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ARTICOLO AGGIORNATO IL 17 MARZO, ORE 19:25

Il DPCM del 9 marzo ed i relativi aggiornamenti (che trovate di seguito), invitavano caldamente i ciclisti a restare a casa ed allenarsi indoor, ma fino a poche ore fa, di fatto non esisteva un vero e proprio divieto di pedalare all’aperto.
Bene, l’ultimo aggiornamento di tale decreto, arrivato proprio oggi, rafforza questo invito che sia noi di MtbCult, ma anche la FCI hanno fatto ripetutamente agli appassionati di ciclismo, chiarendo un po’ meglio la situazione.
Di seguito, riportiamo il paragrafo per intero:

“Non è giustificato l’utilizzo del mezzo per diletto o per allenamento oltre i confini del proprio territorio di domicilio, abitazione o residenza. In caso di sportivi, professionisti o non professionisti, riconosciuti di interesse nazionale dal CONI e dalle rispettive Federazioni, in vista della loro partecipazione ai giochi olimpici o a manifestazioni nazionali o internazionali, sono utilizzabili gli impianti sportivi a porte chiuse  per le sedute di allenamento. È consentito esclusivamente lo svolgimento degli eventi e delle competizioni sportive organizzati da organismi sportivi internazionali, all’interno di impianti sportivi utilizzati a porte chiuse, ovvero all’aperto senza la presenza di pubblico”.

Bene, dopo la poca chiarezza dei giorni scorsi, a quanto pare ora dovrebbe esserci meno confusione in merito: non si può pedalare al di fuori del proprio Comune di residenza!
Una regola valida sia per gli amatori, sia per i professionisti…
D’altronde, nei giorni scorsi sono stati già denunciati dei ciclisti in allenamento, le forze dell’ordine stanno effettuando sempre più controlli e a quanto pare questa potrebbe essere la settimana cruciale per la diffusione del Covid-19 in Italia, al Centro soprattutto.
Per questo torniamo a ripetere: state a casa il più possibile, allenatevi indoor (qui trovate parecchi consigli) e contribuite al bene della collettività!
Sperando nel vostro buonsenso, vi salutiamo e vi mandiamo un abbraccio (virtuale 😜)

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ARTICOLO AGGIORNATO IL 10 MARZO, ORE 14:35

Cari lettori, vista la difficoltà di una chiara interpretazione dell’ultimo DPCM e considerando le differenti misure che le amministrazioni comunali stanno adottando, ci sentiamo di prendere una posizione più netta a riguardo.

Per tale ragione vi invitiamo a considerare l’attività in bici come non necessaria, soprattutto per il rischio di infortuni e incidenti ad essa connesso (che non può essere azzerato nemmeno con la massima prudenza).

Per senso civico e rispetto della collettività, vi invitiamo a considerare la sola attività ciclistica indoor, ovviamente da non effettuarsi in compagnia di altri ciclisti.

Un sacrificio che speriamo ci potrà far tornare presto alla normalità…

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ARTICOLO AGGIORNATO IL 10 MARZO, ORE 11:50

Cari lettori, siamo in emergenza e le cose cambiano assai velocemente.
Anche noi stiamo cercando di avere un quadro più chiaro della situazione, mettendo insieme interpretazione del nuovo DPCM del 10 marzo e buon senso.

La prima cosa da dire è che la possibilità o meno di andare in bici e fare sport NON DEVE ESSERE la priorità in questo difficile momento.

Detto questo, cerchiamo di analizzare i fatti con razionalità.
Ieri sera, dopo la conferenza stampa del Premier Conte che annunciava un nuovo decreto per estendere le limitazioni della cosiddetta zona Arancione a tutta Italia, avevamo tempestivamente modificato il nostro articolo.
In base alle limitazioni riportate nell’art. 1 del DPCM dell’8 marzo appariva chiaro che non sarebbe stato possibile andare in bici, se non sui rulli.

Ma il nuovo DPCM del 10 marzo, sebbene molto più stringente e con un espresso divieto di ogni assembramento di persone in luoghi pubblici o aperti al pubblico, contiene alcune importanti precisazioni in merito ad eventi e attività sportive.

Il paragrafo che interessa gli appassionati di bici è il seguente: “lo sport e le attività motorie svolti all’aperto sono ammessi esclusivamente a condizione che sia possibile consentire il rispetto della distanza interpersonale di un metro”.
Un paragrafo che non era presente nel decreto dell’8 marzo e che, probabilmente, è stato aggiunto per chiarire una situazione molto ambigua.

Insomma, rispettando le direttive non pare ci sia un espresso divieto per le attività all’aria aperta, ma per correttezza ricordiamo che si tratta comunque di una nostra interpretazione del Decreto.

Cosa fare dunque? 
Prima di tutto informatevi su come Regioni e Comuni di appartenenza hanno recepito il nuovo DPCM, perché potrebbero esserci delle differenze a livello locale, anche con provvedimenti più restrittivi.
Alcune Amministrazioni hanno vietato la circolazione da un comune all’altro e questo, già di per sé, rende quasi impossibile la pratica del ciclismo, almeno su strada.

In secondo luogo, l’interpretazione del decreto pare non vietare l’utilizzo della bici e altre attività all’aperto, ma in una situazione di difficoltà come quella attuale è indispensabile fare delle valutazioni etiche e di buon senso.
Per questo, e ribadiamo ancora una volta che si tratta di un nostro pensiero, in questo momento ci pare opportuno limitare l’attività all’aperto (e nel caso rispettare rigorosamente la distanza di un metro e raddoppiare le cautele per evitare di farsi male) e privilegiare l’attività indoor.

La priorità, in questo momento, rimane quella di evitare gli spostamenti non necessari, sperando che presto le cose possano tornare alla normalità.

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ARTICOLO AGGIORNATO IL 10 MARZO, ORE 7:40
Alla luce delle direttive del DPCM del 9 marzo 2020 (che vi riportiamo di seguito), è confermata la sospensione delle attività agonistiche in quanto è vietata ogni forma di assembramento di persone in luoghi pubblici o aperti al pubblico.
Lo sport e le attività motorie all’aperto sono consentite a patto che sia rispettata la distanza interpersonale di un metro.
Quindi, sebbene non ci sia un divieto specifico alla pratica del ciclismo è bene tenere a mente i 4 consigli riportati nell’articolo originale (che trovate in basso) che vi riassumiamo di seguito:
1 – Riducete la velocità in discesa ed evitate passaggi rischiosi: in caso di infortunio si andrebbero a togliere risorse ad un sistema sanitario già in crisi a causa dell’emergenza Covid-19;
2 – Riducete l’intensità dell’allenamento per non indebolire le vostre difese immunitarie;
3 – Non uscite in gruppo e date preferenza alle sessioni indoor da soli;
4 – Il comportamento di ognuno di noi influisce sulla diffusione o sulla regressione del Covid-19.

Di seguito l’estratto del DPCM del 9 marzo 2020

Art. 1

Misure urgenti di contenimento
del contagio sull’intero territorio nazionale

1. Allo scopo di contrastare e contenere il diffondersi del virus COVID-19 le misure di cui all’art. 1 del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 8 marzo 2020 sono estese all’intero territorio nazionale.
2. Sull’intero territorio nazionale e’ vietata ogni forma di assembramento di persone in luoghi pubblici o aperti al pubblico.
3. La lettera d) dell’art. 1 decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 8 marzo 2020 e’ sostituita dalla seguente:
«d) sono sospesi gli eventi e le competizioni sportive di ogni ordine e disciplina, in luoghi pubblici o privati. Gli impianti sportivi sono utilizzabili, a porte chiuse, soltanto per le sedute di allenamento degli atleti, professionisti e non professionisti, riconosciuti di interesse nazionale dal Comitato olimpico nazionale italiano (CONI) e dalle rispettive federazioni, in vista della loro partecipazione ai giochi olimpici o a manifestazioni nazionali ed internazionali; resta consentito esclusivamente lo svolgimento degli eventi e delle competizioni sportive organizzati da organismi sportivi internazionali, all’interno di impianti sportivi utilizzati a porte chiuse, ovvero all’aperto senza la presenza di pubblico; in tutti tali casi, le associazioni e le societa’ sportive, a mezzo del proprio personale medico, sono tenute ad effettuare i controlli idonei a contenere il rischio di diffusione del virus COVID-19 tra gli atleti, i tecnici, i dirigenti e tutti gli accompagnatori che vi partecipano; lo sport e le attivita’ motorie svolti all’aperto sono ammessi esclusivamente a condizione che sia possibile consentire il rispetto della distanza interpersonale di un metro;».

 

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ARTICOLO AGGIORNATO IL 9 MARZO, ORE 22:20
A seguito delle disposizioni previste di concerto dal Governo, dai Ministeri direttamente interessati e dalla Protezione Civile è stato poc’anzi comunicato dal premier Giuseppe Conte che i provvedimenti restrittivi validi per la regione Lombardia a partire da domani mattina saranno estesi a tutto il territorio nazionale.
Nella conferenza stampa conclusasi qualche istante fa Conte si appella al senso di responsabilità degli italiani chiedendo di modificare e adattare le proprie abitudini al fine di contrastare l’avanzata del Covid-19.
«Sto per firmare un provvedimento che possiamo sintetizzare come “io resto a casa”. Non ci sarà più una zona rossa nella penisola. Ci sarà l’Italia zona protetta».
Alla luce di ciò vi invitiamo a considerare gli allenamenti indoor e in solitaria come unica possibilità di utilizzo della bici con finalità sportive.
Vi invitiamo, quindi, a considerare le disposizioni appena annunciate dal premier che rappresentano un aggiornamento importante rispetto a quanto scritto nell’articolo pubblicato nella mattina di oggi 9 marzo 2020

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ARTICOLO ORIGINALE DEL 9 MARZO, ORE 11:20

Sebbene la bici sia l’occasione di evasione più bella per tutti noi, purtroppo in questo momento richiede qualche accortezza in più.
Ovviamente ci rivolgiamo ai ciclisti residenti in località e Regioni non ancora classificate come Zona Arancione (regione Lombardia e nelle province di Modena, Parma, Piacenza, Reggio nell’Emilia, Rimini, Pesaro e Urbino, Alessandria, Asti, Novara, Verbano-Cusio-Ossola, Vercelli, Padova, Treviso e Venezia).

Nella cosiddetta Zona Arancione, infatti, in base al DPCM dell’8 marzo è consentito muoversi solo per “comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità ovvero spostamenti per motivi di salute”.
Ergo, purtroppo, non si può uscire in bici per allenamento o divertimento.
L’unica soluzione possibile rimane quella di pedalare sui rulli, per il rispetto della propria salute e di quella altrui
Andare in bici, in questo momento, ci espone a ulteriori potenziali rischi di contagio.
Quindi, cosa fare?
Occorre modificare le proprie abitudini e questo è valido tanto per chi pedala su strada quanto per chi pedala in Mtb.
Quanto segue sono delle indicazioni (che come tali vanno considerate) che si sommano a quelle fornite dal Ministero della Salute e che ci sentiamo di condividere con voi al fine di rendervi più consapevoli e in una certa misura meno esposti al rischio di contagio.
Se vivete in zone d’Italia in cui le limitazioni all’attività  all’aperto sono, almeno per ora, meno stringenti, vi invitiamo a leggere quanto segue, fermo restando che la cosa più saggia sarebbe allenarsi indoor:

1 – Evitate passaggi rischiosi
Vale soprattutto per chi va in Mtb.
Le discese e, in generale, le velocità elevate rappresentano le situazioni di maggiore rischio, soprattutto in Mtb.
Cosa fare? Ridurre la velocità è un ottimo espediente e ponetevi come obiettivo quello di concludere l’uscita senza intoppi.
Una caduta che vi richieda di andare al Pronto Soccorso, oggi, può rappresentare una complicazione non da poco e significherebbe rischiare inutilmente di sovraccaricare ospedali e personale sanitario.
 Meglio ricordarlo.

2 – Non ci sono gare, quindi…
…quindi rallentate il vostro piano di allenamenti.
Per un periodo di tempo che potrebbe estendersi anche oltre la data del 3 aprile le attività agonistiche sono sospese, quindi, uscite in bici, sì, ma tenendo a mente il punto precedente, cioè gestite la velocità con buon senso.
L’obiettivo delle nostre uscite in bici dovrebbe essere pedalare cercando di ridurre al massimo il rischio di incidenti e lesioni personali.
Inoltre, gli sforzi eccessivi potrebbero ridurre per alcune ore le difese immunitarie, cosa che di questi tempi va evitata in ogni modo. Perciò, privilegiate la qualità alla quantità ed evitate di tornare a casa stravolti.

3 – Uscite in gruppo? Meglio di no…
La soluzione più responsabile è pedalare da soli o, meglio ancora, allenarsi indoor.
 Se incontrate altri ciclisti durante l’uscita, evitate il contatto diretto e seguite le disposizioni del Governo (cioè distanza di almeno un metro).

4 – La reale percezione dell’emergenza
Alcune zone d’Italia, nel momento in cui scriviamo l’articolo, si trovano in una situazione meno rischiosa, ma questa condizione è estremamente mutevole.
La cosa di cui dobbiamo essere consapevoli è che ognuno di noi può influire sulla diffusione del virus, riducendola (se si osservano le disposizioni del Governo) oppure amplificandola.
E’ un fatto di rispetto per gli altri: come persone prima e ciclisti poi, possiamo fare la nostra parte.

Di seguito un video con le indicazioni di comportamento diramate dal Ministero della Salute contro la diffusione del Corona Virus:

Contiamo di aggiornare questo articolo nei prossimi giorni e vi invitiamo ad utilizzare la bici tenendo conto delle disposizioni di legge vigenti nella vostra zona di residenza e di quanto scritto in questo articolo.

Per informazioni vi invitiamo a consultare il sito ufficiale del Ministero della Salute

Redazione MtbCult

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