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La domanda che probabilmente molti di voi si staranno facendo è la seguente: a cosa servono un paio di pantaloni da Mtb se durante tutto l’anno (o quasi) si utilizzano i baggy short?
La risposta è semplice: a migliorare il comfort.
I Fusion 2.0 di Gore Bike Wear non hanno una spiccata propensione per i climi piovosi, ma se la cavano bene anche in quei frangenti.
Sono caldi al punto giusto.
Sono comodi e la sensazione che si percepisce, indossandoli, è quella di essere dentro a un guscio.
Sono leggeri, non intralciano la pedalata e tengono le gambe a una temperatura ottimale.
I pantaloni Gore Bike Wear Fusion 2.0 devono molto del loro comfort al materiale con il quale sono costruiti, ossia il WindStopper Soft Shell, che in questa realizzazione risulta anche molto leggero: 450 gr nella taglia L.

Il comfort rimane molto elevato anche durante la pedalata in piedi.
Il comfort rimane molto elevato anche durante la pedalata in piedi.

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Quando usarli?
Contrariamente a ciò che si può pensare, questi pantaloni non sono indicati solo per quando fa freddo, ma anche in condizioni meteo più favorevoli (primavera e addirittura estate se siete in montagna), soprattutto se si cerca un indumento più protettivo.
Chiaramente, però, la loro vocazione è per i climi rigidi e possiamo dirvi che durante il nostro test invernale li abbiamo utilizzati abbinandoli ai classici calzoncini in lycra con fondello senza mai rimpiangere un vestiario più termico.
La ventilazione non manca, ma soprattutto la piacevolezza di pedalare con un indumento che mantiene le gambe alla temperatura giusta, contrariamente a quanto succede con le classiche salopette invernali.
Questi calzoni tengono la temperatura costante, ma non fanno sudare.
Se invece il meteo è molto rigido allora, indossando una salopette sotto, si può pedalare anche in condizioni… polari.

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Come usarli?
Ovvero, pedalando si infilano fra catena e corona? No, e per scongiurare del tutto questa possibilità, Gore li ha dotati di un velcro che consente di stringere la caviglia (soprattutto quella destra) e di ridurre, fra l’altro, l’ingresso di aria fredda dal basso mentre si pedala.
Non lasciano purtroppo spazio alle protezioni per le ginocchia, a meno di non provare a indossarne di molto sottili (tipo queste della Dainese).
Una nota positiva riguarda la moltitudine di tasche a disposizione: una sulla coscia destra (con tanto di panno in microfibra per la pulizia delle lenti degli occhiali), due frontali classiche e una posteriore (di piccola capienza), tutte dotate di zip.
Le due tasche classiche risultano molto pratiche da usare perché sono pensate per disporre l’eventuale contenuto in modo da non creare fastidio alla gamba durante la pedalata. Un’accortezza da non trascurare che le rende ben sfruttabili.

La tasca laterale è dotata di zip.
La tasca laterale è dotata di zip.
La tasca ricavata sulla coscia contiene un panno in microfibra per la pulizia delle lenti degli occhiali. Molto comodo.
La tasca ricavata sulla coscia contiene un panno in microfibra per la pulizia delle lenti degli occhiali. Molto comodo.

Le regolazioni della calzata
Gore ha previsto la regolazione della chiusura in vita tramite due cursori che a dire il vero consentono delle variazioni non troppo ampie e stabili.
Durante la pedalata, infatti, per via dell’azione respiratoria, l’addome si espande e si contrae e questo può portare i pantaloni ad allentarsi in vita.

Due bottoni automatici, una zip e un velcro assicurano la chiusura in vita dei pantaloni.
Due bottoni automatici, una zip e un velcro assicurano la chiusura in vita dei pantaloni.

I due bottoni automatici, invece, sono di ottima fattura e una volta chiusi potete essere certi che non si apriranno da soli.
Infine i due velcri sulle caviglie: durante il test li abbiamo usati solo in rare occasioni perché la parte terminale del pantalone non interferisce con catena e corona. All’occorrenza, però, c’è il velcro.
Infine, un dettaglio molto caratteristico di questi pantaloni, ossia la zip sul ginocchio che li trasforma in baggy short.
In pratica, se la temperatura esterna cambia in maniera repentina, i Gore Fusion 2.0 si adattano alla perfezione. Immaginate di trovarvi in montagna: al mattino l’aria può essere piuttosto fredda e indossare un pantalone lungo garantisce maggiore comfort, soprattutto alle ginocchia. Se man mano che si alza il sole la temperatura aumenta, bastano pochi minuti per ritrovarsi con dei baggy short.

La zip sulle ginocchia permette di trasformare i pantaloni in baggy short in pochi istanti.
La zip sulle ginocchia permette di trasformare i pantaloni in baggy short in pochi istanti.

A chi li consigliamo?
Sono i pantaloni da escursionismo per tutta la stagione, anche in estate a patto di trovarsi in alta quota.
Sono rivolti a un pubblico attento ai dettagli e che pone tanta attenzione alla qualità dell’abbigliamento quanto a quella della propria bici.
Si prestano molto bene all’allenamento invernale e, in generale, sono molto confortevoli anche per il trail riding.

Questo velcro consente di stringere la caviglia e di impedire, all'occorrenza, all'aria fredda di entrare dal basso.
Questo velcro consente di stringere la caviglia e di impedire, all’occorrenza, all’aria fredda di entrare dal basso.

In conclusione…
Nel complesso questi pantaloni ci sono piaciuti e ci hanno fatto scoprire un nuovo modo di vestire per andare in Mtb. Solitamente gli stinchi, se il sentiero è un po’ impervio e poco frequentato, riportano i segni di contatti ravvicinati con spine e arbusti aguzzi e questi pantaloni costituiscono un’ottima protezione in casi del genere.
Hanno dimostrato di resistere inaspettatamente bene agli strappi e ci sentiamo di dire che se Gore avesse applicato gli inserti anti-abrasione anche sulla zona degli stinchi allora il livello protettivo sarebbe davvero eccellente.
A nostro avviso, per raggiungere un verdetto complessivo di eccellenza, i pantaloni Fusion 2.0 dovrebbero avere anche un inserto più resistente all’attrito nella parte che viene a contatto con la sella.

La zona del soprassella, in caso di terreno bagnato, arriva a inumidirsi con una certa facilità. Il taglio del pantalone non è aderente e piuttosto confortevole.
La zona del soprassella, in caso di terreno bagnato, arriva a inumidirsi con una certa facilità. Il taglio del pantalone non è aderente e piuttosto confortevole.

Ipotizziamo un inserto in Cordura che, all’occorrenza, diventa anche più protettivo in caso di sentiero bagnato.
Tuttavia, durante il test, la parte del pantalone che viene a contatto con la sella non ha evidenziato segni di logoramento a riprova della qualità di questo capo.
Infine il prezzo: 179,95€ rappresentano un costo in assoluto non certo contenuto, ma adeguato alla qualità di questi pantaloni. Gore Bike Wear ha studiato con una grandissima cura i dettagli di questo capo di abbigliamento e il risultato è di altissimo livello.
Con i Fusion 2.0 Gore ha voluto introdurre i benefici del WindStopper Soft Shell anche su un capo come i pantaloni al quale, talvolta, non si dedica la stessa attenzione che si riserva, ad esempio, alla giacca.
In particolare se cercate quella che si abbina in modo ottimale a questi pantaloni considerate la Fusion Cosmo sempre di Gore Bike Wear.

Per informazioni Goreapparel.eu

Ps: freddo alle mani? Gore Bike Wear ha una proposta anche per queste circostanze. Ed è una proposta decisamente efficace: i guanti Fusion Gore-Tex.

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La nota membrana della Gore li rende impermeabili, ma ancora abbastanza elastici da non alterare la funzionalità delle mani.

Per pollice, indice e medio Gore ha previsto degli inserti in silicone per migliorare il grip con il manubrio.
Per pollice, indice e medio Gore ha previsto degli inserti in silicone per migliorare il grip con il manubrio.

Questo rivestimento esterno anti attrito è pensato proprio per l'uso, sia in Mtb che su strada.
Questo rivestimento esterno anti attrito è pensato proprio per l’uso, sia in Mtb che su strada.

A dispetto delle dimensioni, questi guanti sanno essere tanto confortevoli quanto protettivi.
Il prezzo al pubblico è di 89,95€ e la qualità costruttiva Gore li rende particolarmente duraturi e affidabili.

Simone Lanciotti

Salve, mi chiamo Simone Lanciotti... e sono un appassionato di mountain bike come voi. Mi piace talmente tanto raccontare la mia passione per la Mtb che circa 20 anni fa ne ho fatto una professione. MtbCult.it è la stata la prima rivista che ho creato; poi eBikeCult.it e infine BiciDaStrada.it. La bicicletta in generale è stata ed è ancora per me una scuola di vita. Quindi, il viaggio continua e grazie per il contributo che date al nostro lavoro. Di seguito potete trovare tutti gli articoli firmati dal sottoscritto. Simone Lanciotti