INCHIESTA - I ritardi nella consegna di bici e componenti: risponde la bike industry

Veronica Micozzi
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Ormai lo dicono tutti, è il leit motiv dell’anno: acquistare una bici nuova o anche solo un componente, di questi tempi, significa scontrarsi con una disponibilità di prodotti veramente limitata e con tempi di consegna lunghissimi.

Di fronte a questo scenario, che va avanti dal 2020 e non accenna a risolversi, e sollecitati dalle molte richieste e dai mille commenti arrivati in redazione e sulle nostre pagine social, abbiamo deciso di vederci un po’ più chiaro e siamo andati proprio alla fonte.

Abbiamo dunque interpellato molti dei principali brand nazionali e internazionali, produttori di biciclette e di componenti per bici, e, fra quelli che abbiamo coinvolto, Scott, Trek, Shimano, Wilier, Giant, Schwalbe, Sram ed Elite hanno accettato di rispondere alle nostre domande.



I temi fondamentali della nostra inchiesta sono sostanzialmente quattro:
1 - I motivi dei ritardi nella consegna di bici e componenti
2 - L’aumento dei prezzi al pubblico
3 - Le soluzioni che si stanno mettendo in atto
4 - Il processo di vendita e il rapporto con il cliente finale.

Vista l’importanza e la complessità delle tematiche e la ricchezza delle risposte ricevute, abbiamo preferito realizzare quattro diversi articoli, quattro “puntate”, ciascuna dedicata a un argomento.
Partiamo con quello più evidente: Ritardi nella produzione e nella consegna di bici e componenti, quali sono i motivi?

In generale, tutti i brand coinvolti nell’intervista concordano su un punto: nel 2020 e anche in questi primi mesi del 2021 la domanda di biciclette e soprattutto di componenti ha di gran lunga superato l’offerta e la capacità produttiva dell’intera bike industry non è sufficiente a soddisfare le richieste.

Nello specifico, ecco le spiegazioni più dettagliate dei nostri interlocutori.

«La domanda ha superato l’offerta.
All’inizio il sistema è stato colto di sorpresa, ora invece le aziende hanno incrementato la produzione anche se questa è spalmata su più mesi e quindi per il consumatore finale ci saranno dei ritardi.
Continuiamo comunque ad assistere ad una richiesta continua di bici sul mercato.
Tale richiesta è anche superiore alle capacità produttive della bike industry pertanto ad oggi risulta molto difficile accontentare tutti in una situazione così straordinaria.» (Scott Italia)

«L’impatto della pandemia unita ad una domanda di prodotto senza precedenti a livello mondiale sta determinando ritardi e inconvenienti lungo la catena di approvvigionamento, produttiva e logistica.
In questo contesto, Trek riesce comunque a mantenere una posizione privilegiata in termini di priorità lungo la catena di produzione e e spedizione.
L’impegno è massimo al fine di garantire e velocizzare la consegna dei propri prodotti alla clientela.» (Trek Italia)

«È sotto gli occhi di tutti quanto la bici sia diventata centrale in questo periodo pandemico.
Chi vuole fare dell'attività fisica rispettando le buone pratiche di contenimento del virus deve fare i conti con la bicicletta.
O anche per il solo spostamento, in ambiente urbano.
Questa consapevolezza ha portato ad un'incredibile richiesta ma non solo sui prodotti di entrata di gamma com'era facilmente immaginabile, ma anche sui prodotti top di gamma, nostro core business.
Inevitabile la pressione che a cascata preme sulle forniture di componentistica.
Problematiche per noi oggi bloccanti per dare un'adeguata risposta alla domanda.
Non tanto un problema di telai per i quali stiamo rispondendo bene, ma di componenti che il mercato non riesce a produrre.
Siamo costretti a lavorare con continui stop-and-go per mancanza di componenti (i cui arrivi erano previsti magari sulla carta) e ciò crea un extra costo di gestione nella produzione.» (Wilier Triestina)

Giant Italia aggiunge un ulteriore elemento alla complessità del quadro, che riguarda il personale impiegato negli stabilimenti produttivi: «I ritardi nella produzione e nella consegna sono dovuti principalmente a due fattori: il primo è che nelle fabbriche, dopo aver avuto comunque un periodo più o meno lungo di chiusura per le restrizioni dovute al COVID19, il personale non può essere impiegato in egual numero rispetto a prima e di conseguenza la produzione non può avere lo stesso ritmo.
Il secondo è che l’impennata della domanda è stata talmente improvvisa ed elevata che nessuno è attrezzato per soddisfarla.
Giant sta comunque consegnando, anche se con qualche ritardo, un discreto numero di biciclette preordinate nel 2020 durante il periodo più difficile nel quale pensare al futuro poteva sembrare una follia ma che adesso si dimostra come una scelta vincente.»

Sono i componenti, oltre alle materie prime, ad essere chiamati in causa perché di difficile reperibilità, perché le consegne programmate ritardano, perché senza di essi risulta impossibile arrivare al prodotto finito.
Del resto, secondo le nostre fonti, la richiesta di componenti per bici nel 2020 in alcuni casi è stata di 4 o anche di 5 volte superiore a quella del 2019.
Quindi si comprende l’oggettiva difficoltà ad adeguare in tempi brevi la capacità produttiva ai valori complessivi delle richieste.
E cosa dicono, quindi, i produttori di componenti?

Ecco per esempio cosa ne pensa Sram Europe: «I ritardi dei prodotti che stiamo attualmente affrontando sono dovuti alla convergenza di più fattori: da una parte una maggiore domanda dei consumatori per la nostra nuova gamma di componenti, dall’altra un aumento generalizzato di richieste di biciclette, dovuto alla pandemia.
Inoltre, ci sono problemi costanti per la spedizione di prodotti all'estero, nonché alcune limitazioni delle materie prime.»

La carenza di materie prime e le difficoltà nelle spedizioni vengono evidenziate anche da Schwalbe: «I ritardi sono principalmente dovuti all'aumento della domanda che congestiona la produzione e alla mancanza di materia prima.
Non ultimo anche la diminuzione dei container in partenza dal Far East e l'aumento dei costi delle spedizioni.»

Anche un produttore di rulli e altri accessori per il ciclismo lamenta la scarsità di materie prime che provoca a catena ritardi nella produzione e nella consegna al consumatore.

Il quadro che emerge dalle risposte che abbiamo raccolto, seppur articolato, lascia poco spazio ai dubbi.
Ora, ciò che tutti vorremmo sapere è: quanto ancora durerà questa situazione?
Quali sono le possibili soluzioni?
Dobbiamo proprio rinunciare a una bici nuova?
Cercheremo le risposte a questi interrogativi nel prossimo approfondimento, tra qualche giorno.

Nel frattempo vi suggeriamo la lettura degli articoli dedicati alla scelta di una bici usata. Potete iniziare da qui:

https://www.mtbcult.it/foto-video/video/video-come-scegliere-una-mtb-usata-telaio/

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Sull'autore
Veronica Micozzi

Mi piace leggere, scrivere, ascoltare. Mi piacciono le storie. Mi piace lo sport. Mi piacciono le novità. E riconosco la sana follia che anima i seguaci della bici. Credo di aver capito perché vi (ci) piace tanto la Mtb, al di là della tecnica, delle capacità, dell’agonismo: è per quella libertà, o illusione, di poter andare ovunque, di poter raggiungere qualsiasi vetta, di poter superare i propri limiti che solo le due ruote sanno regalarti…

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