TEST - Perché la Orbea Wild mi è piaciuta tanto? Ecco 7 motivi

Simone Lanciotti
|

Perché la Orbea Wild mi è piaciuta tanto?
Raramente mi avete sentito fare affermazioni così palesemente  positive su una bici, ma in questo caso sono davvero meritate.
E vi spiego perché, anzi, i 7 perché.
Questo video si concentra sulla versione M-Team, ossia quella subito sotto al top (la M-LTD), che viene proposta a 9499€ e pesa, in taglia M, 23,21 Kg (senza pedali e con gomme tubeless).
Continuando con i numeri di base, troviamo le ruote da 29”, escursione posteriore di 160 mm, motore Bosch CX SmartSystem con batteria da 750 Wh (non estraibile) e una serie di componenti che te la fanno sentire subito pronta per tutto.

Perché la Orbea Wild mi è piaciuta tanto?

La colorazione che vedete è stata scelta da noi tramite il sistema Orbea MyO, così come il montaggio che differisce da quello di base per la scelta della coppia di gomme Maxxis Assegai-Minion DHR con DH Casing (upgrade da 29€) e la forcella Fox 38 Grip2 Factory da 170 invece che 160 mm (upgrade gratuito).
Decisamente due upgrade azzeccati per questa bici e per questi terreni.
Il peso ne risente, sì, ma meglio privilegiare il piacere e la sicurezza di guida su un mezzo del genere.

E veniamo alla domanda iniziale alla quale rispondo prima di tutto con un video:

Perché la Orbea Wild mi è piaciuta tanto?

Se guardiamo il panorama sconfinato delle e-Mtb che potenzialmente rivaleggiano con questa ci sono una serie di dettagli che fanno la differenza.
E che hanno reso il marchio Orbea, negli ultimi anni, un marchio capace di competere direttamente con il livello di Trek, Specialized, Santa Cruz e pochi altri ancora.
Insomma, entrare nella cerchia dei marchi premium: brava Orbea.

Perché la Orbea Wild mi è piaciuta tanto?

Certamente l’adozione della drive unit Bosch Performance Line CX SmartSystem, oggi come oggi, fa acquisire a qualunque e-Mtb uno status di livello superiore, ma chiaramente non basta un motore a rendere efficace e piacevole una e-Mtb.
Alcune, come la Orbea Wild, ci riescono per un “pacchetto” di soluzioni per nulla facile da trovare oggi sul mercato.

1 - Rapporto qualità/prezzo

L’allestimento è in linea se non anche migliore rispetto alla concorrenza più blasonata a parità di prezzo (leggete più avanti). Prezzi non scontati, ovviamente.
A fare la differenza è soprattutto la possibilità di personalizzare l’allestimento e i colori tramite il MyO.

2 - Personalizzazione

Il sistema MyO, fra i marchi premium, è il fiore all’occhiello di Orbea.
Se si guarda alla gamma di modifiche che si possono fare alla bici in fase di ordine è qualcosa che non ha eguali fra i diretti competitor.
La personalizzazione della colorazione è gratuita e gli upgrade sui componenti, ovviamente, sono a pagamento, ma spesso i prezzi proposti sono decisamente interessanti.
Chapeau, Orbea… 

3 - Geometrie facili

E confidenza di guida immediata.
Ci sono tutti gli accorgimenti che servono a farti sentire subito a casa: l’angolo di sterzo da 64° (con forcella da 160 mm), il tubo superiore lungo, ma non lunghissimo (595 mm in taglia M), il tubo sella da 77,5° (con forcella da 160 mm), BB drop di 25 mm, reach di 455 mm e un interasse che ispira confidenza (124,7 cm in taglia M).
Senza dimenticare che le geometrie sono state pensate per lasciare scelta a chi si trovasse a cavallo fra due taglie. Ne avevo parlato qui, ricordate?

4 - Sospensioni di alto livello

Non mi riferisco tanto alla serie Factory di Fox che vediamo a bordo, ma soprattutto allo schema della sospensione posteriore, un quadrilatero con sistema SplitPivot (chiamato Concentric Boost 12x148 da Orbea), alla taratura dell’ammortizzatore Fox Float X2 e alla rigidità torsionale del triangolo posteriore.
Tutte queste cose permettono alla Orbea Wild di funzionare alla grande.
In maniera prevedibile e molto efficace.

5 - Triangolo anteriore super solido

Ok la rigidità, ma è necessario anche un certo livello di elasticità, per rendere la guida facile e piacevole, specie fuoristrada.
Guardando anche qui i dettagli ci si accorge che il tubo obliquo ha un andamento decisamente rettilineo per contenere la batteria Bosch da 750 Wh.

Perché la Orbea Wild mi è piaciuta tanto?

Per contenere il peso e ottimizzare il funzionamento del triangolo principale la batteria non è estraibile, ma fissa. Quindi, se volete ricaricarla dovete avere una presa elettrica vicino alla bici.
L’obiettivo di Orbea è rendere il telaio solido, dinamicamente efficace e quanto più leggero possibile.

6 - Cura dei dettagli

Guardate le protezioni e gli inserti in gomma dove sono stati collocati.
Senza dimenticare il passaggio dei cavi che si infila nel tubo sterzo (il sistema SIC di Orbea).

Oppure l’attacco manubrio OC (il marchio di componenti Orbea) che permette di installare anche il supporto per il Garmin.

7 - Garanzia a vita e crash replacement

Il telaio ha la garanzia a vita e in caso di rottura dovuta ad incidente Orbea consente di acquistare un telaio nuovo con sconti dal 30 al 50 per cento, a seconda di quando avviene l’incidente rispetto alla data di acquisto della bici.

A chi consiglio la Orbea Wild FS?

E’ una e-Mtb molto capace, facile e in grado di mettere a proprio agio l’utente meno esperto, ma anche di accendere l’entusiasmo in chi sa guidare.
La taratura della sospensione posteriore, i componenti adottati e la geometria scelta da Orbea sono un riferimento.

Che cosa convince di meno?

C’è davvero poco ed è stato proprio questo uno dei motivi che mi hanno portato a scrivere un titolo così entusiasta.
Potrei citare il fatto che la leva che blocca la compressione dell’ammortizzatore Fox Float X2 è molto difficile da raggiungere oppure il fatto che durante il test ho perso una delle viti che fissa l’ammortizzatore al leveraggio (per la cui sostituzione Orbea si è attivata in tempi molto rapidi).

IMG 0874

Aggiungo anche un altro dettaglio (non menzionato nel video): il cavo del freno posteriore può toccare i raggi della ruota.
Questo inconveniente è dovuto ad un orientamento non corretto del banjo del freno Shimano, in parte alla lunghezza del cavo freno e, soprattutto, alla posizione del foro per la fuoriuscita del cavo sul fodero sinistro, troppo lontano dalla pinza freno. Io ho risolto ruotando un po' più verso il basso il banjo e usando una fascetta di plastica (foto in basso).

SMC8098

Cosa propongono le rivali premium?

La Specialized Turbo Levo Expert G3 (foto in basso) è un osso duro, perché a parte le sospensioni di livello Performance invece che Factory, ha componenti di livello uguale o superiore con un prezzo di listino appena superiore (9600€). Spicca la trasmissione Sram GX Eagle Transmission.
Non ha il motore Bosch, ma quello Specialized Turbo 2.2 (di derivazione Brose) che in fatto di erogazione e personalizzazione è subito dietro alla drive unit tedesca.

95223 37 LEVO EXPERT CARBON G3 HRVGLD OBSD HERO



Trek, invece, con la Rail 9.8 XT Gen 4 propone lo stesso motore Bosch, una batteria identica ma estraibile di lato e un allestimento che in generale è di livello uguale se non inferiore a quello della Wild FS M-Team. 
Ma il prezzo di listino sale a 9799€.
Di contro il telaio e la sospensione posteriore della Trek Rail 9.8 sono un insieme che funziona davvero molto bene.

Rail98XT 23 37028 B Portrait

In conclusione…

Diciamo questo: una e-Mtb full power con una drive unit Bosch Performance Line CX SmartSystem oggi parte con un piccolo vantaggio.
I motivi li ho spiegati in un video pubblicato lo scorso anno.
Spetta ai marchi di bici, poi, aggiungere qualità costruttiva, prestazioni dinamiche e servizi per definire un certo rapporto qualità/prezzo.

Ecco, Orbea con la Wild ha fatto un lavoro superbo.

Questo non vuol dire che la Wild costi poco, bensì che a parità di prezzo con le competitor dirette offre di più.
Quindi, ecco perché la Orbea Wild mi è piaciuta tanto.

Per informazioni Orbea.com

Qui tutti i nostri articoli, approfondimenti e video sulle e-Mtb

Condividi con
Sull'autore
Simone Lanciotti

Sono il direttore e fondatore di MtbCult (nonché di eBikeCult.it e BiciDaStrada.it) e sono giornalista da oltre 20 anni nel settore delle ruote grasse e del ciclismo in generale. La mountain bike è uno strumento per conoscere la natura e se stessi ed è una fonte inesauribile di ispirazione e gioia. E di conseguenza MtbCult (oltre a video test, e-Mtb, approfondimenti e tutorial) parla anche di questo rapporto privilegiato uomo-Natura-macchina. Senza dimenticare il canale YouTube, che è un riferimento soprattutto per i test e gli approfondimenti.

Iscriviti alla nostra newsletter

... E rimani sempre aggiornato sulle ultime notizie!
Logo MTBCult Dark
Newsletter Background Image MTBCult
arrow-leftarrow-right