

La Granfondo Marathon Dolomiti Friulane è una gara "giovane", visto che quella del 2026 sarà la 6ª edizione ma presenta diversi elementi interessanti, di cui vorremmo parlarvi insieme agli organizzatori, a cui abbiamo rivolto alcune domande.

- Volete raccontarci prima di tutto come e quando è nata la gara? Da chi è organizzata?
Nel 2021, durante un’escursione lungo le strade forestali del Bosc da Lese, osservando gli interventi effettuati per ripulire gli schianti causati dal disastro Vaia del 2018, sono apparse evidenti le grandi potenzialità che il nostro territorio (quello di Claut, in Friuli, ndr) poteva offrire per la Mtb e in particolare per le E-Bike.
Da questa intuizione è nata l’idea di unire le forze tra la Polisportiva Claut, che segue l’organizzazione, e Cellina Bike, referente diretto con la Federazione Ciclistica Italiana.
L'evento, da subito legato al territorio delle Dolomiti Friulane, è stato inserito nel FVG MTB Tour.
Dopo le prime due edizioni, grazie al grande lavoro di squadra con l’Amministrazione Comunale di Claut e alle moltissime ore di volontariato, sono stati realizzati diversi anelli di collegamento con le principali strade forestali. È stato così avviato il progetto del Bici Plan Valcellina con l’obiettivo di rilanciare il territorio attraverso più discipline ciclistiche, dando risalto non solo all’agonismo ma anche al cicloescursionismo. Proprio il tracciato Desplei DH sarà inaugurato la prossima primavera e farà parte integrante del percorso della Marathon Dolomiti Friulane.

- A chi si rivolge principalmente la Granfondo Marathon Dolomiti Friulane?
L’evento coinvolge tutti gli appassionati di mountain bike, dagli atleti élite agli amatori, con un’attenzione particolare rivolta alle categorie Juniores, considerate fondamentali per rigenerare il movimento della Mtb e offrire ai giovani un’alternativa al ciclismo agonistico su strada.
Parallelamente alle competizioni agonistiche, l’evento resterà aperto anche agli appassionati di e-bike, che potranno raggiungere i punti in quota e vivere da vicino il passaggio degli atleti, approfittando al tempo stesso di un fine settimana di festa all’insegna dello sport e della natura, nell’ambito della manifestazione Aria delle Dolomiti 2026.

- Perché considerate questo evento così importante per il territorio?
Siamo convinti che la promozione della nostra valle passa anche attraverso lo sport. Gli eventi sportivi rappresentano, infatti, un importante volano per la promozione turistica, in particolare per il cicloturismo.
L’ambiente naturale del Parco delle Dolomiti Friulane si presta ad accogliere attività sportive a stretto contatto con la natura. Nel corso degli anni si è sviluppata una rete di rifugi alpini e agriturismi in quota, supportata da oltre 60 chilometri di percorsi ciclabili tra piste dedicate e strade forestali che collegano i comuni di Cimolais, Claut ed Erto.
Grazie al movimento generato dalla Granfondo Marathon Dolomiti Friulane e al crescente flusso di cicloturisti, è stato possibile mettere in rete anche le amministrazioni comunali, coinvolgendole in una pianificazione territoriale legata al cicloturismo. Da questo percorso è nato il primo Bike Plan territoriale, con l’obiettivo di collegare il Cadore, la Carnia e la Valcellina attraverso la rete di strade e sentieri.

Un passaggio fondamentale è stato anche il coinvolgimento della Regione Friuli Venezia Giulia per la riapertura della suggestiva Forra del Cellina, un collegamento cicloturistico tra il lago di Barcis e Montereale Valcellina. Questo progetto consentirà in futuro di creare anelli escursionistici tra Poffabbro, Piancavallo, il Cansiglio e l’Alta Valcellina, evitando la strada regionale 251 e le gallerie e permettendo invece di ammirare le pozze smeraldine e gli ambienti naturali unici della Valcellina.
Grazie ai tracciati della Granfondo Marathon Dolomiti Friulane vengono valorizzate tutte le peculiarità del territorio tra i comuni di Claut e Cimolais, sia dal punto di vista tecnico-ciclistico sia da quello naturalistico e culinario.
Il percorso conduce gli atleti fino ai rifugi Pradut e Malga Casavento, attraversando sentieri ricchi di storia legati alla Prima guerra mondiale e toccando siti di grande interesse naturalistico e culturale, come le orme del dinosauro e la Forra del Ciolesan.
- Quali difficoltà incontrate nell’organizzazione, in un momento storico in cui le granfondo sembrano un po’ in crisi e alcune fanno proprio fatica a sopravvivere?
Le difficoltà non sono poche, a partire dagli aspetti burocratici ed economici. In una valle come la nostra, purtroppo, anche il sostegno dell’imprenditoria locale non è sempre sufficiente e la ricerca di risorse si sposta spesso verso il livello pubblico o verso realtà esterne al territorio.
Un contributo importante arriva comunque dalla generosità di piccole aziende che credono nel progetto e nello sforzo portato avanti interamente su base volontaria.
Nonostante le difficoltà, la volontà è quella di proseguire con determinazione. L’obiettivo non è solo sostenere Claut e la Valcellina, ma contribuire alla crescita dell’intero movimento della mountain bike e alla promozione del territorio della regione Friuli Venezia Giulia.

- Riuscite a darci un po’ di numeri basandovi sulle edizioni precedenti e sulle prime impressioni per quest’anno?
Puntiamo a raggiungere i 400 atleti per confermare la buona presenza delle precedenti edizioni facendo forza sulle partnership 2026 con il circuito Rampitek, Veneto Bike Cup e Trentino Mtb, e in più con l’assegnazione del Titolo Regionale Marathon e l’inserimento della Tappa nel circuito Nazionale FCI Marathon.
Possiamo poi dire che il nostro staff è composto da oltre 100 unità tra volontari e professionisti in ambito sanitario, soccorso alpino e comunicazioni.
La nostra priorità è la sicurezza e sarà garantita grazie alle unità mobili della Sogit, Soccorso Alpino e le comunicazioni tramite ponte radio gestito dal centro Radiomatori di Pordenone.

- Secondo voi l’agonismo è ancora la chiave per aggregare gli appassionati di Mtb?
Purtroppo non è così. Esistono alcuni eventi storici che riescono ancora ad attirare gli agonisti, soprattutto per arricchire il proprio curriculum sportivo, ma non basta per garantire una reale crescita del movimento.
Per ricostruire lo sport, secondo noi, è necessario ripartire dai primi anni di scuola, proponendo attività legate anche al territorio in cui gli studenti vivono e studiano. Oggi, però, la scuola non rappresenta più quel volano di crescita per lo sport che era in passato. Spesso diventa difficile entrare negli istituti per proporre progetti extrascolastici e si incontrano numerosi ostacoli legati alle responsabilità e alla disponibilità dei singoli docenti.
Una situazione molto diversa rispetto agli anni ’90, quando tutto era più semplice e iniziative come i Giochi della Gioventù permettevano a tutti i ragazzi di avvicinarsi allo sport. Da quell’esperienza, in molti casi, nascevano anche futuri campioni...
- Sapreste dire 3 motivi per cui un biker dovrebbe scegliere la vostra gara?
la Granfondo Marathon Dolomiti Friulane è agonisticamente la gara perfetta, secondo noi, per chi cerca una gara endurance.
Il territorio delle Dolomiti Friulane, forse meno conosciuto rispetto alle Dolomiti trentine, è una bella scoperta, ed è a poco più di 60 minuti da città come Padova o Venezia.
Infine, il contesto in cui è inserita la gara è festoso e accogliente e anche gli accompagnatori possono trovare attività divertenti.

- Volete, infine, ricordare come effettuare le iscrizioni alla Granfondo Marathon Dolomiti Friulane 2026?
Le iscrizioni si possono effettuare dal 1° maggio fino al 21 agosto, seguendo le istruzioni a questo link: https://my.raceresult.com/367035/.
In presenza si possono fare anche il 22 e il 23 agosto fino alle 8.30, proprio prima della gara.
Le informazioni si possono trovare sul sito www.polisportivaclaut.it/grandfondo-dolomiti-friulane oppure via email bike.pol.claut@gmail.com o telefono ai seguenti recapiti: 392 4564242 - 340 5154254
(Foto di apertura: Alessandro Billiani)
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Sull'autore
Veronica Micozzi
Mi piace leggere, scrivere, ascoltare. Mi piacciono le storie. Mi piace lo sport. Mi piacciono le novità. E riconosco la sana follia che anima i seguaci della bici. Credo di aver capito perché vi (ci) piace tanto la Mtb, al di là della tecnica, delle capacità, dell’agonismo: è per quella libertà, o illusione, di poter andare ovunque, di poter raggiungere qualsiasi vetta, di poter superare i propri limiti che solo le due ruote sanno regalarti…
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