenshot in basso a sinistra), mentre Trail è un livello di assistenza adattivo, pur attingendo a una forbice di parametri a mio avviso limitata (screenshot in basso a destra)
In generale è bello avere tanta possibilità di intervento sull'app, ma non è sempre facilmente gestibile e modificabile da tutti.


Si finisce per usare la modalità Auto oppure bisognerà attendere un aggiornamento firmware che cambi le carte in tavola, migliorando tutto.
In autentico stile DJI…
3 - Manca la taglia S
La batteria da 800 Wh (l’unica al momento effettivamente disponibile) è molto lunga (56 cm) e questo impone una lunghezza minima al tubo obliquo.
Ovvero, non è possibile avere una taglia S vera, per cui si inizia dalla M.
E, attenzione, la M è una M e non va scambiata per una S.
La bici in test era una XL e guardando la scheda della geometria (immagine in basso) mi sarei trovato meglio con una L.

4 - Una “sconosciuta” famosa
Amflow appartiene a DJI e fino allo scorso anno non esisteva.
Eppure, è bastato meno di un anno per renderlo un brand molto osservato dagli appassionati.
Perché?
Non di certo per il telaio, né per la sua geometria, classici entrambi e senza troppa attenzione alle mode, bensì per la drive unit.
DJI ha fatto un lavoro enorme di sviluppo sul motore e in un attimo si è posizionata lì, dove tutti vorrebbero essere: nell’occhio del ciclone.

Questa Amflow PL Carbon è un bell’oggetto e il rapporto qualità/prezzo è interessante, ma essenzialmente solo per la drive unit, perché l’allestimento non rende giustizia alle potenzialità di motore e telaio.
Il telaio è di buona fattura e non sfigura al confronto con altre trail bike elettriche di pari leggerezza (forse solo la Orbea Rise?), ma se volete guidarla come una e-Mtb da enduro occorre mettere pesantemente mano ai componenti.
Insomma, il rapporto qualità/prezzo è molto interessante, ma forse si poteva fare di meglio in termini di qualità dell'allestimento.




A chi la consiglio?
Per come risponde il motore è sia per l’utente esperto che per quello meno esperto.
Diciamo, però, che l’utente esperto troverà presto il limite della componentistica del modello base: le prestazioni di sospensioni, freni e gomme non rendono giustizia alle qualità del telaio e del motore.
Se invece non avete particolari pruriti nella guida, anche il modello base è un prodotto molto valido.
Quanto costa la AmFlow PL Carbon?
6500€ e proprio oggi DJI ha ufficializzato la lista dei rivenditori in Italia.
Il rapporto fra come va, le qualità del telaio e la leggerezza complessiva (in relazione a potenza e batteria) la rendono molto interessante.


Quanto pesa?
Pesa 21,61 Kg in taglia XL, senza pedali e con un inserto nella gomma posteriore.
Il modello di punta, la Pro (in alto a destra), costa 9999€ e ha un peso dichiarato, sempre in taglia XL, di 20,5 Kg.
La leggerezza, quindi, è uno degli aspetti più convincenti.
Per informazioni AmFlowBikes.com
Qui tutti i nostri articoli e video sulla drive unit DJI Avinox
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Sull'autore
Simone Lanciotti
Sono il direttore e fondatore di MtbCult (nonché di eBikeCult.it e BiciDaStrada.it) e sono giornalista da oltre 20 anni nel settore delle ruote grasse e del ciclismo in generale. La mountain bike è uno strumento per conoscere la natura e se stessi ed è una fonte inesauribile di ispirazione e gioia. E di conseguenza MtbCult (oltre a video test, e-Mtb, approfondimenti e tutorial) parla anche di questo rapporto privilegiato uomo-Natura-macchina. Senza dimenticare il canale YouTube, che è un riferimento soprattutto per i test e gli approfondimenti.
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